Bombe sommerse: l’operazione di recupero del materiale bellico a Miramare

Trieste, 19 novembre 2025 – Nove bombe americane e due casse di tritolo risalenti alla Seconda guerra mondiale sono state scoperte sul fondo del mare, a poco più di cento metri a sud dell’Area Marina Protetta di Miramare. Il materiale bellico è stato trovato lo scorso ottobre dal Nucleo sommozzatori di San Benedetto del Tronto durante un controllo dei fondali in occasione della Barcolana. Domani sarà recuperato dalla Marina militare italiana. L’operazione, guidata dalla Capitaneria di porto di Trieste, prevede di spostare gli ordigni in un punto sicuro per poi farli brillare.

Bombe e tritolo a Miramare: il recupero si fa domani

La scoperta è avvenuta durante un’immersione in un tratto di mare poco frequentato, non lontano dalla spiaggia del castello di Miramare. Secondo chi ha lavorato sul posto, si tratta di bombe e di casse di tritolo appartenenti a un vecchio deposito militare alleato. Quel deposito, realizzato dagli americani negli anni del Governo militare dopo la guerra, era nascosto sotto sabbia e fango. “Abbiamo trovato i resti di un pontile temporaneo costruito dagli alleati – racconta un sommozzatore – e poco distante sono affiorati questi ordigni, in parte coperti dalla sabbia”.

Non è ancora chiaro il numero esatto delle bombe, ma si parla di almeno nove pezzi e due casse di esplosivo. Il materiale giace su un fondale sabbioso e fangoso, soggetto a forti mareggiate che in passato hanno già riportato alla luce altri residuati. La Capitaneria ha subito chiuso la zona con un’ordinanza.

La Marina militare al lavoro per mettere in sicurezza

Domani mattina il Nucleo Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi (Sdai) della Marina militare si occuperà del delicato recupero. Gli artificieri saranno affiancati dalla Capitaneria e dai responsabili dell’Area Marina Protetta per garantire che tutto si svolga in sicurezza. Una volta recuperate, le bombe saranno portate lontano dalla costa per essere fatte brillare in modo controllato.

“L’intervento va fatto con estrema attenzione – spiega un ufficiale della Marina – perché, anche se vecchi, questi ordigni sono ancora pericolosi e instabili”. L’operazione dovrebbe concludersi entro la giornata, salvo problemi legati al meteo o al mare.

Nessun rischio per chi vive o visita Miramare

La direzione della Riserva di Miramare ha voluto tranquillizzare residenti e turisti. “La zona del ritrovamento è lontana dalle aree frequentate da centri estivi, snorkelers e subacquei”, spiegano i responsabili. “Abbiamo interdetto ogni attività e stiamo monitorando costantemente l’area”. Insomma, la presenza degli ordigni non rappresenta un pericolo immediato né per chi vive lì né per chi visita la riserva.

Gli esperti ricordano però che il fondale sabbioso e fangoso può nascondere altri reperti. “Le mareggiate, soprattutto quando sono forti, possono coprire o portare a galla vecchi residuati”, dice un biologo marino della riserva. Non è la prima volta che qui si trovano rottami bellici: già in passato, durante lavori o controlli, erano emersi proiettili e resti metallici.

La guerra che emerge dal mare di Trieste

Quel vecchio deposito militare americano, costruito per proteggere la costa triestina dalle mareggiate, oggi è solo un ricordo sommerso. Dall’alto si vedono ancora i resti del pontile temporaneo affondato, tracce concrete di un passato che ha lasciato segni visibili e nascosti sul territorio.

L’intervento di domani non servirà solo a mettere in sicurezza la zona. Rappresenta anche un modo per restituire a cittadini e visitatori un pezzo di mare che continua a raccontare una storia spesso dimenticata. “Bisogna tenere alta l’attenzione su questi temi – dice un volontario della riserva – perché il mare conserva ancora tante storie da scoprire”.

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