Iowa City, 2 novembre 2025 – L’Università dell’Iowa ha comunicato al Sailing Club che dovrà lasciare il Macbride Nature Recreation Area entro il 30 giugno 2026, ben tre anni prima della scadenza prevista dal contratto di locazione. Una decisione che arriva dopo mesi di incertezze e problemi economici, mettendo a rischio uno dei programmi studenteschi più longevi del campus.
Addio al Macbride: finisce un’era per l’Università dell’Iowa
Il Macbride Nature Recreation Area, un’area verde di 485 acri a nord di Iowa City, è stato per oltre sessant’anni un punto di riferimento per attività didattiche e ricreative. Dal 1959, l’università gestiva la zona grazie a un accordo gratuito con l’Army Corps of Engineers. Ma negli ultimi anni i costi per mantenerla sono diventati troppo alti. Nel rapporto finale del comitato di revisione, pubblicato il 1° maggio 2025, si parla di quasi 15 milioni di dollari da investire subito e oltre 900.000 dollari ogni anno per mantenere sicuro e funzionante il sito. “Al momento non c’è nessuna fonte di finanziamento dedicata a queste spese”, si legge nel documento.
Sailing Club: sfrattato in anticipo, il futuro è un’incognita
Il UI Sailing Club, attivo da sessant’anni sul Lake Macbride, dovrà lasciare la sua sede entro l’estate 2026. “Pensavamo di avere almeno un altro anno”, racconta Warren Darling, istruttore e professore emerito. La notizia è arrivata in autunno, lasciando poco tempo per trovare alternative. Il club usa una rampa per le barche, un molo, un centro sociale e due magazzini per le sue 35-40 imbarcazioni. Alcune sono già state messe in vendita sul sito dell’università, ma la vendita procede lentamente.
Aiden Truesdell, vice commodoro del club, confida: “All’inizio ci siamo sentiti un po’ abbattuti. Poi ci siamo detti: la decisione è presa, dobbiamo capire come andare avanti”. Gli studenti stanno cercando altre sedi sul lago, ma i costi sono alti: “Parliamo di 350 dollari all’anno per barca, contro i 200 attuali”, spiega Darling. Il club ha un fondo presso la UI Center for Advancement, che dal 1980 ha raccolto quasi 35.000 dollari da 239 donatori; oggi rimangono circa 6.000 dollari.
Qualche programma si salva, altri in bilico
Non tutte le attività al Macbride Nature Recreation Area chiuderanno. L’università ha garantito la continuità di tre iniziative: School of the Wild, Wildlife Camps e Iowa Raptor Project. Questi progetti saranno spostati altrove, anche se i dettagli non sono ancora chiari. La School of the Wild, per esempio, coinvolge ogni anno oltre 6.000 studenti di 98 scuole in 44 contee, offrendo esperienze all’aperto in collaborazione con scuole e enti locali.
Il fondo più grande è quello della UI Wild Fund, che dal 1985 ha raccolto più di 317.000 dollari da oltre 1.500 donatori; oggi il saldo è di circa 23.000 dollari. Il fondo della School of the Wild, nato nel 2022, ha già superato gli 85.000 dollari, con quasi 38.000 dollari ancora disponibili.
Raccolta fondi in difficoltà
La situazione del Sailing Club peggiora anche per una nuova norma universitaria che vieta l’accesso del pubblico alle associazioni studentesche. “Senza membri esterni è dura raccogliere fondi – ammette Darling – soprattutto perché dopo il Covid il numero di studenti è sempre stato basso”. Una recente raccolta fondi ha portato poco più di 5.000 dollari, ma il futuro resta incerto.
Anche l’Iowa Raptor Project, che si occupa della conservazione dei rapaci con attività educative e di ricerca, rischia di essere sfrattato se non trova presto una nuova sede. Il suo fondo, aperto nel 2021, ha raccolto più di 72.000 dollari e oggi ha quasi 50.000 dollari disponibili.
Cosa succederà adesso?
Secondo il contratto con l’Army Corps of Engineers, l’università dovrà liberare l’area e riportarla come da indicazioni dell’ente federale. Se non lo farà, le strutture passeranno gratuitamente al Corpo degli ingegneri, che potrà poi addebitare all’ateneo le spese di demolizione o sistemazione.
Per ora non ci sono dettagli sui tempi e sulle modalità del trasferimento dei programmi che resteranno attivi. “Non abbiamo novità da condividere al momento”, hanno detto i portavoce la scorsa settimana.
Il futuro del Sailing Club e di altre realtà minori resta incerto. Solo nuovi finanziamenti o aiuti da parte di benefattori potranno salvare chi da decenni anima le rive del Lake Macbride.