Agricoltori in protesta: dal mare alla piazza contro le perdite idriche

Palermo, 10 dicembre 2025 – Migliaia di agricoltori siciliani sono scesi in strada stamattina a Palermo per protestare contro la gestione dell’acqua nell’isola, definita “schizofrenica” e lontana dalle esigenze di un’agricoltura moderna. Il corteo, organizzato da Coldiretti Sicilia, è partito alle 9 da piazza Marina e ha attraversato il centro storico, fino a raggiungere la sede dell’Assemblea Regionale Siciliana in piazza del Parlamento.

Agricoltori in piazza contro la crisi dell’acqua

L’appuntamento, annunciato nei giorni scorsi, ha richiamato imprenditori agricoli, lavoratori e rappresentanti delle principali associazioni di categoria. “Non è possibile che ancora si perdano milioni di litri d’acqua in mare, con reti vecchie e dighe abbandonate. Così non si fa agricoltura moderna, dove l’acqua è tutto”, ha detto il presidente regionale di Coldiretti, Francesco Ferreri, poco prima della partenza.

Il corteo ha sfilato lungo corso Vittorio Emanuele, bloccando il traffico fin dalle prime ore del mattino. Cartelli gialli, bandiere e striscioni con slogan come “Acqua per la terra, acqua per il futuro” hanno accompagnato la marcia. Molti agricoltori, arrivati da province come Trapani, Agrigento e Caltanissetta, hanno raccontato di aver lasciato i campi all’alba per esserci: “Non possiamo più aspettare, le nostre aziende rischiano di chiudere”, ha raccontato Salvatore, produttore di grano della zona di Licata.

Le richieste: investire e sistemare le infrastrutture

Al centro della protesta c’è la denuncia di una gestione delle infrastrutture idriche che non funziona. Coldiretti parla chiaro: ogni anno in Sicilia si perdono milioni di metri cubi d’acqua per colpa di dighe non curate e reti di distribuzione vecchie. “Servono investimenti veri, non solo promesse a parole”, ha sottolineato Ferreri davanti ai giornalisti. La piattaforma presentata oggi chiede interventi urgenti su dighe e canali, una revisione dei consorzi di bonifica e un piano straordinario per raccogliere e usare le acque piovane.

I numeri parlano da soli: oltre il 40% dell’acqua immagazzinata negli invasi siciliani non arriva mai ai campi, perché si perde lungo il percorso o viene scaricata in mare per mancanza di impianti adeguati. “Non possiamo più accettare questa situazione”, ha detto Antonella Di Stefano, giovane imprenditrice agricola del Catanese. “Senza acqua, non c’è futuro per le nostre aziende”.

Il faccia a faccia con i capigruppo all’Ars

A fine corteo, una delegazione di Coldiretti è stata ricevuta dai capigruppo dell’Assemblea Regionale Siciliana. L’incontro, durato circa un’ora nella sala Piersanti Mattarella, si è svolto a porte chiuse. Fonti interne riferiscono che i rappresentanti degli agricoltori hanno spiegato nel dettaglio i problemi del sistema idrico regionale e consegnato un documento con le richieste più urgenti.

“Ci hanno ascoltato, ma ora vogliamo fatti”, ha confidato a margine Giuseppe Castiglione, vicepresidente di Coldiretti Sicilia. I capigruppo si sono impegnati a portare il tema in aula già nella prossima seduta. Al momento, però, nessuna promessa ufficiale.

Una crisi che rischia di travolgere l’agricoltura

La protesta arriva dopo mesi segnati da siccità e rincari dei costi di produzione. In Sicilia, secondo dati Istat aggiornati al 2024, l’agricoltura pesa per oltre il 15% sull’economia regionale e dà lavoro a circa 120mila persone. “Se non si interviene subito sulle reti idriche – ha spiegato Ferreri – rischiamo di perdere interi settori produttivi”.

Nel primo pomeriggio, i manifestanti hanno iniziato a lasciare piazza del Parlamento. Qualcuno si è fermato a parlare con i residenti, altri hanno già annunciato nuove iniziative se non arriveranno risposte rapide dalle istituzioni. “Non vogliamo scontri – ha chiuso Ferreri – ma soluzioni. L’acqua è vita, senza acqua non c’è agricoltura”.

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