Milano, 13 febbraio 2026 – Accesso negato e una schermata di errore: è la sorpresa che questa mattina hanno trovato davanti a sé centinaia di utenti italiani che hanno provato a entrare su vari siti web, da portali istituzionali a piattaforme di servizi. Tra le 8.30 e le 10.00, diversi utenti hanno segnalato il problema, scatenando subito reazioni sui social. Diverse aziende sono state costrette a intervenire per fare chiarezza. Stando alle prime informazioni, il messaggio “403 – Forbidden” sarebbe comparso dopo un aggiornamento dei sistemi di sicurezza.
Il significato dietro il messaggio “403 – Forbidden”
Il codice 403 indica che chi prova a entrare non ha i permessi per accedere alla pagina richiesta. “Non è un guasto al server, ma una restrizione voluta”, spiega Giovanni Rizzi, esperto di sicurezza digitale al Politecnico di Milano. In pratica, il sito riceve la richiesta ma decide di bloccarla. “Succede spesso dopo modifiche ai firewall o ai sistemi di accesso”, aggiunge Rizzi, ricordando che queste misure servono a evitare intrusioni non autorizzate o attacchi.
I siti coinvolti e la risposta degli utenti
Tra i siti bloccati ci sono portali pubblici come il Comune di Milano, servizi bancari online e alcuni giornali. Già dalle prime ore molti hanno iniziato a segnalare il problema: “Non riuscivo a scaricare un certificato, pensavo fosse un mio problema”, racconta Elena Bianchi, impiegata di Porta Romana. Sui profili ufficiali, alcune amministrazioni hanno pubblicato brevi messaggi per tranquillizzare: “Stiamo lavorando per ripristinare tutto”, si leggeva sul profilo X del Comune.
Cosa ha causato il blocco
Fonti interne a una grande società di hosting spiegano che l’errore è nato dopo un aggiornamento automatico delle regole d’accesso ai server. “Abbiamo notato anomalie subito dopo aver cambiato le policy di sicurezza”, ammette un tecnico, che però preferisce restare anonimo. Basta un’impostazione sbagliata per bloccare anche chi dovrebbe avere libero accesso. Solo dopo qualche ora i responsabili IT sono riusciti a scovare il problema e a iniziare i lavori per sistemare tutto.
I disagi per cittadini e imprese
Il blocco ha creato problemi concreti a molti. “Avevo un appuntamento per rinnovare la carta d’identità, ma il sito non funzionava”, racconta Marco Lodi di Sesto San Giovanni. Anche le aziende hanno risentito del disservizio: “Non potevamo entrare nel portale fornitori e abbiamo dovuto posticipare alcune consegne”, dice una portavoce di una società logistica in via Mecenate. Nel corso della mattinata la situazione è tornata a posto, anche se non sono mancate critiche.
Un problema che si ripete
Non è la prima volta che succede. A novembre 2025, un aggiornamento dei sistemi cloud aveva causato disagi simili in diverse parti d’Italia. Gli esperti mettono in guardia: “La digitalizzazione porta vantaggi, ma anche nuove debolezze”, osserva Rizzi. Secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, nel 2025 sono stati oltre 2.000 gli incidenti legati a errori di configurazione o attacchi informatici.
Le contromisure e i consigli per gli utenti
Per evitare nuovi blocchi, le aziende stanno puntando su sistemi di controllo più efficaci e sulla formazione del personale tecnico. “Serve attenzione continua e test approfonditi prima di cambiare qualcosa”, sottolinea Rizzi. Nel frattempo, gli utenti sono invitati a segnalare subito eventuali problemi e a non condividere dati sensibili su siti che mostrano errori o si comportano in modo strano.
Solo nel pomeriggio, intorno alle 15, la maggior parte dei portali è tornata accessibile. Ma tra chi lavora nel settore resta chiaro che la sicurezza digitale è una sfida costante: nessuna misura è mai davvero definitiva.