Caccia al pescatore scomparso: la sfida del mare a Goro

Ferrara, 28 gennaio 2026 – Nella notte tra domenica e lunedì, nella Sacca di Goro, è scomparso Bruno Osti, pescatore di 47 anni residente a Goro. L’uomo era uscito poco dopo le 2 per controllare le sue reti da posta e da allora non si hanno più sue notizie. Le ricerche sono partite all’alba, quando i familiari, preoccupati per il mancato ritorno, hanno lanciato l’allarme. Sul posto sono arrivati la Capitaneria di Porto di Porto Garibaldi, i Vigili del Fuoco di Codigoro, i sommozzatori da Bologna e la Guardia di Finanza con un elicottero. Il tempo gioca contro, le condizioni meteo sono difficili e la comunità segue con il fiato sospeso ogni aggiornamento.

Sacca di Goro, la corsa contro il tempo

Con le prime luci del giorno, la Sacca di Goro si è trasformata in un via vai di soccorritori: motovedette che fendono la nebbia, luci lampeggianti che si riflettono sull’acqua calma. I soccorritori hanno perlustrato ogni metro quadrato del tratto di mare dove Osti lavorava. È solo nel primo pomeriggio, intorno alle 14, che è arrivata una svolta: l’imbarcazione del pescatore è stata trovata capovolta e mezzo affondata a circa 500 metri dalla costa. Di Bruno, però, nessuna traccia. “Spero ancora di trovarlo”, ha detto la sindaca di Goro, Marika Bugnoli, raggiunta al telefono mentre seguiva le ricerche dal molo.

Cosa è successo? Le prime ipotesi

Al momento non si sa cosa abbia causato la scomparsa. Dalle prime ricostruzioni, Osti era uscito da solo, come faceva spesso, per controllare le reti prima dell’alba. Il maltempo potrebbe aver giocato un ruolo decisivo: durante la notte il vento è aumentato all’improvviso e il mare si è agitato. “Non era raro vederlo lavorare anche con il brutto tempo”, racconta un collega che preferisce restare anonimo. Ma nessuno si aspettava una tragedia del genere. La barca – una piccola lancia in vetroresina – è stata trovata rovesciata, con parte dell’attrezzatura sparsa tra i canneti.

Goro in ansia: “Bruno conosceva il mare come pochi”

A Goro tutti conoscono Bruno Osti. Da vent’anni era un punto fermo della pesca nella Sacca, una vita scandita dal ritmo delle maree e delle stagioni. “Era uno che il mare lo sapeva leggere”, racconta un amico d’infanzia incontrato davanti al bar del paese. La notizia della scomparsa si è diffusa in poche ore: tante persone si sono radunate sul molo o hanno offerto aiuto alle squadre di ricerca. “Speriamo solo che sia riuscito a raggiungere la riva”, dicono a bassa voce alcuni familiari.

Le ricerche non si fermano, mezzi e uomini al lavoro

Le ricerche vanno avanti senza sosta, anche con il calar della sera. I Vigili del Fuoco hanno usato droni e sonar per scandagliare i fondali più difficili della laguna. La Guardia di Finanza ha sorvolato l’area con l’elicottero AW139, mentre i sommozzatori hanno ispezionato i punti dove la corrente accumula detriti. “Stiamo facendo tutto il possibile”, ha detto un ufficiale della Capitaneria di Porto, “ma le condizioni meteo non aiutano”. Il coordinamento tra le squadre è costante: ogni ora si aggiornano i piani d’intervento.

Un colpo duro per la comunità

La scomparsa di Bruno Osti arriva in un momento delicato per Goro, già provata da mesi difficili sul fronte economico e ambientale. Il lavoro dei pescatori – qui come altrove – è sempre più a rischio, tra il clima imprevedibile e le incertezze del mercato. “Non possiamo permetterci altre perdite”, ha ammesso la sindaca Bugnoli, visibilmente scossa. Intanto, le ricerche proseguono senza pause: ogni minuto pesa come un macigno.

Appello e speranze nelle prossime ore

Le autorità chiedono a chiunque abbia visto o sentito qualcosa di mettersi in contatto con la Capitaneria o i Carabinieri di Goro. Le ricerche continueranno anche di notte, con squadre pronte a intervenire appena sarà possibile. La speranza, fragile ma viva, è di ritrovare Bruno Osti sano e salvo. Per ora, la comunità resta in attesa, sospesa tra paura e fiducia.

Articolo in aggiornamento.

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