Singapore, 18 novembre 2025 – Dal prossimo anno, Singapore sarà il primo Paese al mondo a far pagare ai passeggeri una tassa sul carburante sostenibile per l’aviazione. La novità riguarda tutti i viaggiatori in partenza, dalla economy fino alle classi premium. A comunicarlo la scorsa settimana è stata l’Autorità per l’Aviazione Civile di Singapore (CAAS), che con questa mossa dà un segnale concreto per tagliare le emissioni del settore aereo, con effetti diretti sui biglietti di milioni di persone.
La tassa sul carburante sostenibile: chi la paga e come funziona
La nuova imposta sul carburante aereo colpirà tutti i passeggeri in partenza da Singapore verso destinazioni internazionali. L’obiettivo è chiaro: entro il 2026, almeno l’1% del carburante usato sui voli da Singapore dovrà essere sostenibile (SAF). La tassa sarà calcolata tenendo conto di quanto carburante sostenibile serve e del suo costo maggiore rispetto al carburante tradizionale, oltre ad altri costi operativi.
L’importo cambia a seconda della distanza e della classe del biglietto. La CAAS ha diviso il mondo in quattro aree geografiche, con tariffe diverse per economy (compresa la premium economy) e per le cabine premium (business e first class). Per esempio, chi vola verso Europa, Africa, Asia centrale e occidentale, Medio Oriente, isole del Pacifico e Nuova Zelanda pagherà 6,40 dollari di Singapore (circa 4,24 euro) in economy e 25,60 dollari (16,96 euro) in premium. Per le Americhe, le cifre salgono: 10,40 dollari (6,89 euro) in economy e 41,60 dollari (27,57 euro) in premium.
Fasce, esenzioni e come si paga
Per i voli diretti verso Asia nordorientale, Asia meridionale, Australia e Papua Nuova Guinea, la tassa sarà di 3,80 dollari (2,52 euro) in economy e 11,20 dollari (7,42 euro) in premium. Chi vola all’interno del Sud-est asiatico pagherà invece solo 1 dollaro (0,66 euro) o 4 dollari (2,65 euro), a seconda della classe.
Importante: i passeggeri in transito a Singapore non dovranno pagare la tassa. E per i voli con scalo? La CAAS ha spiegato che la tassa SAF si applicherà solo alla “destinazione immediatamente successiva” dopo la partenza da Singapore. Quindi, chi vola da Singapore a Parigi con scalo ad Amsterdam pagherà la tassa solo per la tratta Singapore-Amsterdam.
La tassa sarà riscossa direttamente dalle compagnie aeree, che dovranno indicarla chiaramente come “tassa SAF” sul biglietto. Restano escluse alcune categorie, come i voli di addestramento e le missioni umanitarie.
Singapore punta tutto sulla sostenibilità
Questa nuova tassa fa parte di un piano più ampio, il Singapore Sustainable Air Hub Blueprint, pubblicato dalla CAAS nel 2024. L’obiettivo è tagliare del 20% le emissioni degli aeroporti domestici entro il 2030 rispetto al 2019 e arrivare alla neutralità carbonica per il settore aereo, nazionale e internazionale, entro il 2050.
“Con questa misura diamo a tutti gli operatori dell’aviazione un modo per contribuire alla sostenibilità, senza pesare troppo sui costi dell’hub aereo”, ha detto il direttore generale della CAAS, Han Hok Juan, durante una conferenza stampa. “Bisogna partire da qualche parte. Abbiamo scelto di farlo con gradualità, dando tempo all’industria, alle imprese e ai passeggeri di adattarsi”, ha aggiunto.
Cosa cambia per i viaggiatori e cosa aspettarsi
L’introduzione della tassa sul carburante sostenibile è un banco di prova globale su come dividere i costi della transizione ecologica tra chi gestisce i voli e chi viaggia. Secondo la CAAS, l’aumento sui biglietti sarà contenuto almeno all’inizio. Ma l’attenzione internazionale è alta: molti hub asiatici ed europei stanno seguendo da vicino l’esperimento di Singapore.
Per ora, i passeggeri dovranno abituarsi a una nuova voce nei costi del biglietto. Una cifra modesta, pochi euro a tratta, che però segna un passo importante nella politica ambientale dell’aviazione. E che potrebbe presto diventare una prassi normale anche altrove.