Sydney, 1 marzo 2026 – Gli Stati Uniti tornano a vincere a Sydney nella SailGP, superando in finale Gran Bretagna e Spagna sulle acque del porto australiano sabato 28 febbraio. Una vittoria che mancava da due stagioni per l’equipaggio guidato da Taylor Canfield, capace di domare un vento leggero, tra gli 8 e i 15 nodi, che ha segnato la prima giornata del KPMG Australia Sail Grand Prix.
Finale al cardiopalma: USA avanti con strategia e velocità
La gara decisiva è partita con un avvio deciso degli americani, schierati nella parte alta della linea di partenza. La Gran Bretagna, con Dylan Fletcher al timone, ha tagliato il via in vantaggio, ma gli Stati Uniti hanno subito preso il controllo grazie a una velocità superiore e a un angolo di navigazione più favorevole. “Abbiamo preferito restare uniti e non forzare troppo all’inizio”, ha raccontato Canfield a fine gara, con un sorriso che tradiva la soddisfazione di aver ritrovato la giusta intesa dopo mesi difficili.
Al primo giro di boa la barca britannica era ancora davanti, ma per poco. Gli americani hanno spinto sull’acceleratore, prendendo il comando e non lasciandolo più fino al traguardo. Un tentativo di dividersi per cercare aria migliore da parte della Gran Bretagna nel secondo lato non ha pagato. “Cercavamo vento pulito, ma non è arrivato”, ha ammesso Fletcher, visibilmente deluso.
Numeri e condizioni: il vento leggero che ha fatto la differenza
Il team USA ha toccato punte di circa 41 nodi, anche se è rimasto in foiling solo per il 22% della finale. Un segnale chiaro della difficoltà di tenere le barche sospese sull’acqua con vento così debole. Eppure, proprio nella gestione di queste condizioni, Canfield e i suoi hanno trovato il loro vantaggio.
Questa vittoria a Sydney è la prima per gli americani dalla tappa di Cadice della quarta stagione. “Ci mancava questa sensazione”, ha confidato uno dei grinder statunitensi mentre la barca tornava al molo, accolta dagli applausi di un pubblico festante lungo Circular Quay, davanti all’Opera House.
Fleet race: Gran Bretagna domina all’inizio, poi gli USA rimontano
La giornata era cominciata con il successo della Gran Bretagna nella prima delle tre fleet race. Gli Stati Uniti hanno risposto vincendo la seconda prova, mentre la terza è andata alla Danimarca del team ROCKWOOL. In acqua anche i colori italiani: il Red Bull Italy SailGP Team, guidato da Phil Robertson, ha lottato nelle retrovie senza riuscire a inserirsi tra i protagonisti.
Tra i momenti più belli, il passaggio della flotta davanti a Shark Island e l’esperienza vissuta a bordo del Los Gallos SailGP Team da Tom McGowan, sesto uomo in regata proprio davanti alla sagoma iconica dell’Opera House.
Assenze e classifica: Francia e Nuova Zelanda fuori gara
Solo undici barche hanno preso il via a Sydney. Francia e Nuova Zelanda sono rimaste ai box per le riparazioni dopo il grave incidente di Auckland, che aveva portato in ospedale due membri degli equipaggi: Louis Sinclair (Nuova Zelanda), con fratture alle gambe, e Manon Audinet (Francia), con traumi al torace.
Dopo tre tappe della sesta stagione, la classifica vede la Gran Bretagna al comando con 29 punti, seguita dall’Australia (25) e dagli Stati Uniti (20). Gli australiani, con il team BONDS Flying Roos, avevano vinto la tappa precedente ad Auckland.
Prossimi appuntamenti: la sfida continua
Il circuito SailGP si sposterà nelle prossime settimane tra Asia ed Europa. “Siamo tornati in gioco – ha detto Canfield – ma sappiamo che ogni regata può ribaltare tutto”. A Sydney il pubblico ha risposto con entusiasmo, con file ai pontili già dalle 10 del mattino, bambini con i cappellini delle squadre e turisti intenti a fotografare i catamarani da Mrs Macquarie’s Point.
Per l’Italia l’obiettivo resta crescere. “Stiamo lavorando per migliorare l’intesa del gruppo”, ha spiegato Robertson. Il prossimo evento sarà decisivo per capire se il Red Bull Italy SailGP Team riuscirà a colmare il divario con i primi della classifica.