Roseto degli Abruzzi, 19 dicembre 2025 – Sulla costa adriatica abruzzese, tra le onde che accarezzano il lungomare di Roseto degli Abruzzi e i profumi intensi dell’entroterra teramano, Elite Cucina di Mare si è conquistato in pochi anni un posto di rilievo tra i locali che puntano su una cucina di territorio, autentica e stagionale. A guidare questo progetto, nato il 6 giugno 2020, c’è Remo Di Pietro, chef di Poggio Umbricchio, un piccolo borgo ai piedi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La sua è una storia fatta di passione, formazione e un forte legame con le radici.
Dal Gran Sasso al mare: il viaggio di Remo Di Pietro
La strada di Remo Di Pietro non è mai stata lineare. Dopo il diploma da geometra a Teramo, la cucina ha preso il sopravvento. Si è trasferito a Perugia per studiare all’Università dei Sapori, un luogo dove ha potuto confrontarsi con chef diversi e affinare tecnica e idee. Le sue prime esperienze lo portano in Abruzzo, allo storico Beccaceci di Giulianova, poi a Milano all’Osteria Conchetta e infine in Trentino, al Preidlhof, un hotel cinque stelle conosciuto anche fuori dall’Italia.
Il ritorno in Abruzzo arriva grazie a un amico e socio, Alessandro Panetta, originario di Cerchiara. Insieme decidono di lanciare un albergo con ristorante sul mare a Roseto degli Abruzzi. “Volevamo un progetto che parlasse di mare ma con radici ben salde nell’entroterra”, spiega Remo. Nasce così Elite Cucina di Mare, oggi animato da una brigata giovane e affiatata, con in cucina Josef Louibi di Avezzano e Ruben Fabbro di Basciano.
Un menu che parla di territorio e stagioni
La cucina di Elite Cucina di Mare racconta un continuo dialogo tra mare e montagna, sempre attento alla stagionalità e alla memoria. Il menu cambia spesso, seguendo quello che offre il territorio. Tra i piatti più rappresentativi, il calamaro con ventricina teramana, verze ripassate e cialda di pecorino di Farindola. “È un piatto che mette insieme il mare e l’Appennino”, dice lo chef.
Non mancano rivisitazioni della tradizione abruzzese: la seppia ripiena diventa un calamaro farcito su crema di patate, mentre il rombo croccante, farcito con pomodori secchi e olive, è avvolto in tempura di panko e servito con zucca marinata e riduzione di Montepulciano. “Cerchiamo sempre un equilibrio tra innovazione e rispetto delle radici”, aggiunge Di Pietro.
Tra sala e cucina: un’esperienza a tutto tondo
L’ospitalità è curata nei dettagli: ci sono nove camere, una piscina condivisa con il residence accanto e una sala dove Remo ama raccontare personalmente la storia dietro ai suoi piatti. La carta dei vini dà spazio alle etichette abruzzesi, scelte per valorizzare ogni portata.
Tra le proposte più originali spicca il gyoza di brodetto, un raviolo orientale che racchiude i sapori della tradizione marinara abruzzese, e l’amuse-bouche d’apertura: un macaron al baccalà che sorprende per equilibrio e creatività. Per chi ama i crudi, ci sono proposte precise ed eleganti; chi invece vuole sapori più decisi può scegliere la “Boscaiola di Mare”, tagliatella di seppia con emulsione di latte di baccalà, aglio nero, porcini dei Monti della Laga e scaglie di tartufo.
Degustazioni, prezzi e appuntamenti per le feste
I percorsi degustazione partono da un menu di cinque portate a 58 euro, arricchito da entrée e pre-dessert che portano il totale a sette portate. L’opzione da otto portate si trasforma in dieci a 78 euro. Chi preferisce può ordinare à la carte. Il pane è fatto in casa, gli oli extravergine sono locali, a completare l’esperienza.
Per le feste, Elite propone la Cena della Vigilia, il Pranzo di Natale e soprattutto il Cenone di Capodanno: un percorso gastronomico a 120 euro (bevande escluse) o 170 euro con pernottamento incluso. I posti sono limitati e si va solo su prenotazione.
Elite Cucina di Mare: l’Abruzzo che guarda avanti
Andare a mangiare da Elite Cucina di Mare significa entrare in un mondo dove la cucina è sincera, moderna ma legata profondamente alla tradizione teramana. Un posto dove ogni piatto racconta il territorio, tra mare e montagna. E dove Roseto degli Abruzzi si conferma sempre più come una tappa obbligata per chi vuole assaporare l’alta cucina abruzzese, senza fronzoli né compromessi.