Belgio in fermento: scioperi nazionali causano cancellazioni di voli e riduzioni nei treni

Bruxelles, 24 novembre 2025 – Da domenica sera migliaia di viaggiatori in Belgio stanno vivendo una settimana di disagi nei trasporti. Tutto a causa di uno sciopero nazionale lanciato dai principali sindacati del settore contro i tagli di bilancio e l’aumento dell’età pensionabile proposti dal governo. La protesta coinvolge sia treni che aerei e sta bloccando collegamenti dentro e fuori dal Paese, causando problemi soprattutto a pendolari e turisti.

Sciopero generale: treni e mezzi pubblici quasi fermi

Dalle 22 di domenica 23 novembre il Belgio è nel mezzo di uno sciopero generale dei trasporti che durerà fino a mercoledì 26 a notte. L’operatore ferroviario SNCB ha annunciato che solo il 20% dei treni sta circolando regolarmente. “Abbiamo dovuto tagliare molto il servizio – ha detto un portavoce – e invitiamo i passeggeri a controllare il nostro sito per aggiornamenti in tempo reale”. Anche muoversi in città è un problema: a Bruxelles, la rete di metropolitana, tram e autobus funziona a singhiozzo, con corse ridotte e lunghe attese alle fermate.

Aeroporti paralizzati: voli cancellati e passeggeri in attesa

Mercoledì 26 sarà il giorno più difficile per chi deve prendere un volo. L’aeroporto principale, Bruxelles-Zaventem, ha annunciato la cancellazione di tutti i voli in partenza. “Per la sicurezza di tutti, nessun volo partirà”, si legge nel comunicato ufficiale. Anche i voli in arrivo rischiano cancellazioni o ritardi, mentre le compagnie aeree stanno contattando i clienti per offrire rimborsi o riprenotazioni.

Situazione simile al secondo aeroporto, Bruxelles South Charleroi: niente partenze né arrivi mercoledì. “I passeggeri saranno aggiornati sulle opzioni nei prossimi giorni”, ha detto la direzione. Nei tre giorni di sciopero sarà complicato anche arrivare agli aeroporti, tra blocchi stradali e interruzioni del trasporto pubblico locale.

Treni internazionali in tilt: cancellazioni e ritardi

La protesta non colpisce solo i collegamenti interni. Molti treni internazionali sono stati cancellati o deviati, mandando in tilt migliaia di viaggiatori. Solo metà dei servizi Eurostar tra Bruxelles e Parigi sono garantiti. Tra Bruxelles, Liegi e Germania gira solo il 20% dei treni previsti. Sulle tratte Bruxelles-Amsterdam e Amsterdam-Londra, invece, si viaggia regolarmente su circa tre quarti dei convogli.

Restano invece normali i collegamenti tra Bruxelles, Lilla e Londra, così come tra Londra e Parigi. Eurostar ha già avvisato i passeggeri coinvolti, offrendo la possibilità di cambiare gratuitamente la prenotazione. “Consigliamo a tutti di seguire la pagina con le info aggiornate in tempo reale”, ha detto un portavoce.

Sindacati in piazza contro le misure del governo

Alla base dello sciopero c’è la rabbia per le misure di austerità annunciate dal governo belga. I sindacati principali – CGSP, CSC e SLFP – hanno organizzato la protesta contro l’aumento dell’età pensionabile e i tagli ai servizi pubblici. “Non possiamo accettare che siano sempre i lavoratori a pagare il prezzo delle riforme”, ha detto Marc Goblet della CGSP durante un presidio davanti alla stazione centrale di Bruxelles.

Il governo, invece, sostiene che le misure sono necessarie per tenere in ordine i conti pubblici. “Siamo disponibili al dialogo – ha detto il ministro dei Trasporti Georges Gilkinet – ma serve responsabilità da tutti”.

Disagi e rabbia tra pendolari e turisti

Stazioni e aeroporti pieni di code, con volti stanchi e nervosi. “Avevo un volo per Madrid alle 10, ma mi hanno avvisato solo ieri sera della cancellazione”, racconta Anaïs, studentessa francese bloccata a Zaventem. Molti pendolari si arrangiano come possono: “Ho dovuto prendere un giorno di ferie”, dice Jean-Pierre, impiegato a Liegi.

Secondo le prime stime, sono almeno 50mila i viaggiatori coinvolti ogni giorno. Le autorità invitano a organizzarsi per tempo e a controllare sempre le informazioni ufficiali delle compagnie.

Nessuna via d’uscita all’orizzonte

Per ora non si vede una soluzione rapida. I sindacati hanno già avvertito: se non si ascolteranno le loro richieste, potrebbero scattare altre proteste. Nel frattempo, il Belgio resta bloccato: treni vuoti, tabelloni pieni di cancellazioni e una città che per almeno tre giorni si muove a fatica.

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