Scoprire il futuro delle batterie rinnovabili: il cortometraggio innovativo del laboratorio leccese

Lecce, 17 novembre 2025 – Nel cuore del Salento, in un laboratorio di nanotecnologie, dieci giovani filmmaker hanno raccontato la sfida della scienza contro i limiti delle batterie tradizionali. Armati solo di uno smartphone e tanta curiosità, hanno dato vita a un racconto intenso e diretto. È successo tra il 27 e il 31 ottobre, nella sede del Cnr-Nanotec di Lecce, durante il Film Lab organizzato dal Pianeta Mare Film Festival di Napoli. Un’occasione rara: studenti di cinema e arti visive, scelti da tutta Italia, hanno potuto entrare nei laboratori dove si cerca di inventare nuove soluzioni per l’energia sostenibile.

Cinema e scienza: un incontro che fa scintille

Il progetto, nato nel 2022 e guidato da Max Mizzau Perczel, ha riunito a Lecce dieci ragazzi provenienti da università e accademie diverse. Il tema? Mare e cambiamenti climatici. Tra plastica abbandonata, mozziconi di sigaretta e storie di sostenibilità raccontate come favole moderne, i giovani registi hanno vissuto una settimana intensa di riprese e montaggi. Sotto la guida del regista Valerio Ferrara – direttore artistico del laboratorio e vincitore del Premio La Cinef a Cannes nel 2022 – hanno esplorato ogni angolo del Cnr-Nanotec. Per Chiara Capobianco, 26 anni, studentessa all’Ensad di Parigi, e Davide Casale, salernitano al Cinemadamare di Roma, la sfida era ancora più precisa: raccontare in meno di cinque minuti come nascono le batterie organiche, senza litio né cobalto.

Batterie organiche: la ricerca che guarda alle piante

Al centro del racconto c’è l’incontro con Luisa De Marco, prima ricercatrice all’Istituto di nanotecnologie di Lecce. Tre anni fa ha ottenuto un finanziamento dell’European Research Council: due milioni di euro per cinque anni, fino al 2027, per portare avanti il progetto “Hynanostore”. L’obiettivo è chiaro: trovare un’alternativa alle batterie tradizionali, eliminando materiali rari e poco sostenibili come litio e cobalto. «Usiamo molecole organiche – spiega De Marco – che arrivano dalla fotosintesi delle piante o che sintetizziamo in laboratorio con metodi di chimica green». Dietro a questo lavoro c’è un gruppo di otto ricercatori che lavora senza sosta.

Un corto girato tra microscopi e alberi

Capobianco e Casale hanno rispettato la sacralità del luogo. «Abbiamo girato dalle 8:30 alle 16:30 senza pause», racconta Capobianco. Il risultato è “There’s Plenty of Room at the Bottom export”, un corto che segue da vicino – quasi toccandoli – le mani guantate dei ricercatori, le batterie a bottone, i dettagli degli strumenti. «Le riprese sono volutamente molto ravvicinate – spiega ancora Capobianco – mentre l’idea di soffermarci sugli alberi fuori dal laboratorio nasce dal fatto che tutta la ricerca si ispira alla natura». Come unico strumento tecnico, un iPhone 15 Pro. E una giornata che, secondo i ragazzi, ha insegnato più di anni di scuola.

Prototipi che funzionano, ma la strada è ancora lunga

La ricerca sulle batterie organiche non è solo teoria. «Abbiamo già prototipi capaci di accendere un Led o una calcolatrice», precisa De Marco. Per ricaricare uno smartphone, però, serve ancora tempo. Il gruppo sta lavorando sui materiali per migliorare le prestazioni: «Ora ci stiamo concentrando proprio su questo», aggiunge la ricercatrice. Il finanziamento europeo ha permesso di comprare macchinari all’avanguardia e di creare un team giovane e motivato.

Il cinema racconta la scienza in modo semplice e potente

Il Film Lab ha dimostrato che la scienza può essere raccontata anche con immagini semplici ma d’effetto. I giovani filmmaker hanno colto dettagli che parlano da soli – dai guanti dei ricercatori agli alberi fuori dal laboratorio – mostrando una ricerca che affonda le radici nella natura e guarda al futuro. «Abbiamo imparato più in una giornata qui che in cinque anni di scuola», ammette Capobianco con un sorriso stanco ma soddisfatto.

La sfida delle batterie sostenibili continua nei laboratori del Cnr-Nanotec. E forse, grazie al cinema, arriverà prima nelle case di tutti.

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