Speranze in mare: la famiglia attende il ritorno del loro amato dopo tre notti di ricerche intense

Venezia, 21 dicembre 2025 – È ormai la terza notte di ricerche senza alcun risultato alla bocca di porto del Lido. Da quattro giorni si cerca Andrea Rossi, il pescatore 57enne di Punta Sabbioni scomparso tra mercoledì e giovedì. La comunità di Cavallino Treporti si è stretta intorno alla famiglia, che aspetta notizie e spera che il mare restituisca il corpo dell’uomo. Le operazioni, coordinate dalla guardia costiera, continuano tra laguna e mare, ma la corrente forte rende tutto più difficile.

Tra laguna e mare, la corsa contro il tempo

Dal momento della scomparsa, la sala operativa della guardia costiera ha organizzato ricerche senza sosta. Sul campo ci sono anche i vigili del fuoco, con una barca dotata di sonar per i fondali, insieme alle unità navali di carabinieri e guardia di finanza. Da due giorni è arrivato anche il personale del quinto nucleo subacqueo della guardia costiera di Genova, specializzato in immersioni in condizioni difficili. Hanno perlustrato canali, litorale, la zona dietro al Mose e il mare aperto. La corrente in uscita, particolarmente forte in questi giorni, rallenta le operazioni e rende pericolose le immersioni.

Michael, il figlio, sempre vicino ai soccorritori

Ogni mattina, appena spunta il sole, Michael Rossi, figlio di Andrea, si presenta alle barche dei soccorritori a Punta Sabbioni. Rimane lì, accanto ai sommozzatori, in attesa di notizie. “Siamo qua, aspettiamo”, ha detto ieri sera, con una voce stanca ma decisa. I familiari sono esausti, chiedono solo che il mare – quello stesso mare “che dà e toglie”, come dicono – restituisca Andrea. La comunità si è mobilitata: c’è chi porta il caffè caldo ai soccorritori, chi si ferma a pregare in silenzio sulla riva.

Cosa è successo davvero?

Secondo le prime ricostruzioni, Andrea Rossi era uscito come al solito con il suo cofano da pesca – uno Spazio 520 – nella sua zona abituale. La marea era bassa, la notte limpida, senza nebbia. L’uomo era in buona forma e conosceva bene quei fondali. L’ipotesi più probabile è che sia stato travolto da un’onda improvvisa, forse causata dal passaggio di un’imbarcazione che non lo ha visto. Nessuno ha assistito all’incidente, nessuno ha potuto lanciare un allarme in tempo. Solo all’alba, non vedendolo tornare, i familiari hanno dato l’allarme.

Il cofano in acqua, un punto di riferimento

Oggi è previsto il recupero del natante di Rossi, rimasto finora in acqua per aiutare i sub durante le immersioni. Il cofano Spazio 520 è stato lasciato lì proprio come riferimento fisso, nel mezzo delle correnti mutevoli della bocca di porto. I vigili del fuoco hanno effettuato una scansione sonar dettagliata dell’area intorno, ma finora senza risultati.

Una comunità che non molla

A Cavallino-Treporti tutti conoscono Andrea Rossi: un pescatore esperto, artista e scrittore appassionato della laguna. In paese lo ricordano come “uno che sapeva leggere il mare”, sempre pronto a raccontare storie di pesca e ad aiutare i più giovani. In questi giorni, la sua mancanza pesa come un macigno. “Non ci sembra vero”, ha detto un amico d’infanzia davanti al bar del porto. La speranza resta sottile, fragile: che il mare restituisca almeno una risposta alla famiglia.

Le ore decisive sono davanti a noi

Le ricerche andranno avanti anche stanotte, con squadre pronte a entrare in azione appena le condizioni lo permetteranno. La guardia costiera assicura che “non verrà lasciato nulla di intentato”. La famiglia Rossi aspetta, insieme a tutta la comunità di Cavallino-Treporti, un segnale dal mare. In silenzio, con la forza di chi conosce bene la laguna e i suoi misteri.

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