La commissaria accelera sulla condotta sottomarina per fermare gli scarichi in mare

Gallipoli, 21 novembre 2025 – La condotta sottomarina per gli scarichi a mare di Gallipoli accelera finalmente. La commissaria prefettizia Erminia Tarsia, che ha preso in mano i poteri del consiglio comunale, ha dato il via libera alla variante urbanistica indispensabile per far partire i lavori. Un intervento atteso da anni, che porterà le acque reflue trattate del depuratore consortile a oltre 6 chilometri dalla costa, a 30 metri di profondità. L’obiettivo è chiaro: mettere fine ai problemi di scarichi e ai divieti di balneazione che colpiscono il litorale.

Variante urbanistica approvata, si parte con le aree di ingresso

Con una delibera firmata a Palazzo Balsamo, la commissaria Tarsia ha ufficializzato la variante urbanistica necessaria per realizzare la condotta. Le aree d’ingresso alla città, tra la rotatoria e la recinzione del mercato ittico – che non ha mai aperto – sono state definite come “attrezzature e impianti tecnologici di servizio pubblico”. Qui sorgerà l’impianto di sollevamento che spingerà i reflui verso il mare aperto.

Tarsia ha spiegato che si tratta di uno degli ultimi passaggi per ottenere il Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale), che include anche la valutazione d’impatto ambientale e le autorizzazioni necessarie. “Abbiamo scelto di procedere senza attendere ulteriori passaggi in Regione, per dare una risposta rapida a un’opera che la comunità aspetta da tempo”, ha detto la commissaria.

Passi avanti nell’iter: conferenza dei servizi e prossimi impegni

Il percorso burocratico ha segnato un momento importante lo scorso 10 giugno, durante la quarta seduta della conferenza dei servizi. In quell’occasione sono stati raccolti i pareri favorevoli degli enti coinvolti, con alcune prescrizioni tecniche da rispettare. Il via libera definitivo del Paur arriverà appena saranno completate la valutazione d’impatto ambientale del Servizio Via/Vinca della Regione Puglia e l’autorizzazione paesaggistica dalla Sezione tutela e valorizzazione del paesaggio.

La variante urbanistica adottata dal Comune ora permette di destinare le aree per l’impianto, che sarà gestito da Acquedotto Pugliese (Aqp). L’azienda si occuperà di tutte le operazioni preliminari: frazionamento dei terreni, manutenzione, eventuale sistemazione a verde e creazione di parcheggi conformi alle norme.

Un investimento da 16 milioni per ripulire il mare

La condotta sottomarina rientra nel Piano 2024-2029 dell’Autorità Idrica Pugliese e vale complessivamente 16 milioni di euro, finanziati con fondi Por Puglia 2014-2020. Il consiglio direttivo dell’Autorità ha approvato un budget iniziale di 13 milioni e 800 mila euro.

Il tubo partirà dal litorale di Torre Sabea, portando le acque depurate a circa 6,5 chilometri dalla costa e a 30 metri di profondità. Lo scopo è permettere di riaprire in sicurezza al bagno le spiagge oggi interdette entro i 500 metri dagli scarichi.

Ambiente e confronto pubblico: dubbi e rassicurazioni

Il progetto ha acceso un dibattito tra cittadini e associazioni ambientaliste, preoccupati per le conseguenze sull’ecosistema marino. La Regione Puglia ha assicurato che il piano rispetta l’ambiente e protegge le praterie di posidonia oceanica. “Abbiamo lavorato per evitare interferenze con il porto turistico di Porto Gaio”, spiegano i tecnici regionali, sottolineando che il progetto è stato studiato per non bloccare possibili ampliamenti del porto.

Questa condotta va di pari passo con il riutilizzo delle acque depurate in agricoltura, già attivo grazie all’impianto di affinamento vicino al depuratore di via Scalelle. Un’opportunità in più per un territorio che punta anche alla sostenibilità delle risorse idriche.

Prossimi passi e futuro dell’impianto

La gestione dell’impianto resterà pubblica: le aree rimarranno di proprietà del Comune, mentre la conduzione sarà affidata ad Acquedotto Pugliese. I lavori potranno partire solo dopo il via libera definitivo delle autorizzazioni regionali. “Contiamo di chiudere l’iter entro pochi mesi”, ha confidato una fonte vicina all’amministrazione.

Nel frattempo, Gallipoli aspetta risposte certe su tempi e modalità di realizzazione. Il tema degli scarichi a mare resta al centro del dibattito locale, tra tutela dell’ambiente e sviluppo turistico.

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