Luca Misculin svela i segreti di Mare aperto a Trento

Trento, 12 novembre 2025 – Giovedì 13 novembre a Trento arriva Luca Misculin, giornalista e scrittore, per presentare il suo nuovo libro, “Mare aperto. Storia umana del Mediterraneo centrale”, edito da Einaudi. L’appuntamento è alle 17.30 nella sede della Fondazione Bruno Kessler in via Santa Croce. Un’occasione per riflettere insieme sull’immenso mare che da sempre è molto più di acqua: un luogo dove Europa e Africa si sfiorano, si osservano e si scontrano.

Mediterraneo: ponte o muro tra due mondi

Nel libro, Misculin – una voce ormai familiare del giornalismo italiano – ripercorre la storia del Mediterraneo centrale, quella striscia d’acqua che divide e al tempo stesso unisce due continenti. “Questo mare può essere un ponte, ma anche una barriera difficile da superare”, spiega l’autore. “Con tutte le sue contraddizioni, la sua durezza, la sua storia profonda, ci parla molto di noi”. Non si tratta solo di geografia: il mare nostrum diventa simbolo delle tensioni e delle speranze che attraversano i nostri giorni.

Il racconto si muove tra passato e presente. Dalle civiltà preistoriche agli imperi classici, fino alle rotte dei migranti di oggi. Un viaggio lungo millenni, ma con un’urgenza che si sente forte proprio adesso. “Ho voluto mostrare come il Mediterraneo sia stato teatro di incontri, ma anche di tragedie. E come oggi continui a essere al centro di storie umane spesso dimenticate”, racconta Misculin.

Vite spezzate e speranze sulle onde

“Mare aperto” non è solo storia. È soprattutto un racconto di vite interrotte e sogni infranti in mezzo al mare. L’autore dedica ampio spazio alle migrazioni contemporanee, un tema che negli ultimi anni ha segnato profondamente il dibattito europeo. Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, solo nel 2024 più di 2.500 migranti sono morti o scomparsi tentando di attraversare il Mediterraneo centrale. Numeri che raccontano la “spietatezza” evocata da Misculin.

Ma il libro non si ferma alle tragedie. Racconta anche la forza di chi prova a resistere, le reti di solidarietà nate sulle due sponde, le storie di chi ce l’ha fatta. “Il Mediterraneo è stato e resta un luogo di scambio, non solo di dolore”, ha sottolineato l’autore durante una presentazione a Milano.

Un incontro per capire il presente

La presentazione di giovedì a Trento arriva in un momento in cui il tema del Mediterraneo torna a occupare un posto centrale nell’agenda politica e culturale italiana. Solo poche settimane fa, il governo ha annunciato nuove misure per controllare le frontiere marittime, mentre le organizzazioni umanitarie continuano a chiedere corridoi sicuri per chi fugge da guerre e povertà.

Alla Fondazione Bruno Kessler, Misculin discuterà con studiosi e cittadini di queste questioni. L’incontro – spiegano gli organizzatori – vuole essere uno spazio aperto per parlare senza pregiudizi delle sfide che attraversano il Mediterraneo: dalla gestione dei flussi migratori alla tutela dell’ambiente marino, fino alle radici storiche dei conflitti che ancora agitano le sue acque.

Un libro per orientarsi tra passato e futuro

“Mare aperto” vuole aiutare a leggere il presente con occhi nuovi. “Solo conoscendo la storia possiamo capire davvero quello che succede oggi”, spiega Misculin in una recente intervista radiofonica. Il libro alterna racconti a ricostruzioni documentate, con uno stile semplice e chiaro anche per chi non è un esperto.

L’appuntamento di Trento – ingresso libero fino a esaurimento posti – promette di essere un’occasione preziosa per ascoltare direttamente dall’autore le storie e le riflessioni raccolte nel libro. Un invito a guardare al Mediterraneo non solo come un confine, ma come uno spazio comune da riscoprire.

Per informazioni sull’evento si può consultare il sito della Fondazione Bruno Kessler o contattare la segreteria organizzativa.

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