Bangkok, 21 novembre 2025 – In Thailandia, meta amatissima da viaggiatori di tutto il mondo, potrebbe finire presto un divieto che dura da oltre cinquant’anni: quello della vendita di alcolici nel pomeriggio. La norma, in vigore dal 1972, vieta la vendita di bevande alcoliche dalle 14 alle 17. Ora i Comitati nazionali per la politica sull’alcol e per il controllo delle bevande alcoliche stanno spingendo per eliminarla. Se la proposta andrà in porto, cambierà parecchio la routine di residenti e turisti.
Un divieto dal sapore antico
Il divieto di vendere alcolici nel primo pomeriggio nacque con un obiettivo preciso: evitare che i dipendenti pubblici bevessero durante l’orario di lavoro. Erano altri tempi, quando la Thailandia cercava di tenere sotto controllo la disciplina negli uffici statali. “Si trattava di mantenere efficienza e decoro”, spiega un funzionario del Ministero della Salute, che sottolinea come la legge non sia mai cambiata, nonostante il Paese si sia trasformato profondamente.
Col passare degli anni, però, questa regola è diventata una specie di curiosità locale. I turisti spesso non la conoscono e restano sorpresi davanti a scaffali vuoti o bar chiusi nel bel mezzo del pomeriggio. “Spesso devo spiegare ai clienti stranieri che non possono comprare birra alle tre”, racconta Somchai, che gestisce un minimarket nel quartiere Sukhumvit di Bangkok.
Tra relax e regole ferree
La Thailandia è famosa nel mondo per essere una meta rilassata e sicura: dalle isole del sud ai templi del nord, dalle feste in spiaggia al cibo di strada che anima le notti. Eppure, dietro questa immagine c’è un approccio molto rigido sull’alcol. Oltre al divieto pomeridiano, infatti, la vendita è proibita durante alcune festività religiose e vicino ai seggi elettorali.
Nel 2024, secondo i dati del Ministero del Turismo, il Paese ha accolto più di 28 milioni di visitatori internazionali. Molti, soprattutto giovani e backpacker in cerca di divertimento, si sono imbattuti almeno una volta nella regola delle “tre ore senza alcol”. “Non capivo cosa stesse succedendo, pensavo ci fosse un problema con la cassa”, racconta Julia, turista tedesca incontrata a Chiang Mai.
Verso il cambiamento
La proposta dei Comitati nazionali punta a cancellare del tutto la fascia oraria del divieto. L’idea è di “aggiornare la legge in base alle esigenze di oggi, sia della società che del turismo”, spiega il portavoce del Comitato per il controllo delle bevande alcoliche. Il tema è stato discusso con esercenti e rappresentanti religiosi, che hanno espresso opinioni diverse, ma senza mettere veti.
Secondo la Thai Hotels Association, togliere il divieto potrebbe far salire i consumi nei locali turistici tra il 5% e il 7%, con benefici soprattutto nelle zone di mare e nelle città più frequentate. “Non si tratta solo di vendere più birra”, dice un operatore turistico di Phuket, “ma di semplificare la vita a chi lavora nel settore e a chi visita il Paese”.
Opinioni divise e attesa
La notizia ha acceso un dibattito tra i thailandesi. C’è chi vede nell’abolizione un segno di apertura e modernità, e chi invece teme un aumento dei problemi legati all’alcol, soprattutto tra i giovani. “Ci vuole responsabilità, non solo libertà”, commenta un insegnante di Bangkok.
Il governo non ha ancora fissato una data per l’eventuale entrata in vigore della nuova norma. Per ora, chi si trova in Thailandia deve continuare a guardare l’orologio: dalle 14 alle 17 niente birra né cocktail. Ma il clima potrebbe cambiare presto – anche dietro il bancone.