Milano, 7 giugno 2024 – L’intelligenza artificiale sta cambiando la nautica, dalla sicurezza in mare alle grandi regate, passando per le previsioni del tempo e la progettazione delle barche. Non si parla solo di modelli come ChatGPT, ma di applicazioni pratiche che stanno già trasformando il modo di navigare e costruire imbarcazioni in tutto il mondo.
AI a bordo: più sicurezza e navigazione più sicura
Nel cuore della notte, sulle acque del Canale della Manica, un sistema di intelligenza artificiale può scorgere un container semi-sommerso prima che possa farlo l’occhio umano. Yarden Gross, CEO di ORCA AI, non usa mezzi termini: “La situazione oggi non è sicura. Equipaggi stanchi, navi datate, tecnologie obsolete. L’AI non deve essere perfetta, solo migliore di noi in certi compiti”. Le sue soluzioni sono già adottate da grandi compagnie come MSC e Maran Tankers, con lo scopo di ridurre gli incidenti dovuti a distrazione o condizioni meteo difficili.
Gross sottolinea un concetto chiave: “La vera rivoluzione è l’intelligenza mista. Umani e AI insieme, ognuno fa quello che sa fare meglio”. Le navi raccolgono dati, imparano da ogni quasi-incidente e migliorano a ogni viaggio. E i risultati si vedono: i sistemi di sorveglianza automatica sono ormai più affidabili di un ufficiale stanco, soprattutto quando la nebbia o il mare sono agitati.
Vendée Globe e Sea.ai: occhi elettronici sull’oceano
Alla recente Vendée Globe, il 65% degli skipper ha scelto Sea.ai (prima OSCAR), un sistema che unisce telecamere a colori e termiche posizionate in cima all’albero. L’AI analizza le immagini in tempo reale, segnala anomalie e riconosce gli oggetti: un uomo in mare, una balena, un container. “Ogni aggiornamento migliora grazie ai dati raccolti”, racconta Solenn Gouerou di Sea.ai. Il quartier generale è a Lorient, in Bretagna, dove arrivano i filmati delle regate, annotati a mano per insegnare al sistema a identificare nuovi pericoli. È un lavoro minuzioso, fatto anche di simulazioni: un uomo in mare viene evidenziato con un quadrato rosso sullo schermo, pronto per essere riconosciuto la prossima volta.
La domanda cresce e Sea.ai è passata da start-up a realtà con 70 dipendenti in pochi anni. Ogni skipper che segnala un oggetto aiuta l’AI a diventare più precisa.
Previsioni meteo e rotte: meno sprechi, più accuratezza
Il meteo resta una delle sfide più grandi per chi naviga. L’ECMWF (Centro europeo per le previsioni meteorologiche) ha lanciato quest’anno AIFS, un sistema basato sull’AI che produce previsioni simili a quelle tradizionali, ma consumando mille volte meno energia. “Su alcune rotte, l’AI è già più precisa nel seguire i cicloni tropicali”, spiegano da Reading.
Anche le start-up si muovono: Marine Weather Intelligence, fondata da Christian Dumard, usa l’AI per trovare rotte più efficienti e ridurre i consumi delle navi. “L’AI individua gli errori nei modelli d’onda meglio di noi”, ha detto Dumard al Yacht Racing Forum. E i dati satellitari ad alta risoluzione aiutano a prevedere le correnti oceaniche: Amphitrite, una giovane azienda parigina, ha dimostrato che una nave tra Tunisi e Tangeri può risparmiare il 4% di carburante grazie alle sue analisi.
Piloti automatici e regate: imparare dal mare
I piloti automatici tradizionali si basano su algoritmi sviluppati negli anni Venti del secolo scorso. Oggi sistemi come Madintec MadBrain imparano dal comportamento della barca: onde, raffiche, virate. L’AI regola il timone in tempo reale, adattandosi alle condizioni. Quattro Pogo RC da 10 metri sono già dotati di questi sistemi, usati anche su trimarani Ultim e Mini Globe 650.
Nelle regate più importanti, come l’America’s Cup, l’AI è ormai parte fondamentale dello sviluppo. QuantumBlack (McKinsey) ha creato un “velista virtuale” per Emirates Team New Zealand: in due settimane di simulazioni ha testato 50 profili di foil diversi. Un lavoro che in mare avrebbe richiesto mesi di prove.
AI in porto e in TV: manovre più facili e grafiche spettacolari
Non solo oceani: nei porti, sistemi come Raymarine DockSense e Volvo Penta Assisted Docking usano l’AI per riconoscere pontili e barche vicine. L’obiettivo è rendere le manovre più semplici, anche per chi ha meno esperienza. E in TV? SailGP e America’s Cup sfruttano il machine learning per aggiungere grafiche 3D sulle immagini in diretta: “Basta sapere dove si trova l’elicottero per disegnare tutto in tempo reale”, spiega Joseph Ozanne di Alinghi Red Bull Racing.
Sulla banchina, un tecnico aggiorna il software del pilota automatico con un portatile. Sono le 18:30, il sole cala su Lorient. Una barca rientra dopo una giornata di test: il futuro della vela passa anche da qui.