Favignana, 8 febbraio 2026 – Un esemplare di Caravella portoghese è stato avvistato ieri a pochi metri dalla costa di Favignana, nelle Egadi. La segnalazione è arrivata nel primo pomeriggio da un residente del posto, subito raccolta dall’Area Marina Protetta delle Egadi. Sono stati chiamati in causa i ricercatori dell’Ispra, che hanno attivato le procedure per il recupero e lo studio dell’organismo. L’episodio torna a mettere sotto i riflettori i rischi legati alla presenza di specie aliene invasive nei nostri mari, un fenomeno in crescita che preoccupa esperti e istituzioni.
Caravella portoghese nel Mediterraneo: perché fa paura
La Caravella portoghese (nome scientifico Physalia physalis) non è una medusa, come molti credono, ma un idrozoo coloniale che arriva dall’Atlantico. Gli esperti dell’Ispra spiegano che questa specie può entrare nel Mediterraneo grazie alle correnti che passano nello Stretto di Gibilterra. In Italia, le segnalazioni più frequenti arrivano da Sardegna, isole Pelagie e dalla costa vicino a Messina. “Si muove in media a 20 metri al minuto”, dicono i ricercatori, “e quando c’è vento favorevole può coprire fino a 28 chilometri al giorno”.
Non è una novità, ma gli avvistamenti stanno aumentando. In Australia, lungo la costa orientale, la Caravella portoghese provoca ogni anno più di 10 mila punture. Nel Mediterraneo per ora i casi sono pochi, ma non si può abbassare la guardia.
Come riconoscerla e cosa fare se la si incontra
Riconoscere la Caravella portoghese è abbastanza semplice: ha una specie di vescica galleggiante, chiamata pneumatoforo, trasparente o di colore violaceo, che resta in superficie. Da lì partono tentacoli lunghi anche più di dieci metri, pieni di cellule urticanti. “Il contatto diretto può causare dolore e, in persone più sensibili, problemi più seri”, avvertono dall’Area Marina Protetta delle Egadi.
Le autorità invitano a non avvicinarsi e a segnalare subito la presenza alle forze dell’ordine o agli enti competenti. “Abbiamo già messo in moto la procedura per recuperare e conservare l’esemplare”, ha detto Stefano Donati, direttore dell’area marina. L’obiettivo è permettere agli scienziati di studiare l’organismo e capire se la specie sta diffondendosi.
Specie aliene nei mari italiani: un problema che cresce
La presenza della Caravella portoghese fa parte di un fenomeno più ampio: quello delle specie aliene invasive che stanno cambiando gli equilibri nei mari italiani. Secondo l’Ispra, negli ultimi anni sono aumentate le segnalazioni di organismi arrivati da altri mari, spesso trasportati dalle correnti o dall’uomo.
“Il Mediterraneo è un mare chiuso e delicato”, ricorda il biologo marino Andrea Cattaneo. “L’arrivo di nuove specie può avere conseguenze imprevedibili sulla biodiversità locale”. Per questo si sono intensificate le campagne di sensibilizzazione: l’estate scorsa, ad esempio, l’Ispra e l’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del CNR di Ancona hanno lanciato l’iniziativa “Attenti a quei 4!”, dedicata proprio alle specie marine più pericolose.
Attenzione e collaborazione: cosa ci aspetta
Le autorità e i centri di ricerca chiedono a residenti e turisti di stare all’erta quando sono in mare. Nei punti più frequentati delle Egadi sono stati messi cartelli informativi. “La collaborazione di tutti è fondamentale”, insiste Donati, “solo con segnalazioni rapide possiamo intervenire bene”.
Nel frattempo, gli studi sull’esemplare preso a Favignana continuano. I risultati saranno condivisi con la comunità scientifica internazionale per aggiornare la mappa della diffusione della Caravella portoghese nel Mediterraneo. Un lavoro silenzioso, ma essenziale, mentre il mare cambia davanti agli occhi di chi lo vive ogni giorno.