Pesaro, 4 dicembre 2025 – Nel cuore di Santa Marina Alta, a pochi chilometri dal centro di Pesaro, il ristorante “Marino” sta cambiando il volto della cucina locale. Ogni sera, giovani cuochi guidati da Antonio De Feo e Stefano Badioli trasformano ingredienti semplici in piatti che partono dalla tradizione e si spingono verso nuovi orizzonti. La cucina a vista permette ai clienti di vedere da vicino il lavoro preciso e silenzioso di questi ragazzi, che si muovono tra i fornelli con gesti decisi e occhi attenti.
Tradizione e innovazione a braccetto
Il locale si trova nello spazio che un tempo ospitava “Il Rifugio del gabbiano”, un punto di riferimento per chi ama la buona tavola in zona. Allora era gestito dalla famiglia Lugli, nota anche per la trattoria di Santa Veneranda. Oggi, De Feo e Badioli – amici e colleghi con esperienze anche all’estero – hanno raccolto la sfida di dare nuova vita a un’eredità gastronomica importante, senza rinunciare a uno sguardo fresco e moderno.
L’ambiente è elegante ma senza formalismi. Luci calde, arredi essenziali e qualche richiamo al mare. “Abbiamo voluto tenere un legame con il territorio, ma senza restare fermi al passato”, racconta Badioli, mentre in sala si diffonde il profumo delle prime portate.
Piatti freschi, materie prime scelte
Il menu cambia spesso, seguendo la stagionalità e il pescato del giorno. Tra gli antipasti, le seppie tiepide in insalata si fanno notare, condite con olio di foglie di fico, mandorle e un tocco croccante di bergamotto. Un piatto che sorprende per freschezza e contrasti. “Cerchiamo sempre di bilanciare sapori familiari con qualche sorpresa”, confida De Feo.
Non mancano piatti come le capesante con gambero rosa, ponzu bianca, cipollotto e quinoa soffiata, o il carpaccio di pesce sulla lisca, arricchito da kosho di stagione e salsa della casa. Per gli amanti del crudo, il tonno alla Rossini è uno dei più gettonati.
Dalla griglia ai sapori di una volta
Se si è in due, il consiglio è di provare il risotto abbrustolito con pesce fresco: una preparazione che richiede calma e cura, ma che regala sapori intensi e una consistenza speciale. In alternativa, la grigliata di pesce resta un must del menu.
Per chi preferisce la carne, gli gnocchi con colombaccio e tartufo nero sono un’ottima scelta. La triglia arriva accompagnata da linguine aromatizzate al ginepro e limone, mentre la rana pescatrice sorprende con un abbinamento insolito a base di ananas e avocado. “Ci piace provare accostamenti meno scontati”, ammette Badioli.
Non manca uno sguardo a ricette quasi dimenticate: tra i piatti “introvabili”, il piccione con cavolfiore, alici e cioccolato riporta in tavola sapori antichi, rivisitati con cura e rispetto.
Dolci e vini per chiudere in dolcezza
Per finire, il dolce della casa è un maritozzo con panna e limone alla brace, un dessert semplice che richiama i sapori dell’infanzia.
La carta dei vini è ampia e curata. Tra le etichette al calice spicca una bollicina marchigiana: il Verdicchio Ca’ Liptra, scelto per la sua freschezza minerale e l’assenza di zucchero residuo. “Abbiamo puntato su vini che raccontano il territorio”, sottolinea De Feo.
Un indirizzo da non perdere
Il ristorante Marino conferma il suo ruolo tra i locali più interessanti della zona per chi cerca una cucina di pesce attenta alla qualità e all’innovazione, senza dimenticare le radici. Prenotare è consigliato: soprattutto nei fine settimana, i tavoli si riempiono già dalle 20.30. Chi passa da Santa Marina Alta, anche solo per curiosità, difficilmente resta deluso.