Magia di pioggia tra mare e cielo alla Sella del Diavolo!

Cagliari, 9 novembre 2025 – Nonostante le prime piogge d’autunno, una ventina di escursionisti si sono ritrovati domenica mattina sulla Sella del Diavolo, il promontorio che domina il Golfo degli Angeli. Lì hanno percorso il sentiero naturalistico e archeologico che attraversa uno dei luoghi più ricchi di storia e natura della Sardegna. L’iniziativa, organizzata dal Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), ha puntato a far conoscere un sito ancora poco frequentato dal grande pubblico ma fondamentale per la memoria ambientale e culturale dell’isola.

Tra storia e natura: un percorso da scoprire

Nonostante il tempo incerto, con pioggia a tratti e nuvole basse che si mescolavano al mare, il gruppo è partito poco dopo le 9 dal parcheggio di Calamosca. L’escursione ha svelato un paesaggio dove la macchia mediterranea si alterna a scorci sul mare e a testimonianze di antiche civiltà. “Abbiamo trovato la prima fioritura dell’Iris planifolia: è raro vederla così presto, di solito sboccia a dicembre”, ha raccontato una guida, indicando i piccoli fiori azzurri spuntati tra le rocce calcaree.

Il sentiero si snoda tra resti di fortificazioni puniche e romane, postazioni militari della Seconda guerra mondiale e grotte che nei secoli sono state rifugio o deposito. “Ogni pietra qui ha una storia da raccontare”, ha spiegato un volontario del GrIG, mostrando le incisioni lasciate dai soldati italiani durante il conflitto. Il percorso, lungo circa tre chilometri, offre anche splendidi punti panoramici sulla città di Cagliari e sulle saline di Molentargius, dove spiccano i fenicotteri rosa all’orizzonte.

La Sella del Diavolo: un tesoro da proteggere

La Sella del Diavolo è uno dei gioielli naturalistici del Mediterraneo. Ma, come ricordano gli ambientalisti, è sempre a rischio a causa della pressione turistica e delle speculazioni edilizie. “Negli ultimi anni l’interesse per questa zona è cresciuto, ma la tutela non basta mai”, avverte Stefano Deliperi, portavoce del GrIG. Il promontorio è inserito tra i Siti di Interesse Comunitario (SIC) e gode di vincoli paesaggistici, ma la sua vicinanza alla città lo rende fragile.

Secondo l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente Sardegna (ARPAS), qui vivono oltre 400 specie di piante e numerosi uccelli protetti. “La presenza dell’Iris planifolia è solo uno dei segnali della ricchezza botanica locale”, spiega una biologa durante l’escursione. Le guide hanno invitato tutti a non raccogliere fiori né disturbare gli animali: “Basta una foto per portare a casa un ricordo”.

Tra piante rare e tracce di passato

Durante la camminata, si sono potute vedere anche le tracce lasciate dall’uomo nel corso dei secoli: cisterne puniche, mura ciclopiche, postazioni di artiglieria degli anni Quaranta. “Pochi sanno che qui si trovano testimonianze che vanno dai Fenici fino ai Savoia”, ha spiegato una guida storica. Alcuni escursionisti hanno chiesto delle leggende sul nome del promontorio: secondo la tradizione, sarebbe stato il diavolo a modellare la “sella” durante una battaglia con gli angeli.

Il gruppo si è fermato più volte per ammirare il panorama. Il vento portava il profumo salmastro del mare e il rumore delle onde si mescolava alle voci dei partecipanti. “Nonostante la pioggia, è stato un modo diverso e intenso di vivere questo posto”, ha confidato una giovane escursionista. Al termine, verso le 12.30, molti hanno detto che torneranno con amici o parenti.

Difendere la Sella del Diavolo: una sfida aperta

L’iniziativa del GrIG si inserisce in una battaglia più grande per la difesa del territorio sardo, contro l’abusivismo e la privatizzazione delle coste. “La Sella del Diavolo è un simbolo: proteggerla vuol dire difendere l’identità della Sardegna”, ha ribadito Deliperi. Negli ultimi anni sono stati presentati diversi ricorsi contro progetti che mettono a rischio l’area.

Le associazioni chiedono controlli più severi e una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini. “Solo conoscendo questi luoghi possiamo imparare a rispettarli”, ha concluso una guida. Il sentiero della Sella del Diavolo resta aperto tutto l’anno, ma gli esperti consigliano di affrontarlo con guide esperte, soprattutto in caso di maltempo.

Per chi vuole approfondire storia e natura della Sella del Diavolo, il GrIG mette a disposizione materiali e aggiornamenti sul proprio sito. Un invito a scoprire, con rispetto, uno degli angoli più autentici della Sardegna.

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