Oslo, 12 giugno 2024 – Attraversare il Mare del Nord in barca a vela con tutta la famiglia. È l’impresa che Amy Kemp, velista britannica, racconta dopo aver raggiunto la Norvegia insieme al marito James e ai figli Barnaby e Blaise. Un viaggio partito settimane fa dalle coste scozzesi, segnato da difficoltà, insegnamenti e una soddisfazione tangibile all’arrivo nel porto di Ålesund.
Navigare contro vento e onde agitate
Le tappe verso nord non sono state facili. Da Inverness a Wick, poi da Orkney a Fair Isle: due tratti che Amy definisce “miserabili”. Non tanto per il vento o il meteo, ma per il mare ancora mosso dalle tempeste dei giorni prima. “A Fair Isle ho davvero pensato di prendere un aereo per la Norvegia con il più piccolo”, confida Amy, ricordando la fatica e lo sconforto di quei momenti.
La svolta arriva con l’acquisto di un software per pianificare la rotta – PredictWind. “Non ho nessun legame con loro, ma è uno strumento fantastico”, spiega Amy. Il programma calcola come la barca si muove sulle onde, il rischio di mal di mare e aiuta a scegliere il momento giusto per partire. Da quel momento, la decisione è stata chiara: non lasciare le Shetland senza almeno il 90% di possibilità di mare calmo e manovre semplici.
Un aiuto prezioso e ruoli chiari a bordo
Per il tratto più impegnativo, la famiglia ha chiesto una mano a un amico, “Lovely Bert”, che si è unito all’equipaggio. Una scelta che ha dato i suoi frutti. “Quando finalmente abbiamo mollato gli ormeggi, è stato fantastico. Mare calmo fino ad Ålesund, qualche ora di vela vera e un equipaggio felice”, racconta Amy.
A bordo ognuno ha un ruolo preciso. Barnaby si occupa della rotta, Blaise controlla le maree e gli orari di partenza. “Così anche loro sono coinvolti: vedono se i loro piani funzionano o se avrebbero dovuto fare diversamente”, dice la madre. Un modo per imparare responsabilità e flessibilità, giorno dopo giorno.
Freddo, sicurezza e comfort sotto coperta
Le temperature sono rigide: in Scozia faceva freddo, in Norvegia ancora di più. La sicurezza è una priorità. La barca è protetta da reti, come sulle imbarcazioni precedenti della famiglia. Ma stavolta c’è una novità: un “conservatory” in tela, realizzato con Elite Yacht Covers, che chiude completamente il pozzetto, mantenendo calore e asciutto. “Non c’è giorno in cui non sia felice di questa scelta”, ammette Amy. Anche quando James è sottocoperta e lei resta sola con i bambini, la tranquillità non manca.
Vita a bordo tra imprevisti e piccoli piaceri
Sulla Zina, una barca di 74 piedi, la routine si alterna tra imprevisti e piccole conquiste. Un dettaglio che fa la differenza? Una lavatrice vecchia di 25 anni. “Pensavo mi sarebbe piaciuta, ma dopo due mesi posso dire che è il mio oggetto preferito”, scherza Amy. Tra pannolini, cibo che cade e pozzanghere, il bucato non manca mai.
Ogni giorno porta una nuova sfida: dal tempo imprevedibile alle manovre nei porti norvegesi, dove ogni ormeggio ha regole diverse. “Arriviamo sempre con gli occhi aperti per capire come si legano le barche qui”, racconta Amy. Un esercizio che spera insegni ai figli ad adattarsi a ogni situazione.
Un rito serale che non manca mai
La sera, mentre il vento soffia tra i fiordi norvegesi e i bambini si stringono nelle coperte, Amy si prende un attimo per sé: accarezza il timone della Zina e sussurra un saluto alla barca che li ha portati fin lì. Un piccolo rituale, quasi scaramantico, che chiude ogni giornata di navigazione.