Vienna, 7 gennaio 2026 – La rinascita dei treni notturni in Europa è una promessa che va avanti da anni, attesa con speranza da viaggiatori e ambientalisti. Eppure, oggi il futuro sembra più incerto che mai. Tra nuove risorse da investire e infrastrutture che arrancano, tra il sostegno della gente e i tagli ai finanziamenti, il settore si trova a un punto critico. A pochi mesi dall’inizio del 2026, l’anno che dovrebbe dare una svolta, la situazione resta confusa. A dicembre, in diverse città europee come Amsterdam, Lisbona e Vienna, manifestanti in pigiama hanno occupato le stazioni per chiedere più soldi per i treni notte. Ma finora le risposte sono arrivate a rilento.
Treni notturni: nuove idee, vecchi problemi
La compagnia ferroviaria austriaca, ÖBB, è oggi il protagonista principale dei treni notturni internazionali. Per il 2026, ha annunciato Bernhard Rieder, portavoce dell’azienda, arriveranno 24 nuovi convogli Nightjet, frutto di un investimento superiore ai 500 milioni di euro. Un passo importante, certo, ma più piccolo rispetto al piano originale che prevedeva 33 treni. Una parte dei fondi è stata spostata sui servizi diurni, rallentando così l’apertura di nuove rotte notturne.
Le difficoltà non finiscono qui. A dicembre, ÖBB ha dovuto sospendere i collegamenti notturni tra Parigi e Vienna e tra Parigi e Berlino dopo che il governo francese ha tagliato i sussidi. Anche la linea Bruxelles-Berlino è stata interrotta a marzo per lavori sulla rete in Germania. Nel 2026 toccherà poi ai treni notturni da Vienna a Milano e verso La Spezia, inaugurati solo nel 2022, fermarsi per lavori di manutenzione.
Soldi in bilico e binari vecchi
Non è solo un problema austriaco. Altri operatori in Europa si trovano davanti a problemi simili. Il treno notte SBB da Basilea a Copenaghen e Malmö, previsto per aprile 2026, è stato cancellato all’ultimo minuto dopo che il Parlamento svizzero ha tolto i fondi. Molti passeggeri si sono trovati con biglietti in mano e nessun treno da prendere. Una dimostrazione che nemmeno i Paesi con una tradizione ferroviaria solida sono al sicuro dai tagli improvvisi.
Le ragioni? Differenze nei sistemi di segnalazione, scartamenti diversi da paese a paese, reti congestionate e una domanda che ancora non decolla. C’è un nuovo regolamento europeo sulla capacità ferroviaria che dovrebbe migliorare la pianificazione tra Stati, ma per ora gli attivisti dicono che l’effetto sui treni notte è tutto da vedere.
Tra comfort moderno e realtà dura
I nuovi Nightjet austriaci rappresentano un passo avanti, dice Poul Kattler di Back-on-Track, una rete di volontari che spinge per più collegamenti ferroviari in Europa. “Le carrozze austriache sono un sogno, scorrono lisce come non mai”, racconta. Però sono l’eccezione. La maggior parte dei treni notte europei viaggia ancora su convogli degli anni ’50-’70.
Qualcosa si muove anche in Italia. L’accordo da 732 milioni tra Trenitalia e il costruttore ceco Škoda porterà 370 nuove carrozze nei prossimi anni, con compartimenti notturni che sembrano camere d’albergo. Anche in Francia si investe: il governo ha ordinato 180 nuove carrozze per gli Intercités de Nuit, con opzione per altre 160, spiega Quentin Marsal del collettivo “Oui au train de nuit”. “Con questo investimento i treni notte in Francia avranno vita garantita per vent’anni”, assicura.
Il nodo dei soldi pubblici
Il futuro dei treni notturni in Europa passa ancora per i soldi pubblici. L’interesse cresce, ma fuori stagione la domanda resta incerta e questo rende difficile programmare sul lungo periodo. Secondo Back-on-Track, una rete ben sviluppata di treni notturni potrebbe tagliare fino al 3% delle emissioni di gas serra dell’UE, sostituendo i voli su tratte brevi.
Eppure, i fondi pubblici non sono illimitati. In Svezia, la compagnia statale SJ chiuderà la tratta Stoccolma-Berlino da settembre 2026 dopo che i soldi sono stati tolti. Alcuni operatori privati come RDC Deutschland e Snälltåget hanno provato a salvare la linea, ma solo con servizi ridotti. “Aprire una linea con soldi pubblici è un modo economico per ridurre le emissioni dell’aviazione”, dice Kattler.
Nuove rotte in arrivo
Nonostante tutto, il settore privato non si ferma. A giugno, European Sleeper collegherà Amsterdam e Bruxelles a Milano tre volte a settimana, passando per Colonia e Berna, con prezzi a partire da circa 29 euro per un posto a sedere. Per chi cerca il lusso, il Venice Simplon-Orient-Express offrirà un viaggio notturno tra Parigi e la Costiera Amalfitana, con due notti in hotel incluse. Il prezzo? 10.000 euro.
Entro il 2027 potrebbero arrivare nuovi operatori come la berlinese Nox Mobility, che punta a lanciare treni notte con camere private. Altri progetti, come quello francese Midnight Trains, invece sono già naufragati per mancanza di fondi.
Rinascita a rischio: tra sogni e realtà
Il Sud e l’Est Europa restano ancora indietro, con pochi o nessun servizio notturno internazionale. La rinascita dei treni notturni in Europa è ancora fragile. Dipende da soldi pubblici incerti, dall’iniziativa privata e dalle decisioni politiche dei governi. Se il 2026 sarà l’anno della svolta o un’altra occasione persa, lo scopriremo nei prossimi mesi, seguendo le scelte concrete di chi ha il potere di decidere.