Milano, 13 novembre 2025 – Oggi Wally ha alzato il sipario sul nuovo Wallyrocket 71, uno yacht da regata che promette di cambiare le carte in tavola nelle competizioni maxi. Il varo è avvenuto all’alba nei cantieri di Ancona e segna un momento cruciale per il cantiere fondato da Luca Bassani. “Abbiamo voluto creare qualcosa di completamente nuovo”, ha detto il progettista Marcelino Botin, presente con il suo team di Botin Partners. L’obiettivo? Sfida aperta ai colossi delle regate internazionali e, come dicono gli ingegneri, “diventare il maxi più vincente al mondo”.
Un progetto partito da zero, senza compromessi
Il Wallyrocket 71 è nato da un foglio bianco, senza guardare ai modelli precedenti. I designer lo hanno raccontato in conferenza stampa: niente riadattamenti, solo una ricerca estrema di performance. “Abbiamo curato ogni minimo dettaglio, dalla distribuzione dei pesi alla forma delle vele”, ha spiegato Botin. Il risultato è uno scafo lungo 21,7 metri, costruito interamente in fibra di carbonio, con chiglia retrattile e un piano velico che supera i 300 metri quadrati.
Il cantiere ha lavorato su due modelli contemporaneamente: il Wallyrocket 51, uscito a inizio anno e già protagonista all’Admiral’s Cup e alla Rolex Fastnet Race, e questa nuova ammiraglia. “Il 51 era pensato per competere con i TP52”, ha ricordato Bassani, “ma con il 71 volevamo qualcosa di più: un maxi che potesse dominare ovunque”.
Leggerezza e tecnologia al servizio della velocità
La vera sfida è stata tenere il peso basso senza perdere robustezza. Per questo hanno scelto materiali all’avanguardia: fibra di carbonio pre-preg, resine epossidiche e componenti in titanio, per mantenere il peso sotto le 20 tonnellate. “Ogni grammo risparmiato si traduce in un vantaggio in velocità”, ha spiegato l’ingegnere capo Alessandro Gambini. La chiglia retrattile aiuta a ridurre il pescaggio quando la barca è in porto, ma in navigazione assicura stabilità e prestazioni al top.
Anche la tecnologia a bordo è all’avanguardia: winch elettrici di ultima generazione, sistemi di controllo digitali e sensori che monitorano in tempo reale ogni parametro. “Volevamo una barca veloce ma anche semplice da gestire, anche con un equipaggio ridotto”, ha aggiunto Gambini.
Pronti a scendere in acqua: obiettivi e reazioni
Il Wallyrocket 71 debutterà nelle regate della prossima stagione, con la partecipazione già annunciata a eventi come la Maxi Yacht Rolex Cup e la Giraglia. Gli addetti ai lavori parlano già di una “nuova era” per le regate maxi. “Non si vedeva una barca così dai tempi delle prime full carbon”, ha commentato un tecnico presente al varo.
Gli armatori interessati non mancano: a quanto si apprende ad Ancona, almeno tre team internazionali hanno già chiesto informazioni sul progetto. “C’è molta curiosità”, ha detto Bassani, “ma anche pressione: tutti si aspettano risultati subito”.
Un mercato in fermento
Il lancio del Wallyrocket 71 arriva in un momento di grande fermento per gli yacht da regata. Negli ultimi anni la domanda di barche performanti e tecnologiche è cresciuta, anche grazie al ritorno di eventi come l’Admiral’s Cup. “Il mercato dei maxi sta cambiando”, ha osservato Botin, “chi non si muove resta indietro”.
Wally, forte dell’esperienza con modelli storici come il Wallycento e il Wally 145, punta a rafforzare la sua posizione tra i leader mondiali. “Non ci fermiamo qui”, ha concluso Bassani. E mentre il nuovo Wallyrocket 71 si prepara ai primi test in acqua, in cantiere si lavora già al prossimo progetto.