Stoccolma, 17 dicembre 2025 – Tornano a punteggiare la tundra del Nord, da dicembre a marzo, gli hotel di ghiaccio. Dal Canada alla Lapponia finlandese, passando per le Alpi svizzere, queste strutture temporanee vengono ricostruite ogni inverno e si sciolgono con l’arrivo della primavera. Attirano chi cerca un’esperienza fuori dal comune. Le tariffe? Si parte da circa 400 euro a notte, ma salgono in fretta, soprattutto se si punta a comfort extra o a location da sogno.
Hotel di ghiaccio: arte, comfort e natura estrema
Non si tratta solo di dormire su un letto di ghiaccio. Gli hotel di ghiaccio sono vere e proprie opere temporanee, nate mesi prima dell’apertura. All’ICEHOTEL 36 di Jukkasjärvi, nel nord della Svezia, ogni stanza è un progetto unico. Quest’anno, per esempio, c’è una biblioteca scolpita nel ghiaccio e una camera con sfere trasparenti che sembrano fluttuare sopra il letto. “Ogni stagione è diversa, non la rifacciamo mai uguale”, ha detto un portavoce dell’hotel.
Gli ospiti dormono su letti fatti con blocchi d’acqua del fiume Torne congelata, coperti da materassi isolanti e sacchi a pelo termici. La temperatura è intorno ai -5°C; i bagni e gli spogliatoi invece sono in edifici riscaldati vicini. All’arrivo, vengono dati abiti tecnici per il freddo. “La maggior parte del tempo si passa al caldo, e si dorme su cuscini”, spiegano dall’ICEHOTEL.
Dalla Lapponia al Québec: stesse emozioni, esperienze diverse
Il concetto cambia a seconda del luogo. All’Apukka Resort, vicino a Rovaniemi in Lapponia, si dorme in igloo riscaldati con tetti di vetro, perfetti per ammirare l’aurora boreale. In Québec, l’Hôtel de Glace unisce camere scolpite nel ghiaccio a vasche idromassaggio all’aperto, saune e suite a tema che rifanno ogni inverno. Qui i cocktail sono serviti in bicchieri di ghiaccio intagliati a mano; i ristoranti propongono piatti locali, spesso presentati su blocchi di ghiaccio trasparente.
Nelle Alpi svizzere, l’Iglu-Dorf Zermatt si monta ogni anno a 2.700 metri, sulle piste sopra il centro pedonale. Gli ospiti dormono in igloo collegati da corridoi di neve e cenano con fondue e piatti tipici nei saloni comuni. Si parte da circa 450 euro per due persone, cena e colazione incluse.
Dietro le quinte: costruire un hotel di ghiaccio
La costruzione di un hotel di ghiaccio comincia molto prima dell’arrivo dei clienti. Il ghiaccio si raccoglie dai fiumi – come il Torne in Svezia – alla fine dell’inverno e in primavera, tagliando grandi blocchi che vengono conservati in hangar alimentati a energia solare. Solo quando le temperature restano sotto zero per un periodo stabile, di solito a novembre, si inizia a costruire.
All’ICEHOTEL, la struttura copre circa 2.800 metri quadrati e usa più di 550 tonnellate di ghiaccio, insieme a decine di migliaia di metri cubi di “snis”, una miscela di neve e ghiaccio compatta usata per muri e soffitti. Ogni anno artisti e designer da tutto il mondo creano nuove stanze: quest’anno sono 12 le “art suite” firmate da creativi di 12 Paesi diversi. “Alcuni hanno esperienza decennale con neve e ghiaccio, altri sono alla prima prova”, racconta Luca Roncoroni, direttore creativo.
Sul cantiere lavorano quasi 90 persone: artisti, costruttori e specialisti delle luci, in una corsa contro il tempo di circa sei settimane. Quando arriva la primavera, tutto si scioglie: pareti, letti e arredi tornano al fiume da cui sono stati presi.
Quanto costa dormire nel gelo (con tutti i comfort)
Il prezzo rispecchia la natura effimera dell’esperienza e i servizi offerti. All’ICEHOTEL di Jukkasjärvi si parte da circa 600 euro a notte per due persone, con equipaggiamento termico e colazione inclusi. All’Apukka Resort in Finlandia, si va dai 400 euro a notte per gli igloo di vetro fino alle ville più grandi per gruppi.
Poco fuori Québec City, l’Hôtel de Glace offre 45 camere e suite a tema: i prezzi partono da circa 500 euro a notte, con tariffe più alte per le suite superiori. In Svizzera, l’Iglu-Dorf Zermatt propone pacchetti da circa 450 euro per due.
Chi sceglie questi hotel cerca qualcosa di unico: dormire nel silenzio della neve, magari sotto l’aurora boreale o circondato da sculture che durano solo pochi mesi. Un lusso effimero – ma sempre più richiesto – che ogni inverno sorprende chi è disposto a sfidare il freddo per una notte fuori dal comune.