Ravenna, 24 febbraio 2026 – Mareggiate e onde alte continuano a battere la costa dell’Emilia-Romagna, scavando sempre di più sull’arenile e lasciando segni ben visibili. L’allarme arriva da Legacoop Emilia-Romagna, dopo le ultime allerte della Protezione civile e i bollettini di Arpae che parlano chiaro: la situazione sta peggiorando. Non tutta la costa è colpita allo stesso modo, ma i “buchi” nella sabbia ormai si vedono in tanti punti, dal Lido degli Estensi fino a Misano. La richiesta è netta: la Regione deve mettere in campo una strategia a lungo termine, coinvolgendo enti locali e operatori, per difendere un patrimonio che è al tempo stesso identità e motore dell’economia locale.
Erosione costiera, i punti più critici e le prime preoccupazioni
Per Stefano Patrizi, responsabile balneazione di Legacoop Emilia-Romagna, le zone più colpite sono il Lido degli Estensi, subito a sud di Lido di Spina, i lidi nord di Ravenna, Valverde di Cesenatico, Bellaria, la costa a sud di Riccione e infine Misano. “In molti casi – spiega Patrizi – l’arenile è compromesso in modo serio, non solo nelle aree di ombreggio, ma fino agli stabilimenti balneari”. Un quadro che preoccupa parecchio, specie con l’estate ormai alle porte. “La spiaggia in Emilia-Romagna non è solo un luogo, è una vera identità e una risorsa fondamentale – aggiunge Patrizi – ma quello che abbiamo fatto finora rischia di non bastare più”.
Il grande ripascimento del 2022 e perché non basta
L’ultimo intervento importante di ripascimento risale al 2022. Furono interessati circa 15 chilometri di costa, con un grande apporto di sabbia presa da giacimenti fossili al largo. Un’operazione costosa, che però, secondo Legacoop, ha un effetto temporaneo. “I risultati di questi lavori – precisa Giorgia Gianni, responsabile balneazione Legacoop Romagna – durano solo pochi anni. Ora è il momento di aprire un confronto serio con la Regione, coinvolgendo cooperative ed enti locali, per capire come muoversi e quali investimenti servono davvero per salvaguardare le nostre spiagge”. Insomma, il ripascimento aiuta, ma da solo non è abbastanza.
Le cooperative in prima linea e la richiesta di un piano condiviso
Le cooperative balneari mettono sul piatto ogni anno circa 2 milioni di euro per tenere in ordine la spiaggia e costruire la duna invernale che protegge la costa. Un impegno costante, che però rischia di essere spazzato via da eventi climatici sempre più forti e frequenti. “Serve una risposta più organica e coordinata”, spiegano da Legacoop. Il settore privato fa la sua parte, ma serve un intervento pubblico che guardi avanti.
Legacoop spinge per un tavolo regionale urgente
“Bisogna agire subito per assicurare che tutto sia pronto in vista della stagione turistica”, conferma Paolo Lucchi, presidente di Legacoop Romagna. “La Regione deve convocare al più presto un incontro con cooperative e enti locali per fare il punto sulla situazione, aggiornare gli studi, investire nella ricerca e mettere in piedi un piano pluriennale per il ripascimento e la protezione della costa”. La richiesta è chiara: non è solo una questione di categoria, ma riguarda tutta la Romagna.
La spiaggia è un bene comune: a rischio turismo ed economia
Proteggere la spiaggia vuol dire anche salvaguardare pinete, centri abitati e l’economia locale. “La spiaggia non è solo un valore ambientale – sottolineano da Legacoop – ma il cuore pulsante del turismo balneare e dell’economia della costa”. Senza interventi seri, avvertono, si rischia di compromettere non solo la prossima stagione estiva, ma la tenuta stessa del territorio.
Aspettando la Regione: la preoccupazione cresce
Per ora, dalla Regione non sono arrivate risposte ufficiali alla richiesta di un tavolo urgente. Gli operatori attendono, mentre le mareggiate continuano a mangiare metri preziosi di spiaggia. Solo un piano condiviso e ben organizzato – spiegano le cooperative – potrà salvare le spiagge romagnole negli anni a venire. Ma tra cabine chiuse e ombrelloni ancora nei depositi, la preoccupazione cresce ogni giorno che passa.