Edwards, 29 giugno 2024 – Il jet supersonico X-59 della NASA ha fatto il suo battesimo di volo questa settimana, solcando per la prima volta i cieli del deserto californiano. Un passo importante verso il ritorno dei viaggi aerei ad alta velocità. Il test si è svolto sopra l’Armstrong Flight Research Center di Edwards. Poco dopo le 8 del mattino, il velivolo – frutto della collaborazione con Lockheed Martin – ha preso il volo, mentre tecnici e ingegneri osservavano con attenzione, seguendo la sua sagoma affusolata che si staccava dalla pista.
Primo volo: addio al boato del supersonico
L’obiettivo era semplice: mettere alla prova la resistenza dell’aereo, caratterizzato da una forma lunga e una punta appuntita. La NASA spiega che il X-59 è stato creato per superare la barriera del suono senza il solito “bang sonico” che in passato aveva vietato i voli supersonici sopra le città. Al suo posto, il jet dovrebbe produrre un rumore molto più leggero, quasi un “tonfo” appena percettibile da chi è a terra.
“Abbiamo ascoltato con attenzione: niente boom, solo un lieve rumore in lontananza”, ha raccontato Cathy Bahm, responsabile del progetto alla NASA. Il volo è andato liscio: decollo senza problemi, raggiunta rapidamente la quota di crociera, e atterraggio dolce poco dopo le 9. Nessun intoppo segnalato dai piloti o dagli strumenti.
Il ritorno del sogno supersonico per i passeggeri
Il progetto X-59 richiama subito alla mente il mito del Concorde, l’aereo che tra il 1976 e il 2003 collegava Londra a New York in meno di quattro ore. Ma stavolta c’è una novità di peso: la nuova tecnologia mira a tagliare di molto il fastidioso rumore, una delle ragioni principali dietro la fine dei voli supersonici commerciali.
Se i prossimi test andranno bene – e la NASA è ottimista – il X-59 potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di aerei passeggeri capaci di dimezzare i tempi di volo tra città come New York e Los Angeles. “Vogliamo rendere il supersonico accessibile e sostenibile”, ha detto Peter Iosifidis, ingegnere capo di Lockheed Martin.
Cosa ci aspetta e le sfide da superare
Le prime stime della NASA dicono che ridurre i tempi di viaggio potrebbe cambiare molto non solo per l’aviazione commerciale, ma anche per affari e turismo internazionale. Un volo tra le due coste Usa potrebbe durare meno di tre ore. Ma restano da risolvere questioni importanti, come la sicurezza, i costi e le regole internazionali.
Il prossimo passo sarà una serie di voli di prova sopra alcune città selezionate, per capire davvero che impatto ha il rumore a terra. Solo dopo si potrà parlare di una vera rivoluzione nei cieli. “Non basta superare la barriera del suono: bisogna farlo senza disturbare chi vive sotto”, ha sottolineato Bahm.
Una sfida che va oltre la tecnologia
Il volo del X-59 non è solo un successo tecnico. È anche una sfida culturale: bisogna convincere autorità, compagnie aeree e pubblico che il supersonico può tornare senza creare disagi e restando sostenibile. “Il ricordo del Concorde è ancora forte”, ha ammesso un tecnico a Edwards, “ma questa volta abbiamo strumenti diversi”.
Per ora, il jet è un prototipo. Ma la scena di mercoledì mattina – la sua sagoma argentea contro il cielo chiaro della California – ha riacceso una speranza che sembrava spenta da vent’anni. E se davvero il futuro dei viaggi aerei passerà di qui, è cominciato tutto con un semplice tonfo sopra il deserto.