Milano, 28 novembre 2025 – Fino al 22 dicembre, alla Galleria Rossana Orlandi, nel cuore pulsante di Milano, si può visitare “L’ultima cena del mare”. Un progetto nato dall’incontro tra la storica maison dell’argento Buccellati e l’architetto e designer Luca Bombassei. Parte del percorso “Tabula rara”, questa mostra offre una riflessione sul vero senso del lusso: non ostentazione, ma una cultura che dura nel tempo, un gesto che resiste alla fragilità del presente.
Un tavolo tra sabbia e radici: la scena di “L’ultima cena del mare”
Al centro della mostra c’è il tavolo Laguna, una scultura in marmo dalle forme morbide, appoggiata su una distesa di sabbia e radici. Intorno, creature in argento Buccellati si arrampicano lungo le gambe del tavolo, come presenze silenziose e preziose. Sul piano, la cena sembra già un ricordo: i contenitori di junk food, riprodotti in vetro, suggeriscono un pasto veloce, quasi improvvisato, ma reso eterno dalla nobiltà dei materiali. “Abbiamo voluto raccontare la memoria di un gesto quotidiano, trasformandolo in qualcosa che rimane”, ha spiegato Bombassei ieri sera, durante l’inaugurazione.
L’atmosfera è sospesa, quasi irreale, e ricorda un paesaggio post-atomico dove la natura e la bellezza convivono in un equilibrio fragile. “Oggi il lusso è resistenza”, ha confidato Andrea Buccellati, presidente onorario della maison. “Non è più solo possesso, ma la capacità di custodire ciò che davvero conta”.
La collezione Marina: creature d’argento tra arte e natura
La protagonista della mostra è la collezione Marina di Buccellati, che trasforma conchiglie esotiche e animali marini in veri e propri oggetti d’arte. Nautilus, Cassis, Bursa Bobo, Melo Diadema: nomi che evocano fondali lontani, riproposti grazie a un elaborato processo di rivestimento in argento. Ogni pezzo – centrotavola, segnaposto o ciotola – nasce dalla paziente lavorazione degli argentieri della maison.
Accanto alle conchiglie, pesci e crostacei come aragoste e pesci vela mettono in mostra la maestria degli artigiani. “Ogni dettaglio è riprodotto con cura estrema”, ha raccontato una delle maestre argentieri presenti all’evento. “Dietro ogni oggetto ci sono ore di lavoro e una continua ricerca sulle forme della natura”.
La collezione ha già ottenuto riconoscimenti internazionali: alcune opere sono esposte in modo permanente all’Huntsville Museum in Alabama. Un legame forte con il mondo marino che invita a immergersi nella calma delle acque coralline, seguendo l’eleganza senza tempo di animali e conchiglie.
Buccellati: tradizione artigiana e innovazione nel design
Fondata all’inizio del Novecento da Mario Buccellati, la maison è oggi sinonimo di alta gioielleria e argenteria. La lavorazione a mano è il tratto distintivo, un’eredità delle antiche botteghe rinascimentali italiane: incisioni minuziose, pietre rare dai colori intensi, oro bianco e giallo lavorati come pizzi. Le forme delle collezioni attuali si rifanno ai disegni d’archivio e alle creazioni storiche del fondatore.
Oggi Buccellati fa parte del gruppo Richemont, ma la famiglia continua a essere coinvolta nella gestione. Le boutique si trovano nelle città più importanti del mondo – da Milano a New York, da Parigi a Tokyo – e nei centri commerciali più esclusivi.
Materia e memoria: un dialogo che emoziona
La collaborazione con Bombassei apre un nuovo capitolo per la maison. “Abbiamo trovato un linguaggio comune”, ha detto il designer milanese. “Io lavoro con la materia e il colore per creare paesaggi emotivi; Buccellati trasforma l’argento in poesia”. Il risultato è un allestimento che invita a riflettere sul tempo, sulla memoria degli oggetti e sulla bellezza che si può trovare anche nei gesti più semplici.
“L’ultima cena del mare” si potrà visitare fino al 22 dicembre. Un’occasione per scoprire da vicino la ricerca di Buccellati tra arte, natura e artigianato d’eccellenza.