Washington, 31 gennaio 2026 – Il presidente Donald Trump ha annunciato il 22 dicembre, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, che la Marina degli Stati Uniti punta a lanciare una nuova classe di navi da battaglia: la Trump-class battleship, nota anche come BBG(X) nei documenti ufficiali. Il piano prevede la costruzione della capoclasse USS Defiant (BBG-1) e di una seconda nave, ancora senza nome. L’idea è riportare in servizio una nave di superficie con capacità missilistiche nucleari.
Battleship: nostalgia o mossa strategica?
Il Segretario della Marina John C. Phelan ha spiegato che la nuova nave monterà “sistemi di combattimento all’avanguardia, come grandi lanciatori verticali per missili ipersonici e armi a energia diretta”. L’obiettivo, ha detto, è “offrire capacità di comando avanzate e colpire obiettivi strategici fuori portata delle unità attuali”. Trump ha ribadito la volontà di “riaccendere la potenza industriale marittima americana” e di “dare ai nostri marinai le migliori navi di sempre”.
Ma tra gli esperti militari e i vertici della Marina non mancano i dubbi. Il quesito che circola – spesso a bassa voce – è se valga davvero la pena investire miliardi in un tipo di nave che la storia recente ha relegato ai musei.
Una lezione dal passato pesante
L’ultima nave da battaglia americana, la USS Missouri, è uscita di servizio nel 1992. Da allora, nessun progetto simile è andato oltre i disegni. Il motivo è chiaro: già nel 1941, durante l’attacco giapponese a Pearl Harbor, si è visto quanto fossero vulnerabili le grandi corazzate. Quattro affondate e altrettante danneggiate in poche ore. Da quel momento, il controllo dei mari è passato agli aerei e alle portaerei.
Anche i tentativi di sostituire le corazzate con navi più moderne non hanno avuto grande successo. La classe Zumwalt, pensata per prendere il posto del fuoco navale delle Iowa-class, si è fermata a tre esemplari su decine previste. Oggi sono le più grandi navi della flotta americana, ma il loro ruolo operativo è piuttosto limitato.
Un progetto costoso e rischioso
Secondo fonti del Pentagono, ogni Trump-class battleship potrebbe costare intorno ai 13 miliardi di dollari. Una cifra che potrebbe togliere fondi a programmi più urgenti, come i nuovi sottomarini nucleari o le portaerei di ultima generazione. “Costruire una o due navi di questo tipo – ha detto un ufficiale della Marina sotto anonimato – significherebbe mettere troppo potere in pochi bersagli facili per missili, droni e sottomarini nemici”.
Per molti analisti, il rischio è di creare una “flotta dorata”: bella da vedere, ma poco pratica in una vera guerra. Le strategie attuali della Marina puntano invece a distribuire le forze su molte unità più piccole e versatili, per far fronte alle minacce asimmetriche nell’Indo-Pacifico e altrove.
Problemi industriali e strategici
La cantieristica americana è in difficoltà: ritardi continui nelle consegne, mancanza di personale specializzato e una catena produttiva sotto pressione. Investire in una nave sperimentale potrebbe rallentare ancora di più progetti già in corso. “Meglio accelerare la costruzione delle unità esistenti e lavorare con alleati come Giappone e Corea del Sud”, suggerisce un rapporto interno della Marina.
In più, la storia recente avverte: la flotta russa del Mar Nero ha subito gravi perdite proprio perché non ha saputo adattarsi alle nuove minacce tecnologiche. E il destino della Yamato giapponese, affondata nel 1945 da bombardieri americani, resta un monito sempre attuale.
Il futuro incerto della Trump-class
Al momento, il destino della Trump-class battleship è tutto da scrivere. Fonti vicine al Congresso parlano di possibili cancellazioni o tagli pesanti con il cambio di amministrazione. “Prima di buttare soldi in nuove corazzate – ha detto un membro della commissione Difesa – dobbiamo chiederci se servono davvero a difendere gli interessi strategici degli Stati Uniti”.
Tra gli addetti ai lavori si pensa che la Marina abbia bisogno di soluzioni rapide ed efficaci, non di simboli costosi e vulnerabili. Mentre il dibattito va avanti tra Pentagono e Congresso, resta da vedere se il sogno della Trump-class resterà solo sulla carta o si trasformerà in realtà.