Soccorso in mare e in montagna: ecco quanto costerà in caso di dolo

Roma, 6 novembre 2025 – Con la manovra finanziaria 2025, il governo mette mano al portafoglio di cittadini e imprese con una serie di novità che già fanno discutere. Tra le misure più controverse ci sono l’aumento delle tasse su affitti brevi, diesel e sigarette, mentre si prevede un taglio delle imposte su straordinari e festivi, ma solo per alcune categorie di lavoratori. Nel disegno di legge, ora in Parlamento, c’è anche una norma che riguarda chi frequenta la montagna o il mare: dal prossimo anno, chi provoca incidenti per dolo o colpa grave e chiede l’intervento della Guardia di Finanza per soccorsi, dovrà pagare un contributo.

Soccorsi a pagamento: la novità che fa discutere

L’articolo 129 del disegno di legge di Bilancio introduce una novità destinata a far parlare: dal 2026, ogni richiesta di soccorso alla Guardia di Finanza dovrà essere motivata e, se l’incidente è causato da negligenza grave o comportamento intenzionale, scatterà l’obbligo di rimborsare le spese sostenute dallo Stato. In pratica, chi si avventura in fuori pista, arrampicate pericolose o escursioni su sentieri difficili senza le giuste precauzioni – così come chi va in barca senza esperienza o senza l’attrezzatura adeguata – potrà dover pagare i costi dell’intervento.

Secondo le prime informazioni raccolte al Ministero dell’Economia, sarà proprio il dicastero guidato da Giancarlo Giorgetti a stabilire le tariffe. Verranno calcolate tenendo conto delle ore impiegate, del personale coinvolto, dei mezzi utilizzati e delle spese vive, come carburante e attrezzature. Le tariffe saranno aggiornate ogni anno, seguendo gli indici Istat al 31 dicembre.

Chi pagherà e quando scatta il contributo

Non tutti dovranno sborsare soldi per il soccorso. Il contributo sarà richiesto solo se l’incidente nasce da dolo o colpa grave, cioè comportamenti chiaramente rischiosi o irresponsabili. Rimane gratuito l’intervento in casi di emergenze pubbliche, falsi allarmi o quando scatta l’obbligo generale di assistenza e salvataggio.

“Il principio fondamentale è la tutela della vita umana,” spiega una fonte della Guardia di Finanza. “Ma chi si mette in pericolo e mette a rischio gli altri per imprudenza deve prendersi le proprie responsabilità.” Il dibattito è aperto: tra operatori del turismo e dello sport all’aria aperta c’è chi teme che la norma possa frenare le attività, mentre altri la vedono come un modo per far crescere la responsabilità di chi affronta montagna e mare senza preparazione.

I numeri del soccorso: quanto accade realmente

Secondo l’ultimo report della Guardia di Finanza, riportato dal Sole 24 Ore, nel 2024 il Soccorso Alpino ha effettuato 2.517 interventi. In queste operazioni sono state salvate 2.857 persone e recuperate 228 salme. Nei primi cinque mesi del 2025, la domanda di aiuto non è diminuita, soprattutto nelle zone più frequentate come Trentino, Valle d’Aosta e Dolomiti venete.

Chi lavora sul campo racconta che spesso si tratta di escursionisti poco esperti, turisti stranieri o gruppi improvvisati che sottovalutano i pericoli. “Ci chiamano per persone bloccate su sentieri ghiacciati senza ramponi o per barche in difficoltà a pochi metri dalla costa,” racconta un soccorritore di Cortina d’Ampezzo.

Le altre misure della manovra: tasse e lavoro

Sul fronte fiscale, la manovra aumenta le tasse sugli affitti brevi, quelli gestiti tramite piattaforme come Airbnb, e alza le accise su diesel e sigarette. Lo scopo è mettere insieme risorse per tagliare le tasse su straordinari e festivi, anche se solo per alcune categorie di lavoratori.

Il ministro dell’Economia ha spiegato che “le scelte sono state dettate dalla necessità di rispettare i vincoli europei e di mantenere i conti in ordine.” Le opposizioni, invece, parlano di una manovra che pesa troppo su famiglie e imprese, già alle prese con l’aumento dei prezzi.

Il futuro della manovra: si discute ancora

Ora il testo della manovra passa alle commissioni parlamentari. Non è escluso che arrivino modifiche, soprattutto sulla questione dei soccorsi a pagamento: alcuni gruppi politici hanno già annunciato emendamenti per chiarire meglio quando scatterà il rimborso. Intanto, tra chi ama montagna e mare cresce l’attenzione. “Speriamo che non diventi un freno per chi ama stare all’aperto,” commenta Marco, guida alpina a Courmayeur.

Il governo punta a chiudere entro dicembre. Solo allora si capirà se la stretta sui soccorsi imprudenti diventerà legge – e quali effetti avrà sulle abitudini degli italiani.

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