Thiruvananthapuram, 11 novembre 2025 – Il Kerala, nel profondo sud dell’India, sta attirando sempre più viaggiatori da tutto il mondo in cerca di esperienze vere e rispettose dell’ambiente. Dalle antiche arti marziali Kalaripayattu alla danza tradizionale Kathakali, senza dimenticare il famoso festival Thrissur Pooram, questa terra si presenta come una destinazione perfetta per chi vuole mescolare natura, benessere e cultura. A raccontarlo è stata Sreedhanya Suresh, vice direttore generale del Turismo del Kerala, durante il World Travel Market di Londra: “Il Kerala è un pacchetto completo, ogni distretto ha una sua anima”.
Kerala, terra di paesaggi e tradizioni uniche
La vera forza del Kerala sta nella sua varietà. Dalle spiagge di Varkala alle verdi colline di Munnar, ogni angolo offre qualcosa di diverso. “Qui puoi passare da una spiaggia a una foresta in pochi chilometri, senza problemi”, ha detto Suresh. Le famose backwaters sono un labirinto di lagune e canali che si estende per più di 900 chilometri lungo la costa. Ad Alappuzha, le case galleggianti scivolano lente tra risaie e palmeti, mentre piccoli mercati sull’acqua animano le rive. “Le backwaters sono un vero marchio di fabbrica del Kerala, si trovano solo qui”, ha sottolineato.
Benessere, tra Ayurveda e antiche arti marziali
Oltre ai paesaggi, il Kerala custodisce una cultura millenaria. Qui è nata la disciplina del Kalaripayattu, considerata tra le arti marziali più antiche al mondo. “È molto più di una lotta: unisce meditazione, yoga, respirazione e movimenti del corpo”, ha spiegato Suresh. “Aiuta a migliorare la forza e la consapevolezza, è una vera disciplina per mente e corpo”. Lo stato è anche la culla dell’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana basata su trattamenti naturali e olistici. Tra resort di lusso e cliniche tradizionali, i centri offrono percorsi di benessere che attirano visitatori da ogni parte del mondo.
Festival e riti che colorano l’anno
La cultura del Kerala si esprime anche attraverso i suoi festival. Il più famoso è il Thrissur Pooram, che si tiene tra aprile e maggio nel tempio Vadakkunnathan di Thrissur. Ogni anno richiama più di un milione di persone con sfilate di elefanti e spettacoli di percussioni. “È uno dei più grandi festival dell’Asia”, ha ricordato Suresh. Accanto a questo convivono riti antichi come Theyyam e Tira, spettacoli spirituali che mescolano danza, costumi e narrazione. Il pubblico può anche assistere al Kathakali, una danza-dramma riconosciuta dall’Unesco come patrimonio immateriale dell’umanità. “Si basa sui Purana, testi antichi che raccontano miti e leggende”, ha aggiunto.
Sapori autentici, un viaggio nella cucina locale
Anche la cucina del Kerala racconta la sua storia. Qui i prodotti tropicali si mescolano alle tradizioni di mare. “Non potete perdervi il Malabar biryani e, per chi è vegetariano, il Sadya, un pasto servito su foglia di banano con più di 30 piatti”, ha consigliato Suresh. Per colazione, appam con stufato, kadala curry o tapioca con curry di frutti di mare sono tra i piatti più comuni. L’ente del turismo sta promuovendo itinerari gastronomici che portano i visitatori a scoprire le specialità locali: “A Kozhikode si può passare una giornata intera a esplorare i sapori del posto”.
Turismo sostenibile, la sfida e la strada da seguire
Il futuro del turismo in Kerala passa per la sostenibilità. La regione punta a far crescere le economie locali, a ridurre la plastica e a diventare una destinazione a zero emissioni. “Il turismo è il nostro cuore, la nostra anima”, ha detto Suresh. “Ogni persona in Kerala si sente responsabile di proteggere la natura”. Molti siti sono già neutrali rispetto alla CO₂, seguendo gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Il fine è offrire ai visitatori un’esperienza vera, che rispetti l’ambiente.
Insomma, in Kerala ogni viaggio è una scoperta: tra paesaggi che cambiano, antiche discipline e sapori intensi, la regione si conferma un laboratorio vivo di turismo responsabile e cultura autentica.