Tempesta in arrivo: il mare inghiotte lo chalet Acapulco, una tragedia annunciata

Porto Recanati, 5 febbraio 2026 – Un’altra mareggiata ha flagellato il litorale di Scossicci, a Porto Recanati, lasciando dietro di sé danni pesanti e un clima di sconforto tra chi vive e lavora in zona. Ieri sera, verso le 19, il mare si è sollevato con violenza, travolgendo lo chalet Acapulco, l’unico ristorante aperto tutto l’anno in quella parte di costa. Il bilancio, secondo il proprietario Giuseppe Frisari, è drammatico: “La struttura è distrutta, il locale non si può usare. I danni? Tra i 300 e i 400mila euro”, ha detto con la voce rotta dall’amarezza.

Mareggiata devasta lo chalet Acapulco: danni fino a 400mila euro

Le immagini arrivate durante la notte parlano chiaro: vetrate distrutte, acqua e sabbia che hanno invaso la sala, pavimenti sollevati, impianti elettrici e fognature danneggiati. “Ero qui ieri sera – racconta Frisari –. Dentro c’erano anche clienti. Abbiamo cercato di proteggerci in tutti i modi, ma il mare era troppo forte. Già dalle sette si vedeva che la situazione stava peggiorando”. Solo allora si è capito che non c’era più nulla da fare.

Il locale, punto di riferimento per molti anche fuori stagione, ora è completamente fuori uso. “Per rimetterlo a posto ci vorranno almeno 300-400mila euro”, ammette il titolare. “Diciotto anni di lavoro buttati via”. Un colpo durissimo, che si aggiunge a una lunga serie di difficoltà che negli ultimi anni hanno colpito gli operatori della costa marchigiana.

Titolare contro le istituzioni: “Una fine annunciata”

Frisari non nasconde la rabbia verso le autorità locali. “È stata una fine annunciata”, dice senza mezzi termini. “Con quegli scogli messi così, sapevano benissimo che il mare avrebbe distrutto il nostro locale. Non siamo di Porto Recanati: l’hanno fatto apposta?” Parole dure, dettate dal dolore, che hanno subito acceso il dibattito tra residenti e frequentatori della zona.

Sui social non sono mancati messaggi di solidarietà: “Mi dispiace tantissimo Pino”, “Forza amico mio!”, si legge tra i commenti. Ma non sono mancate neppure le critiche: “Se costruisci a due passi dal mare, prima o poi se lo riprende”, ha scritto un utente. Altri hanno puntato il dito sulle scelte urbanistiche passate: “Le costruzioni abusive, una volta condonate, sono davvero a norma?”.

Erosione costiera e scelte contestate

Il tema dell’erosione costiera torna così al centro dell’attenzione. Il Comitato locale ha lanciato l’allarme: “Servono interventi urgenti lungo tutta la costa”, hanno ribadito nelle ultime ore. Scossicci, in particolare, è considerata una delle zone più vulnerabili dell’Adriatico centrale. Secondo i dati regionali, negli ultimi vent’anni il fenomeno è peggiorato, anche a causa della riduzione delle spiagge e della mancanza di barriere efficaci.

Molti abitanti ricordano che già trent’anni fa le mareggiate colpivano regolarmente gli stabilimenti balneari della zona. “Il mare è sempre stato così”, commenta un anziano del posto. “Una volta arrivava fin quasi alla ferrovia”. Eppure, in tanti pensano che si sarebbe potuto fare di più per evitare disastri come quello di ieri sera.

Solidarietà e polemiche: la comunità spaccata

Il caso dello chalet Acapulco ha diviso la comunità. C’è chi si stringe attorno al titolare (“Un altro esercente in difficoltà, forza!”) e chi invece invita a riflettere sulle responsabilità: “Chi ha concesso i permessi per costruire così vicino al mare?”. Alcuni suggeriscono soluzioni alternative, come le palafitte, comuni in altri Paesi ma vietate in Italia per ragioni paesaggistiche. Altri sottolineano come le scogliere artificiali spesso spostino solo il problema altrove.

Non mancano poi i riferimenti ai cambiamenti climatici: tra il 1901 e il 2018 il livello medio globale del mare è salito di oltre 15 centimetri (dati IPCC), aumentando la frequenza di fenomeni estremi lungo le coste italiane.

Un futuro incerto per gli stabilimenti balneari

Per Frisari e tanti altri operatori della zona il futuro resta un’incognita. Oltre ai danni materiali, pesa il rischio legato alla direttiva Bolkestein – che dal 2027 potrebbe rivoluzionare le regole sulle concessioni balneari – e la sensazione di essere lasciati soli dalle istituzioni.

“Non so se riusciremo a riaprire”, confida Frisari. “Spero solo che nessuno commetta più l’errore di investire qui come abbiamo fatto noi”. Intanto, sulla spiaggia di Scossicci restano i segni di quella notte: sabbia ovunque, vetrate rotte e un silenzio innaturale per un posto abituato al rumore del mare – ma non a questa furia.

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