Brest, 26 gennaio 2026 – Thomas Coville, il navigatore francese, ha scritto un nuovo capitolo nella storia della vela. Con il suo trimarano Sodebo Ultim 3, ha conquistato il record del giro del mondo in equipaggio più veloce di sempre. L’impresa, portata a termine insieme a sei compagni, si è conclusa domenica mattina nel porto di Brest, dopo 40 giorni, 10 ore e 45 minuti di navigazione senza sosta. Un tempo che batte di quasi tredici ore il precedente primato di Francis Joyon, stabilito nel 2017.
Un arrivo da brividi tra folla e commozione
All’alba, sul molo di Brest, centinaia di persone si sono radunate per festeggiare Coville e il suo equipaggio. Volti stanchi, abbracci calorosi con i familiari, qualche lacrima di gioia. “È quasi incredibile”, ha confessato Coville, 57 anni, ancora con i capelli in disordine e visibilmente provato. Tra la folla anche volti noti della vela francese come Titouan Lamazou, Olivier de Kersauson e Armel Le Cléac’h. De Kersauson, che nel ’97 aveva preso Coville come mozzo nella sua prima sfida per il Trofeo Jules Verne, ha commentato: “Con il mare di questi ultimi giorni ci voleva davvero un cuore di ferro”.
Un sogno inseguito per anni
La partenza era avvenuta il 15 dicembre da Ouessant. Da lì, Coville e i suoi – Benjamin Schwartz, Léonard Legrand, Frédéric Denis, Pierre Leboucher, Guillaume Pirouelle e Nicolas Troussel – hanno coperto oltre 52.440 chilometri a una media di 29,17 nodi (circa 54 km/h). Un ritmo serrato, interrotto solo dal maltempo. La tempesta Ingrid, con raffiche fino a 100 chilometri orari, ha rischiato di mandare tutto all’aria a poche miglia dal traguardo.
Coville non ha nascosto l’emozione: “Questi sei ragazzi avevano il potenziale per essere i migliori al mondo. L’hanno dimostrato davvero superando Capo Horn”, ha detto ai giornalisti dell’AFP. Il record del Trofeo Jules Verne, ispirato al celebre romanzo “Il giro del mondo in 80 giorni”, durava dal 2017. “Ci abbiamo provato quattro volte prima di riuscirci”, ha ammesso.
La vittoria che corona una carriera
Per Coville, questa è “la consacrazione di una vita in mare”. Il navigatore bretone aveva già vinto il Trofeo Jules Verne da membro degli equipaggi di De Kersauson e Franck Cammas (nel 2010), ma mai da capitano. Negli ultimi anni ha tentato più volte: gli ultimi due tentativi si erano fermati per guasti tecnici tra dicembre 2024 e gennaio 2025.
“Non mollo mai. Sono abituato ad arrivare fino in fondo. Oggi sento che questa tenacia ha pagato”, ha raccontato Coville ai cronisti. Con questo successo, il navigatore completa il suo decimo giro del mondo, uno dei più importanti dopo il record in solitaria del 2016 (49 giorni e 3 ore), poi superato da François Gabart.
L’impresa che conquista anche l’Eliseo
Sui social, il presidente francese Emmanuel Macron ha definito il traguardo del team Sodebo “un’impresa eccezionale”. Un riconoscimento che va oltre lo sport e sottolinea il valore simbolico della sfida: “È la prima volta che una barca volante completa il giro del mondo senza soste in così poco tempo”, ha sottolineato Coville.
Il Trofeo Jules Verne, creato nel 1993, è uno dei trofei più duri della vela oceanica. Con questa vittoria, Coville e il suo equipaggio entrano nella ristretta cerchia dei dieci team capaci di portare a termine la sfida.
“Passare la linea d’arrivo dà una gioia che dura poco”, ha riflettuto Coville. “La vera felicità arriva solo quando torni a terra e capisci che ce l’hai fatta davvero”. Parole che raccontano bene lo spirito di chi vive il mare come una sfida e una casa.