Lega Navale: esplorando le nuove rotte del mare italiano nel prossimo numero

Roma, 16 dicembre 2025 – La Lega Navale Italiana chiude il 2025 con un nuovo numero della sua rivista, che mette al centro legalità, cultura, formazione e innovazione per tracciare le rotte future del mare italiano. Un’edizione che, come spiega il direttore Antonello de Renzis Sonnino, “vuole fare da ponte tra la vita associativa e il dibattito culturale e civile sul mare”, proprio mentre la marittimità nazionale si interroga sul proprio futuro.

Assemblea di Lecco: tra memoria e nuove energie

Il cuore del numero 4/2025 è la cronaca dell’Assemblea Generale dei Soci che si è tenuta a Lecco. Un incontro definito da molti come uno dei più intensi degli ultimi decenni per la Lega Navale. “Abbiamo visto energie nuove, idee fresche, ma anche un grande rispetto per la nostra storia”, racconta un socio storico di Genova. Tra i protagonisti, le parole di Antonio Rossi, campione olimpico e presidente della federazione canoa, e di Andrea Mura, navigatore oceanico noto per il suo approccio moderno alla vela. Le loro interviste, raccolte dalla redazione, restituiscono il senso di una comunità che cerca di tenere insieme tradizione e novità.

Barcolana di Trieste: mare, legalità e inclusione

Ampio spazio è dedicato alla Barcolana di Trieste, giunta quest’anno alla sua 57esima edizione. Qui la Lega Navale Italiana si è distinta con le cosiddette “barche della legalità”, simbolo di un impegno che va ben oltre la competizione sportiva. La barca “Francesco”, confiscata ai trafficanti di migranti e restituita a un uso civile, è diventata il volto della campagna “Mare di Legalità”, che unisce inclusione e responsabilità sociale. “Non è solo una regata, ma un modo per ricordare che il mare può essere uno spazio di giustizia”, spiega uno degli organizzatori di Trieste.

Nautica, motori e nuove sfide

Il nuovo numero allarga lo sguardo alle relazioni tra mare, tecnologia e industria. Racconta il legame – spesso inaspettato – tra nautica e motori: dalla storia di Moto Guzzi fino al progetto Ferrari Hypersail, che promette di portare innovazione sulle onde. Non manca una tappa al Museo della Barca Lariana, sul Lago di Como, dove tradizione e ricerca si incontrano. E ancora, la missione di Nave Alliance tra i ghiacci dell’Artico, simbolo delle nuove sfide nella sicurezza marittima e nella scienza.

Formazione e sicurezza: le priorità delle istituzioni

La rivista mette in luce anche temi istituzionali e formativi. Nell’intervista al nuovo Comandante Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, Sergio Liardo, emergono le priorità per la sicurezza in mare. “Competenze e formazione sono le basi su cui costruire il futuro della marittimità italiana”, sottolinea Liardo. Un concetto ripreso anche dal racconto della missione dell’Accademia Italiana della Marina Mercantile, impegnata a formare le nuove leve del settore.

Il mare come spazio di cultura e inclusione

Non mancano le rubriche sull’attualità nautica, con il notiziario curato da Bolina, che aggiorna sulle ultime novità del settore. La rubrica “Sestante”, firmata da Giorgia D’Errico di Save the Children Italia, affronta lo sport nautico come strumento di inclusione per i minori in difficoltà. Debutta anche “Il mio mare”, spazio affidato a personaggi pubblici: ad aprire la serie è Veronica Maya, che racconta il suo legame personale con il mare. Tra gli approfondimenti culturali spicca il recupero di un testo inedito di Joseph Conrad dedicato al Natale in mare e una riflessione sulle nuove produzioni audiovisive legate al mondo della nautica.

Archivio storico digitale: il passato che guarda al futuro

A chiudere il numero, l’annuncio del progetto di digitalizzazione dell’archivio storico della Lega Navale Italiana. Quasi 130 anni di storia che diventeranno accessibili a tutti grazie a una piattaforma digitale. “Solo così possiamo assicurarci che la memoria del nostro mare resti viva e a disposizione delle nuove generazioni”, spiega de Renzis Sonnino.

Un’edizione che non si limita a raccontare il mare italiano, ma prova a indicarne la rotta – tra passato e futuro, innovazione e memoria.

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