Orzinuovi, 2 febbraio 2026 – Domenica 15 febbraio, dopo cinquant’anni di storia, il ristorante Delfino di Orzinuovi chiuderà definitivamente. Un capitolo che si chiude per questa cittadina bresciana, dove dal 1976 quel locale ha portato un pezzo di Costiera amalfitana nel cuore della pianura padana. La famiglia Polidoro ha preso questa decisione “con grande tristezza”, spiegano i titolari, ma con la soddisfazione di aver lasciato un segno indelebile nella tradizione gastronomica del territorio.
Il sogno mediterraneo di Salvatore e Caterina
Tutto è iniziato nel 1976, quando Salvatore Polidoro, originario di Maiori, insieme alla moglie Caterina ha preso in gestione la vecchia “Locanda Venezia” della famiglia Bertelè. All’epoca, il pesce fresco era una rarità da queste parti. “All’inizio per farlo piacere ai bresciani, lo spaghetto alle vongole lo condito con il pomodoro”, ricorda Salvatore, che ha sempre visto l’ospitalità come un’arte vera e propria. Il pesce arrivava ogni giorno da Chioggia, scelto con cura, mentre Caterina, aiutata per anni dalla sorella Liliana, ha creato una cucina che ha conquistato generazioni di clienti.
Piatti cult e ospiti di prestigio
Nel tempo, il Delfino è diventato un punto di riferimento non solo per chi amava il pesce, ma anche per chi cercava una pizza fuori dal comune. Tra i piatti più richiesti c’erano lo spaghetto al nero di seppia e il fritto misto, entrambi protagonisti di quattro servizi televisivi su “Mela Verde”. La pizza, per molti clienti affezionati, era la migliore della zona. Il locale, rinnovato nel 1990, ha ospitato personaggi di spicco del mondo politico e dello spettacolo: da Francesco Cossiga a Vittorio Sgarbi, da Josè Carreras a Riccardo Cocciante. “Abbiamo sempre cercato di far sentire tutti a casa”, racconta Caterina, mostrando una vecchia foto in bianco e nero appesa vicino al bancone.
Una famiglia tra cucina e sala
Il ristorante non era solo un lavoro, ma una vera casa. Qui sono cresciuti i figli Enza e Paolo, che col tempo hanno preso in mano la gestione della sala e l’accoglienza. “Abbiamo imparato tutto dai nostri genitori”, dice Enza, mentre Paolo ricorda le calde serate estive con il locale pieno e il profumo di mare che sembrava arrivare fino a Orzinuovi. La famiglia Polidoro ha affrontato anche momenti duri: il più difficile nel 1989, quando un incidente stradale ha portato via il figlio Nello. “Quella è stata la prova più dura – confessa Salvatore – ma siamo riusciti a rialzarci grazie al lavoro e all’affetto dei clienti”.
Un addio che lascia il segno
La chiusura del Delfino non è solo la fine di un’attività. Per molti a Orzinuovi e dintorni, significa perdere un luogo dove si sono festeggiati anniversari, battesimi, semplici cene tra amici. “Dal 15 febbraio Orzinuovi si sveglierà un po’ più lontana dal mare”, dicono i Polidoro con un filo di malinconia. Ma resta la certezza di aver regalato, per mezzo secolo, un sogno mediterraneo a chiunque abbia varcato quella soglia.
E ora? Il futuro del Delfino
Che ne sarà ora degli spazi del ristorante? Al momento non c’è niente di deciso. La famiglia Polidoro preferisce prendersi una pausa dopo tanti anni passati tra fornelli e tavoli. “È tempo di riposare”, dicono senza rimpianti, ma con gratitudine verso una clientela che li ha sempre sostenuti. In paese si parla già di quanto sarà difficile colmare il vuoto lasciato da quel pezzo di mare trapiantato nella Bassa bresciana.
Il Delfino chiude le sue porte, ma resta nella memoria come simbolo di accoglienza e passione per la buona cucina. Un pezzo di storia locale che se ne va senza clamore, con la discreta dignità delle cose autentiche.