Taiwan makes history by spotting new PLA aircraft carrier in the Taiwan Strait

Taipei, 17 dicembre 2025 – Per la prima volta da quando è entrata in servizio, la nuova portaerei cinese Fujian è stata vista mentre attraversava lo Stretto di Taiwan, ha riferito il Ministero della Difesa di Taipei. L’avvistamento, avvenuto martedì mattina, è stato confermato ieri con una foto scattata dai sistemi di sorveglianza militari taiwanesi. Sulla nave non si vedevano aerei sul ponte di volo, un dettaglio che ha subito catturato l’attenzione degli analisti.

Fujian: la nuova portaerei cinese sfila nello Stretto di Taiwan

Il passaggio della Fujian – terza portaerei della flotta cinese e la prima progettata interamente in patria – è un segnale concreto della crescente presenza militare della Cina nella zona. Secondo il ministro della Difesa di Taiwan, Wellington Koo, la nave si sta dirigendo verso l’isola di Changxing, vicino a Shanghai, per lavori tecnici: “Non ci sono aerei a bordo perché la portaerei sta tornando dal costruttore per sistemare alcune imperfezioni”, ha spiegato ieri durante un’audizione in Parlamento.

La Fujian era stata consegnata ufficialmente alla Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) il 5 novembre scorso, in una cerimonia a Hainan presieduta dal presidente cinese Xi Jinping. È la prima portaerei cinese dotata di sistemi di lancio con catapulta, tecnologia che permette agli aerei di decollare rapidamente. Un salto tecnologico che, secondo fonti militari occidentali, potrebbe cambiare gli equilibri navali nel Pacifico occidentale.

Taiwan sotto crescente pressione militare

L’arrivo della Fujian si inserisce in un clima di tensioni in aumento. Secondo dati raccolti da CommonWealth Magazine su fonti pubbliche del Ministero della Difesa di Taiwan, nel 2025 – fino a novembre – i jet cinesi hanno compiuto 4.935 sortite vicino all’isola. Se confermato anche a dicembre, il numero supererebbe il record annuale del 2024, che era di 5.107 voli (nel 2022 erano stati 2.799).

Ancora più allarmante il dato sulle violazioni della “median line” dello Stretto: già prima della fine dell’anno, sono state registrate 3.467 sortite cinesi che hanno attraversato questa linea immaginaria, considerata da decenni una sorta di confine non scritto tra Cina e Taiwan, superando il record del 2024 (3.074). “La pressione della PLA su Taiwan non dà segni di calo”, ha commentato un funzionario del Ministero della Difesa, che ha chiesto di restare anonimo.

Incursioni quotidiane: una routine preoccupante

Nelle ultime 24 ore, tra le 6 di martedì mattina e le 6 di mercoledì, sono stati registrati altri nove voli militari cinesi vicino all’isola. Cinque di questi hanno superato la median line e sono entrati nelle zone settentrionali e sud-occidentali della zona di identificazione della difesa aerea (ADIZ) di Taiwan. L’ADIZ non è spazio aereo nazionale, ma un’area in cui Taipei rivendica il diritto di identificare e controllare ogni velivolo che entra.

Secondo i vertici militari taiwanesi, queste incursioni fanno parte di una strategia più ampia di “pressione costante” da parte di Pechino. L’obiettivo è sia testare le capacità di risposta di Taiwan sia mandare un messaggio politico alla comunità internazionale.

Risposte internazionali e timori di nuove esercitazioni

Sul fronte diplomatico, gli Stati Uniti hanno ribadito il loro sostegno a Taipei. Mercoledì la Camera dei Rappresentanti ha approvato il nuovo National Defense Authorization Act, che prevede fino a un miliardo di dollari per la cooperazione in sicurezza con Taiwan e l’avvio di un programma congiunto sui droni. Il rappresentante USA sull’isola, Raymond Greene, ha sottolineato come le polemiche interne sull’aumento del bilancio militare possano “confondere la comunità internazionale”.

Intanto, il capo dell’intelligence taiwanese ha avvertito che non si può escludere una nuova esercitazione militare cinese su larga scala entro fine anno. “Dobbiamo restare pronti”, ha detto mercoledì davanti ai parlamentari.

In questo clima teso e in continua evoluzione, l’avvistamento della Fujian nello Stretto assume un significato chiaro: è un messaggio di Pechino, deciso a rafforzare la sua presenza navale e mantenere alta la pressione su Taipei e i suoi alleati.

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