Roma, 28 novembre 2025 – Il futuro della sicurezza e della sostenibilità dei mari passa dall’incontro tra tecnologie spaziali e mondo marittimo. È quanto è emerso ieri a Roma, durante il 3° Forum Space&Blue, un evento che ha riunito esperti, manager e rappresentanti delle istituzioni per parlare di innovazione e strategie nel settore. Al centro della scena c’è stato l’intervento di Massimo Claudio Comparini, Managing Director della Divisione Spazio di Leonardo e Presidente del Consiglio di Amministrazione di Thales Alenia Space, che ha tracciato una linea chiara: “Le tecnologie dello spazio e del mare offrono grandi e crescenti possibilità di integrazione”, ha detto sul palco.
Tecnologie spaziali e mare: un legame sempre più forte
Per Comparini, i dati satellitari geospaziali sono oggi uno strumento fondamentale per tenere sotto controllo mari e coste. “Pensate – ha spiegato – a quanto queste tecnologie aiutino nella tutela dell’ambiente, nella sicurezza e nella gestione delle risorse”. Le immagini dai satelliti permettono di osservare in tempo reale fenomeni come l’erosione delle coste, la presenza di inquinanti o i cambiamenti di temperatura superficiale. Un patrimonio di informazioni che fino a pochi anni fa era impensabile avere così rapidamente.
Leonardo, insieme alle sue joint venture Telespazio e Thales Alenia Space, ha investito molto negli ultimi anni per sviluppare sistemi capaci di raccogliere, elaborare e trasmettere dati da ogni angolo del pianeta. “Oggi abbiamo competenze in tutti i campi dello spazio”, ha ricordato Comparini. Un dato che si vede nei fatti: la costellazione satellitare Cosmo-SkyMed, per esempio, è in grado di monitorare vaste aree marine con una precisione di pochi metri.
Sicurezza in mare e gestione delle risorse: le nuove sfide
Uno dei temi più caldi del forum è stata la sicurezza marittima. Le tecnologie spaziali aiutano a scovare movimenti sospetti, seguire le rotte delle navi e prevenire attività illegali come la pesca non autorizzata o il traffico di merci pericolose. “Solo con un sistema integrato tra mare e spazio possiamo garantire un controllo efficace”, ha ribadito Comparini. Per questo è fondamentale la collaborazione tra enti pubblici, forze dell’ordine e operatori privati, così da sfruttare al massimo le potenzialità dell’innovazione.
Altro tema importante è stato quello della gestione delle risorse marine. I dati satellitari servono a monitorare lo stato dei pesci, capire l’impatto delle attività umane sugli ecosistemi e pianificare interventi per salvaguardare l’ambiente. “La vera sfida – ha ammesso un tecnico presente – è trasformare queste informazioni in strumenti concreti per chi lavora ogni giorno in mare”.
Italia ed Europa: verso un sistema integrato
Il forum ha messo in luce come l’Italia sia oggi tra i Paesi guida nello sviluppo di soluzioni che uniscono spazio e mare. Leonardo, Telespazio e Thales Alenia Space sono i pilastri di questo sistema, che coinvolge anche partner europei e internazionali. “Stiamo costruendo un ecosistema in cui mare e spazio comunicano continuamente”, ha detto Comparini, sottolineando l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato.
L’obiettivo è creare una filiera che porti valore non solo economico, ma anche sociale. “Non si tratta solo di tecnologia – ha spiegato un funzionario del Ministero dell’Ambiente – ma di assicurare un futuro sostenibile alle prossime generazioni”. In questa ottica, la formazione di nuove competenze e la promozione della ricerca diventano passi imprescindibili.
Sguardo al futuro: innovazione e sostenibilità
Guardando avanti, i partecipanti al forum si sono trovati d’accordo sull’importanza di continuare a investire in innovazione e sostenibilità. Le sfide del cambiamento climatico, dell’inquinamento marino e della crescente domanda di risorse richiedono risposte rapide e concrete. “Solo così – ha concluso Comparini – potremo parlare davvero di una trasformazione tecnologica italiana ed europea”.
Il messaggio del 3° Forum Space&Blue è chiaro: il dialogo tra spazio e mare non è più un’idea lontana, ma una realtà che sta già cambiando il modo in cui proteggiamo e gestiamo i nostri mari. E l’Italia vuole restare protagonista di questo cambiamento.