Valparaíso, 22 febbraio 2026 – La quinta tappa della Globe40 è partita con il botto. Appena lasciata la baia di Valparaíso, gli equipaggi si sono trovati subito a fare i conti con condizioni difficili: venti da sud tra i 25 e i 30 nodi e un mare agitato. La rotta verso Capo Horn si è subito fatta dura. Le barche hanno dovuto navigare di bolina, deviare verso sud-ovest lungo la costa cilena, alla caccia di un sistema di alta pressione che permetta finalmente di virare verso sud.
Globe40 Leg 5: vento forte e prime mosse tattiche
Dopo tre settimane tra i panorami cileni, tornare a bordo non è stato affatto semplice. “Il risveglio è stato piuttosto brusco”, ha raccontato uno skipper parlando delle prime ore di navigazione. Le barche scow, in particolare, soffrono ogni onda che le sbatte. Ma anche le imbarcazioni tradizionali non scherzano. Finora nessun danno, ma gli equipaggi e le attrezzature sono messi a dura prova. Entro venerdì sera, 21 febbraio, le barche avevano coperto quasi 470 miglia, di cui solo 221 lungo la rotta diretta verso il traguardo.
Classifica provvisoria: duelli serrati in mare aperto
Alle 22:00 ora francese (21:00 UTC), a guidare la flotta sono sempre Ian Lipinski e Antoine Carpentier su CREDIT MUTUEL, che confermano il loro ruolo da favoriti, forte dell’esperienza accumulata finora. Alle loro spalle, Jonas Gerckens e Corentin Douguet su BELGIUM OCEAN RACING – CURIUM inseguono a 29 miglia di distanza. “Dobbiamo ancora trovare la giusta formula, ma la strada è lunga”, ha ammesso Gerckens. Nel gruppo di testa la flotta è compatta: BARCO BRASIL e FREEDOM sono separati da appena mezzo miglio, riprendendo il duello visto prima di Sydney. “Siamo contenti di essere di nuovo in gara”, ha confidato Thibaut Lefevere da FREE DOM, reduce dalla traversata solitaria del Pacifico.
Verso Capo Horn: la rotta si fa più stretta
Intorno alle 21:00 del 20 febbraio (20:00 UTC), CREDIT MUTUEL ha virato per prima verso sud, puntando deciso verso Capo Horn, che dista ancora circa 1.300 miglia. Le previsioni dicono che i primi arrivi sull’isola leggendaria potrebbero essere tra cinque giorni, giovedì 26 febbraio. Nel frattempo, il mare resta duro: “Le prime ore sono state intense, con sbandate tra i 20 e i 25 gradi, davvero faticose. Onde di 3-4 metri e vento tra 25 e 35 nodi non aiutano”, ha raccontato Gerckens. “Stiamo cercando la curva anticiclonica che ci permetterà di scendere verso la Terra del Fuoco”.
A bordo tra fatica e piccoli momenti di tregua
Il ritmo non concede tregua. “La notte è buia come la pece, il cielo stellato è spettacolare ma non abbiamo tempo per godercelo”, ha spiegato Lefevere da FREE DOM. “Per ora ci limitiamo a qualche snack, non abbiamo ancora fatto un pasto vero”. Non mancano i problemi tecnici: “Durante il mio secondo turno di guardia il sistema di carbonazione ha smesso di segnalare il vento, così ho virato a dritta per andare avanti con il pilota automatico”. Sono dettagli che raccontano la vita vera di questa regata oceanica.
La flotta resta compatta, Capo Horn si avvicina
Dietro ai primi, JANGADA RACING, WHISKEY JACK e WILSON navigano a poche miglia di distanza l’una dall’altra. Il morale è alto nonostante la fatica: “I delfini ci hanno fatto compagnia, proprio come ci aspettavamo”, ha aggiunto Gerckens. Tutti guardano al cambio del meteo, che dovrebbe permettere finalmente una discesa più veloce verso sud.
Questa quinta tappa della Globe40 si conferma una delle più dure. Tra strategie, fatica e problemi tecnici, la corsa verso Capo Horn entra nel vivo. Gli occhi sono puntati alle prossime ore: il passaggio davanti all’isola simbolo della navigazione oceanica si avvicina e promette nuove sfide per tutti gli equipaggi in gara.