La Groenlandia e il mistero del livello del mare in calo: ecco perché è unico al mondo

Copenaghen, 7 febbraio 2026 – Il livello del mare intorno alla Groenlandia potrebbe abbassarsi fino a 90 centimetri entro la fine del secolo. A prima vista sembra un controsenso, ma è quanto emerge da uno studio uscito a fine gennaio su Nature Communications. Un gruppo di ricercatori della Columbia University ha analizzato il comportamento della calotta glaciale groenlandese e le conseguenze locali del suo scioglimento, in un mondo sempre più caldo.

Il mare si ritira, il paradosso della Groenlandia

Mentre il pianeta si confronta con l’innalzamento globale dei mari causato dallo scioglimento dei ghiacci, la Groenlandia potrebbe vivere un fenomeno opposto: il mare potrebbe ritirarsi lungo le sue coste. Un paradosso, spiegano gli esperti, che nasce da due cause principali: il cosiddetto “rimbalzo” del terreno, cioè la terra che si alza quando il peso dei ghiacci diminuisce, e la riduzione della forza di attrazione gravitazionale della calotta in contrazione.

“Qui gli effetti saranno molto diversi rispetto al resto del mondo”, ha detto Jacqueline Austermann, geofisica e coautrice dello studio, in un intervento sul blog della Columbia Climate School. Le sue parole arrivano mentre tutta la comunità scientifica segue con attenzione i cambiamenti nell’Artico.

La terra che si solleva: il fenomeno dell’isostasia

L’isostasia non è una novità per chi studia la terra. È un equilibrio gravitazionale che si vede anche in Canada, Patagonia e Antartide: quando i ghiacciai si sciolgono, l’acqua finisce negli oceani, ma il terreno si solleva perché è meno compresso dal peso del ghiaccio. In Groenlandia questo meccanismo potrebbe far abbassare il livello del mare lungo la costa, anche se nel complesso lo scioglimento fa salire le acque a livello globale.

Secondo lo studio, il calo potrebbe arrivare a 90 centimetri entro il 2100. Se si confermasse, questo cambiamento modificherebbe profondamente la geografia costiera dell’isola e avrebbe un impatto diretto sulle comunità che vivono lì.

Cosa significa per chi vive in Groenlandia

Le conseguenze non sono solo sulla carta. Le strutture lungo la costa — porti, strade, depositi — sono state progettate per i livelli attuali del mare. “Le comunità potrebbero ritrovarsi improvvisamente lontane dall’acqua”, spiega Austermann. Questo potrebbe mettere in difficoltà la pesca, la navigazione e addirittura la sicurezza alimentare di chi abita l’isola.

In più, un livello del mare più basso potrebbe influenzare anche i ghiacciai che finiscono in mare. Potrebbe succedere che alcuni fronti glaciali si stabilizzino e rallentino lo scioglimento. “Non sappiamo però se l’abbassamento sarà abbastanza forte da farlo davvero”, precisa la ricercatrice.

Groenlandia e geopolitica: una nuova attenzione globale

Negli ultimi mesi la Groenlandia è tornata sotto i riflettori, non solo per i cambiamenti climatici. Il presidente americano Donald Trump ha rilanciato l’idea di un interesse strategico sull’isola, ufficialmente per motivi di sicurezza. Ma molti analisti ritengono che il vero motivo siano le ricchezze naturali nascoste sotto il ghiaccio: minerali delle terre rare, uranio, ferro e forse anche petrolio e gas.

Gli abitanti dell’isola hanno risposto con forza: “La Groenlandia non è solo ghiaccio”, hanno ribadito più volte. Eppure, il futuro della regione sembra legato sia alle sue risorse che ai mutamenti climatici in corso.

Il campanello d’allarme del clima

Un grafico della NASA mostra come dal maggio 2002 la Groenlandia abbia perso sempre più ghiaccio: ogni 360 gigatonnellate sciolte fanno salire il livello globale del mare di 1 millimetro. Dal 2002 a oggi, questo effetto ha fatto aumentare il mare di circa 63 millimetri.

“La Groenlandia è il nostro canarino nella miniera”, scrive la NASA. È un segnale chiaro per tutti: se i ghiacciai si sciolgono e la terra si solleva, le catene di approvvigionamento alimentare potrebbero rompersi. E in quel momento, nessuno potrà dirsi davvero al sicuro.

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