Parigi, 2 novembre 2025 – La Transat Café L’OR, la regata oceanica che coinvolge quattro classi di imbarcazioni, entra nel suo ottavo giorno con una situazione ancora tutta da decifrare. Il traguardo di Martinica è lontano, e le condizioni meteo sull’Atlantico stanno mettendo a dura prova sia gli equipaggi sia gli organizzatori. Nessuna delle flotte – dagli ULTIM ai Class40 – può dirsi al sicuro. Il meteo continua a scombinare strategie e certezze.
Atlantico imprevedibile, regata a rischio
L’obiettivo degli organizzatori di vedere tutte le classi tagliare il traguardo a Martinica rischia di svanire davanti a un Atlantico insolitamente complicato. “Rispetto al 2023, quando la corsa era stata abbastanza lineare dopo qualche problema iniziale, quest’anno è tutta un’altra storia”, spiega uno degli addetti ai lavori. Le flotte si sono trovate a fare i conti con doldrum lenti, squall improvvisi e venti ballerini. Il percorso degli ULTIM è stato accorciato: ora puntano dritti verso i Caraibi dopo aver doppiato le isole di Saint Peter e Saint Paul. In testa, SVR Lazartigue, guidato da Tom Laperche, dovrebbe passare il waypoint tra questa sera e la notte.
ULTIM: SVR Lazartigue allunga, ma la fatica si fa sentire
Gli ULTIM, abituati a navigare a grandi velocità, hanno dovuto rallentare nei doldrum, tra raffiche imprevedibili e cambi di vento repentini. “Abbiamo speso un’enorme quantità di energia nelle ultime 24 ore”, ha raccontato Tom Laperche questa mattina. “All’inizio abbiamo cambiato quasi tutte le vele in poco tempo. Poi, con un po’ più di spazio tra le nuvole e gli squall, la barca ha ricominciato a volare. Siamo partiti fortissimo, ma almeno siamo riusciti a dormire a turno. Ora va meglio, anche se la stanchezza si sente”. Il trimarano blu ha guadagnato oltre 150 miglia sui diretti inseguitori – Sodebo 3 (Coville-Schwarz) e Actual 3 (Marchand-Villion) – che navigano vicini tra loro. Più indietro, Banque Populaire XI arranca nei doldrum: il distacco da SVR Lazartigue supera le 330 miglia.
Ocean Fifty: Edenred resiste, ma la pressione cresce
Tra i trimarani da cinquanta piedi la situazione resta in bilico. Edenred (Le Roch-Bourgnon) mantiene un vantaggio di una ventina di miglia su Edenred 5, ma la rotta verso ovest è ancora lunga. “Il vento è debole”, ha spiegato Manu Le Roch. “Pensiamo che la nostra scelta sia stata giusta, anche se qualche dubbio rimane: siamo ancora lontani dagli altri e cambiare rotta adesso non avrebbe senso. Ieri loro viaggiavano a 22 nodi, noi a 3: ci siamo detti che sarebbe stata dura”. La flotta si muove ai margini settentrionali dei doldrum, con velocità basse e poche certezze.
IMOCA: Charal guida il gruppo, italiani in evidenza
Nella classe IMOCA, la coppia francese Beyou-Lagravière su Charal ha sfruttato al massimo una manovra di gybe, guadagnando terreno sui rivali. “Abbiamo messo il turbo”, scherza uno dei due skipper. Il vantaggio su MACIF Santé Prévoyance (Goodchild-Berrehar) è di circa 41 miglia, mentre in terza posizione resistono Francesca Clapcich e Will Harris (11th Hour Racing). Harris ha ammesso: “Non volevamo finire più a est di loro, ma dopo la virata si è creata una separazione che non avevamo previsto. Ora hanno vento migliore e sono i più veloci”. Gli italiani Luca Rossetti e Matteo Sericano (Maccaferri Futura), dopo la ripartenza da La Coruña, guidano il gruppo verso ovest, navigando di bolina.
Class40: Rossetti-Sericano in testa, ma la sfida è lunga
Dopo una sosta tecnica forzata nella prima tappa per problemi elettrici, l’equipaggio italiano su Macaferri Futura si è portato al comando tra i Class40. Rossetti mantiene i piedi per terra: “La situazione è già complicata, sia dal punto di vista tattico che strategico. La barca sbatte sulle onde, siamo ancora di bolina e dobbiamo evitare le zone senza vento. Sì, siamo davanti, ma mancano ancora oltre 3000 miglia: non è il momento di guardare la classifica”. Dietro, lo spagnolo Pep Costa (con Pablo Santurde) ha scelto una rotta più a nord: “Il vento cala piano piano, speriamo in una rotazione per andare più a ovest come dicono i modelli meteo. L’Atlantico è complicato e al momento non sembra esserci molto vento portante”.
Condizioni dure per tutti: tra strategia e resistenza
La regata si sta trasformando in una partita a scacchi – lo dice lo stesso Rossetti – dove ogni mossa può cambiare gli equilibri. Alcuni skipper devono anche fare i conti con problemi fisici: la tedesca Sanni Beucke, reduce da un infortunio al ginocchio, racconta di manovre rallentate e notti difficili con la barca sbandata a 35 gradi. “Faccio quasi tutto dal pozzetto”, ammette.
Mentre l’Atlantico continua a sorprendere con le sue insidie, nessuna delle quattro flotte può permettersi distrazioni. La rotta verso Martinica resta incerta: solo chi saprà leggere meglio il meteo e gestire le energie potrà sperare di arrivare davanti.