Buenos Aires, 7 febbraio 2026 – Una medusa fantasma gigante, grande quanto uno scuolabus, è stata avvistata per la prima volta nelle acque profonde al largo dell’Argentina tra dicembre e gennaio. A scoprirla è stato un gruppo di scienziati dell’Università di Buenos Aires e del Consiglio nazionale delle ricerche scientifiche e tecniche (Conicet), durante una spedizione sulla nave da ricerca Falkor. L’esemplare, una Stygiomedusa gigantea, è stato individuato a circa 250 metri di profondità, in un tratto di mare vicino alla Terra del Fuoco.
Una scoperta rara nelle profondità argentine
Il team racconta che la Stygiomedusa gigantea non è una presenza comune nei mari del Sud America. La sua campana può arrivare fino a un metro di diametro, mentre le quattro braccia, sottili e scure come nastri, si allungano fino a dieci metri. “Non ci aspettavamo tanta biodiversità nelle acque profonde argentine”, ha detto María Emilia Bravo, responsabile della spedizione, in un’intervista a El Pais. La sorpresa degli scienziati è stata grande: la medusa è comparsa all’improvviso davanti alle telecamere subacquee, muovendosi lentamente nell’acqua scura.
La spedizione sulla Falkor e il lavoro degli scienziati
La nave da ricerca Falkor è partita da Buenos Aires all’inizio di dicembre, con a bordo biologi marini, tecnici e operatori video. L’obiettivo era esplorare la piattaforma continentale argentina, un’area ancora poco conosciuta per la fauna degli abissi. Durante il viaggio verso sud, la squadra ha effettuato immersioni con robot in diversi punti chiave, raccogliendo immagini e campioni. L’incontro con la medusa gigante è avvenuto a tarda sera, a circa 40 miglia nautiche dalla costa della Terra del Fuoco.
Caratteristiche della Stygiomedusa gigantea
La Stygiomedusa gigantea è una delle meduse più misteriose degli oceani. Secondo i dati raccolti, l’esemplare osservato aveva una campana trasparente e quattro braccia lunghe e flessibili, senza i classici tentacoli urticanti. Gli scienziati stimano che la lunghezza totale superasse i dodici metri. “Si muoveva con una lentezza quasi ipnotica”, ha raccontato uno dei biologi a bordo, “sembrava fluttuare senza fatica nel buio”. In passato, questa specie è stata avvistata solo poche volte: meno di cento segnalazioni in tutto il mondo negli ultimi cento anni.
Cosa significa per la biodiversità marina
La scoperta ha acceso l’attenzione della comunità scientifica internazionale. Per Bravo, la presenza della medusa fantasma gigante indica che le acque profonde dell’Atlantico sud-occidentale nascondono ancora forme di vita poco conosciute. “Questi organismi sono segnali importanti per capire la salute degli ecosistemi marini”, ha spiegato la ricercatrice argentina. Ora il team si concentrerà sull’analisi di video, foto ad alta risoluzione e campioni d’acqua per capire meglio il ruolo della Stygiomedusa nella catena alimentare locale.
Prossimi passi e nuovi orizzonti
Il gruppo di ricerca dell’Università di Buenos Aires e del Conicet vuole continuare le esplorazioni nei mesi a venire, puntando alle zone meno accessibili della piattaforma continentale. “Abbiamo appena scalfito la superficie”, ha ammesso Bravo, sottolineando come i robot subacquei abbiano aperto nuove strade per studiare gli abissi. Intanto, le immagini della medusa gigante stanno circolando nei laboratori oceanografici di tutto il mondo, a ricordarci quanto ancora ci sia da scoprire sotto il mare.