Imperia guida il nuovo progetto europeo per il recupero dei rifiuti marini: firmata la convenzione a breve

Imperia, 10 dicembre 2025 – Imperia si appresta a diventare la seconda città italiana, dopo Civitavecchia, a ospitare un progetto europeo dedicato allo smaltimento dei rifiuti pescati per caso in mare dai pescatori professionisti. A darne notizia nelle ultime ore è stato il vicesindaco e assessore all’Ambiente, Giuseppe Fossati, che ha spiegato come la città ligure abbia deciso di rafforzare il proprio impegno per la tutela del mare grazie a un accordo con una fondazione spagnola attiva in tutta Europa.

Un’intesa internazionale per un mare più pulito

Nei prossimi giorni, ha anticipato Fossati, sarà firmata una convenzione con una fondazione spagnola specializzata nel contrasto all’inquinamento marino. Grazie a questo accordo, i pescatori di Imperia potranno consegnare in modo corretto e differenziato i rifiuti che finiscono accidentalmente nelle reti durante le uscite in mare. “Imperia ha la Bandiera Blu ormai dal 2019 su quasi tutto il litorale”, ha ricordato Fossati, sottolineando come la qualità delle acque sia un punto di forza per la città. Solo la parte più a ponente, ha ammesso l’assessore, presenta ancora qualche problema legato alle reti fognarie: “Abbiamo già messo mano alla situazione e contiamo di ottenere la Bandiera Blu anche lì. Ma il riconoscimento si basa sui dati degli ultimi tre anni: per riconquistarla serve mantenere la qualità per tre anni di fila”.

I pescatori in prima linea contro i rifiuti

Il fulcro del progetto riguarda proprio i pescatori professionisti, che finalmente potranno smaltire i rifiuti raccolti in mare senza rischiare multe o complicazioni burocratiche. Fino a pochi anni fa, infatti, la legge non permetteva di considerare questi materiali come rifiuti recuperati, ma solo come rifiuti prodotti dal peschereccio. Una recente modifica normativa ha cambiato le regole, aprendo la strada a iniziative come questa che partirà a Imperia. “La nostra città ha la flotta peschereccia più grande della Liguria”, ha ricordato Fossati. “È chiaro quindi quanto sia importante coinvolgere tanti pescatori, che ogni giorno escono in mare e, insieme al pescato, purtroppo trovano anche quello che i fiumi portano a valle”.

La convenzione con la fondazione spagnola è un passo avanti concreto: “Sarà firmata nei prossimi giorni”, ha spiegato Fossati, “e riguarda proprio lo smaltimento dei rifiuti pescati per caso dai professionisti del mare”. Un’iniziativa che vuole trasformare un problema – la presenza di plastica e altri rifiuti sul fondo marino – in un’occasione per migliorare la salute del mare.

Un progetto che coinvolge tutta la città

Ma il progetto non si limita ai pescatori professionisti. L’amministrazione sta lavorando anche a una seconda convenzione, dedicata alle numerose associazioni locali legate al mare: dalla pesca sportiva alle realtà ricreative, fino ai gruppi che vivono quotidianamente il litorale. In collaborazione con la Capitaneria di Porto, anche queste realtà potranno portare a terra i rifiuti pescati o trovati durante le loro attività in mare.

“È un piccolo gesto, ma un segnale culturale molto forte”, ha sottolineato Fossati. “Il messaggio è chiaro: tutti possiamo fare la nostra parte per un mare più pulito, meno invaso dalla plastica”. L’assessore non nasconde l’orgoglio per essere stati scelti da una fondazione internazionale: “Essere selezionati da un organismo straniero di grande prestigio ci riempie di soddisfazione e conferma che Imperia sta andando nella direzione giusta”.

Imperia punta a essere un modello ambientale

L’obiettivo dell’amministrazione è mantenere e rafforzare l’eccellenza già raggiunta nella tutela dell’ambiente. “Vogliamo consolidare il ruolo della città nella difesa del mare”, ha detto Fossati, “lanciando anche un segnale forte sulla qualità delle nostre acque”. La collaborazione con la fondazione spagnola è un tassello importante in questo percorso.

Secondo i dati di Arpal, la qualità del mare a Imperia resta alta su quasi tutto il litorale. Solo alcune zone attendono ancora di ottenere la Bandiera Blu, ma gli interventi già avviati lasciano ben sperare per i prossimi anni.

In attesa della firma ufficiale della convenzione, la città si prepara a diventare un modello nazionale – e non solo – nella lotta contro i rifiuti marini. Un percorso che passa dalle azioni concrete di pescatori e associazioni locali, ma guarda anche lontano, verso una cultura della sostenibilità sempre più diffusa.

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