Senigallia, 20 febbraio 2026 – È quasi finito il lavoro per aprire lo sbocco a mare del fosso Sant’Angelo a Senigallia. Adesso, grazie al nuovo canale a cielo aperto, la pioggia fa meno paura a chi abita e lavora nel quartiere Ponterosso. La celebre spiaggia di velluto si presenta diversa: l’arenile è diviso in due da questa nuova apertura. Un cambiamento atteso da anni, che però divide tra chi lavora nel turismo e chi vive in zona.
Sbocco a mare: una svolta che aspettavano da tempo
I lavori sono partiti solo la scorsa settimana. È stato aperto lo sbocco che attraversa la spiaggia, permettendo alle acque del fosso di andare dritte al mare senza ostacoli. Una mossa necessaria, dopo anni di esondazioni: la peggiore nel 2014, poi altre nel 2015, nel 2023 e nel 2024. Ogni volta, case, garage e alberghi si ritrovavano sott’acqua. “Finalmente hanno tolto il tappo al fosso Sant’Angelo – racconta Alberto Tassi, presidente regionale di AssoHotel Confesercenti – quei tubi dove passava l’acqua erano pieni di sabbia. L’hanno scoperto solo quando hanno iniziato a togliere tutto”.
Per Tassi, la situazione era diventata insopportabile. “Chi non ricorda il fosso che straripò il 16 maggio 2023? La foce era quasi completamente chiusa”, aggiunge. La paura di nuove alluvioni era sempre dietro l’angolo, soprattutto quando pioveva forte. “Non si dormiva tranquilli”, confida un residente di via Rovereto, mostrando foto dei garage allagati.
Le alluvioni che hanno segnato il quartiere
Negli ultimi anni, il fosso Sant’Angelo è stato una minaccia reale per chi vive e lavora tra via Rieti e via Torino. Nel luglio 2015, cinque hotel sono finiti sott’acqua proprio in piena stagione turistica. “Alcuni alberghi hanno subito danni pesanti – ricorda Tassi – e anche i residenti hanno dovuto fare i conti con garage sotterranei allagati, anche in giornate di pioggia forte ma senza alluvioni”.
Nel 2023 si è rischiato un’altra esondazione. Solo grazie a un attento controllo – con telecamere e pulizia della griglia davanti ai tubi di via Rovereto – si è evitato il peggio. “Già a fine marzo dell’anno scorso avevo avvisato il sindaco: il canale andava riaperto subito – racconta Tassi – avevo immagini che mostravano come un’altra alluvione fosse stata evitata per pochi centimetri”.
600mila euro per cambiare il volto della zona
Il progetto non si limita all’apertura dello sbocco a mare. Prevede anche la rimozione delle griglie di via Rovereto e un sistema di controllo potenziato. Il costo totale dell’intervento è di 600mila euro. Il Comune punta a risolvere una volta per tutte i problemi del fosso, riducendo il rischio di esondazioni.
Ma non mancano le preoccupazioni per la spiaggia. Il nuovo canale taglia in due l’arenile, rompendo la continuità che da sempre caratterizza la “spiaggia di velluto”. Qualcuno tra gli operatori turistici teme che l’immagine della località possa risentirne. “È un sacrificio che dobbiamo fare – ammette un bagnino storico – ma dovremo abituarci a questa novità”.
La richiesta dei residenti: “Non richiudete più il fosso”
L’apertura era stata chiesta a gran voce da Confesercenti e dai residenti, stanchi di ritrovarsi con le cantine piene d’acqua dopo ogni temporale. Ora la speranza è che non si torni indietro. “Questo episodio deve restare nella memoria della città – insiste Tassi – perché il rischio è che tra qualche anno si ripeta lo stesso errore. Il fosso deve rimanere aperto”.
Solo così, forse, la pioggia tornerà a essere un evento normale, non una minaccia costante per chi vive e lavora a Senigallia. Intanto, a Ponterosso si respira un cauto sollievo. “Almeno ora possiamo guardare il cielo senza paura”, dice una commerciante di via Torino, mentre osserva gli ultimi ritocchi al nuovo canale.