Unicorno marino: scoperto il raro pesce liocorno in Sicilia

Milazzo, 15 febbraio 2026 – Una scena insolita ha catturato l’attenzione di studiosi e curiosi sulla spiaggia di Milazzo. Giovedì scorso il mare ha restituito un pesce liocorno, il raro Lophotus lacepede. Proveniente dalle profondità della cosiddetta “zona crepuscolare” del Mediterraneo, l’animale è stato trovato ancora vivo, ma in condizioni disperate. Per gli esperti, si tratta di un’occasione preziosa per osservare da vicino una delle creature più elusive dei nostri mari.

Un ospite dagli abissi sbuca sulla battigia di Milazzo

La scoperta è avvenuta all’alba, quando alcuni passanti hanno notato una sagoma argentea vicino al lido di Ponente. Tra i primi ad intervenire c’è stato Carmelo Isgrò, biologo marino e direttore del MuMa – Museo del Mare di Milazzo. “Quando sono arrivato, il pesce era ancora vivo, ma respirava a fatica”, racconta Isgrò ad alanews.it. I tentativi di rimetterlo in acqua non sono serviti: dopo pochi minuti, l’animale è morto davanti agli occhi di chi era lì.

Una difesa inaspettata: l’inchiostro contro i nemici

Prima di spirare, il pesce liocorno ha sorpreso tutti con un gesto insolito. “Ha espulso un getto di liquido scuro dalla sacca cloacale”, spiega Isgrò, indicando la macchia nera lasciata sulla sabbia. Questo comportamento ricorda quello dei polpi e dei calamari, che usano l’inchiostro per confondere i predatori nelle profondità. “Vederlo succedere dal vivo è stato davvero impressionante”, confida il biologo, sottolineando quanto sia raro osservare questa difesa in tempo reale.

Un aspetto da fantascienza: la cresta rossa e gli occhi enormi

Il Lophotus lacepede non passa certo inosservato. Il corpo lungo circa un metro e venti è allungato e sottile, quasi senza pinne anali e caudali. A spiccare è la lunga pinna dorsale rossa, fatta di raggi flessibili che partono dalla fronte, quasi come una cresta. “Il nome ‘liocorno’ viene proprio da quel corno sulla testa”, spiega Isgrò durante le prime analisi. Gli occhi sono giganteschi, un adattamento fondamentale per vivere tra i 200 e i 1000 metri di profondità, dove la luce è quasi assente. La bocca nasconde tre file di denti appuntiti e irregolari, perfetti per cacciare pesci, piccoli mammiferi marini e plancton durante le migrazioni notturne verso la superficie.

Dalla spiaggia al laboratorio: analisi e ricerche in corso

Dopo la morte, la carcassa è stata portata alla Stazione Zoologica Anton Dohrn di Messina. Qui, Isgrò ha lavorato con il ricercatore Pietro Battaglia per le prime misurazioni e analisi genetiche. “Di questa specie sappiamo ancora poco: vive in profondità ed è un pesce ‘mesopelagico’, come il pesce lanterna o il maurolico”, spiega Battaglia. Avere un esemplare fresco significa poter scoprire dettagli importanti su anatomia, dieta e adattamenti.

Un nuovo protagonista al Museo del Mare

L’esemplare non finirà dimenticato. È già iniziato il lavoro per prepararlo alla conservazione e all’esposizione: il pesce liocorno sarà presto visibile al MuMa di Milazzo, dove diventerà un simbolo della ricchezza sommersa del Mare Nostrum. “Sarà un’occasione per far capire a tutti quanto sia importante proteggere i nostri mari”, sottolinea Isgrò. La notizia ha già acceso la curiosità di cittadini e turisti, che si fermano davanti al museo per chiedere informazioni o scattare qualche foto.

Un messaggio dal profondo del Mediterraneo

In attesa che il pesce entri ufficialmente in mostra, resta l’immagine di quel corpo argenteo restituito dal mare. Un richiamo silenzioso alla vita nascosta sotto la superficie del Mediterraneo. “Ogni incontro con queste creature ci ricorda quanto ancora abbiamo da scoprire sugli abissi”, conclude Isgrò. Solo così potremo capire davvero quanto sia fragile e prezioso il mondo sotto le onde.

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