Napoli, 23 febbraio 2026 – In via Posillipo, dove ogni balcone si affaccia sul golfo come una tela vivente, l’appartamento di Ermanno Zanini racconta una storia di architettura e memoria che si intrecciano con la luce del Mediterraneo. Il progetto, firmato dall’architetto napoletano Giuliano Andrea dell’Uva, nasce dall’esigenza di restituire dignità e coerenza a uno spazio segnato da un restauro degli anni Settanta che aveva, secondo le parole dello stesso progettista, “mortificato la vista mare”. Oggi, invece, ogni stanza si apre verso l’esterno, in un dialogo continuo tra interni e paesaggio.
Quando il restauro fa rivivere la casa
Il lavoro di dell’Uva ha riportato alla luce la disposizione originale degli ambienti, tenendo fede alla struttura voltata e alla luce che caratterizzano le case storiche di Posillipo. “Abbiamo voluto riportare la casa alla sua essenza”, ha detto l’architetto durante una visita mattutina, indicando le pareti bianche che rivestono ogni superficie – dai soffitti ai pavimenti – come se fossero pagine pronte ad accogliere nuove storie. Qui il bianco non è solo un colore: diventa materia viva, spazio mentale, un’evocazione quasi astratta del Mediterraneo.
Arte e design: un incontro senza parole
Appena si entra, si capisce subito che ogni oggetto è stato scelto con grande cura. Al centro della sala spicca il tavolo rotondo con piano intarsiato “Rosa dei Venti” di Mario Ceroli. Intorno, le sedie in noce e pelle modello Africa della serie Artona, firmate da Afra e Tobia Scarpa, raccontano una ricerca di materiali autentici. Sul divano semicircolare, un’opera di Giulio Paolini aggiunge un tocco concettuale, mentre in cucina si nota il dipinto murale “Posillipo Ceiling”, realizzato direttamente sul soffitto dall’artista inglese David Tremlett. “Volevamo che il mare entrasse in casa”, ha confessato Zanini, indicando la continuità visiva che lega dentro e fuori.
La luce del Mediterraneo che domina la scena
La vera protagonista è la luce, quella che entra dalle grandi finestre e inonda gli ambienti voltati. Per Livia Peraldo, direttrice di Elledecor Italia, il progetto “rende con delicatezza il legame storico tra paesaggio e interno”, richiamando le vedute settecentesche dei grandi pittori napoletani. Ogni stanza sembra incorniciare un pezzo di golfo: il Vesuvio all’orizzonte, le barche che scivolano lente sull’acqua, i colori che cambiano nelle prime ore del mattino.
Tradizione e modernità in perfetto equilibrio
Il lavoro di dell’Uva si distingue per la capacità di far convivere la tradizione con un’estetica raffinata e contemporanea. Gli arredi dialogano con le opere d’arte senza mai sovrastare il contesto. “Abbiamo scelto materiali locali e forme semplici per non disturbare la vista”, ha spiegato l’architetto, sottolineando come ogni dettaglio – dai varchi a botte agli elementi di design – sia pensato per valorizzare il rapporto tra spazio e paesaggio. Il risultato è un ambiente accogliente, funzionale e aperto verso l’esterno, dove la memoria del luogo si rinnova grazie a scelte progettuali attente.
Il design come racconto del presente
Dietro questo progetto c’è anche una visione personale del design come strumento per interpretare i cambiamenti sociali e culturali del nostro tempo. Architetto romano con una vocazione cosmopolita, dell’Uva alterna la passione per la progettazione a quella per il racconto: “Credo che la parola aiuti a sciogliere le dinamiche del processo creativo”, ha ammesso durante un incontro informale nel suo studio. Da sempre interessato alle connessioni tra comunicazione e architettura, lavora sull’incrocio tra moda, cibo, arte e interni.
Una casa che racconta Napoli ogni giorno
In fondo, l’appartamento di Posillipo non è solo una casa: è un racconto visivo e materiale della città. Ogni scelta – dal recupero delle stanze voltate alla selezione degli oggetti d’arte – costruisce un ambiente dove la luce del Mediterraneo diventa storia quotidiana. Un progetto che dimostra come la tradizione possa parlare con il presente senza perdere autenticità. E che, ancora una volta, fa di Napoli una città capace di reinventarsi attraverso lo sguardo dei suoi architetti.