Messina: il mare come motore dell’Italia, è tempo di decisioni audaci

Genova, 10 giugno 2024 – Il mare come volano dell’economia italiana: questa è la certezza che spinge Stefano Messina, presidente di Assarmatori, a pochi mesi dal Salone Nautico 2025, un evento che si preannuncia decisivo per rilanciare il settore. In un’intervista ad alanews.it, Messina ha raccontato perché il trasporto marittimo, tra sfide nuove e problemi vecchi, resta fondamentale per il futuro del Paese.

Il trasporto marittimo torna al centro

Negli ultimi anni, ha detto Messina, il mare ha ripreso un ruolo da protagonista, non solo nelle strategie politiche, ma anche nella vita di tutti i giorni degli italiani. “Durante la pandemia – ha ricordato – tutti hanno capito cosa vuol dire avere una catena logistica che funziona. E oggi, con le tensioni internazionali e i conflitti in corso, questa consapevolezza è ancora più forte”. Un segnale chiaro è stata la decisione del governo Meloni di creare un Ministero per le Politiche del Mare, una scelta che, secondo Messina, “ha riportato il comparto al centro dell’attenzione”.

Il Salone Nautico è una vetrina importante per tutta la blue economy, un settore che, dice il presidente di Assarmatori, “porta un valore enorme al Paese”. Ma dietro le grandi manifestazioni restano problemi da affrontare con decisione.

Lavoro a bordo: tradizione e nuove sfide per i giovani

Uno dei nodi più urgenti è la formazione e l’ingresso dei giovani nelle professioni marittime. “L’Italia ha una storia marittima antica che non possiamo perdere”, spiega Messina. Alla fine del 2023, il governo ha stanziato fondi per la formazione dei marittimi, permettendo di organizzare vari Career Day in tutta Italia. “La risposta è stata superiore a ogni previsione”, ammette il presidente.

Restano però problemi. Messina parla di un “paradosso inaccettabile”: i marittimi stranieri che lavorano nei servizi internazionali e nelle crociere ricevono aiuti economici, mentre quelli italiani impegnati nei collegamenti a corto raggio non hanno lo stesso sostegno. “Stiamo lavorando per rendere questa carriera più attrattiva – aggiunge – puntando su contratti collettivi più efficaci”. Nel settore, ricorda, “non ci sono disoccupati, né si parla di salario minimo o reddito di cittadinanza”. Eppure, soprattutto d’estate, nei collegamenti con le isole, la mancanza di personale diventa un’emergenza.

Ambiente e flotte: la sfida della decarbonizzazione

Sul fronte ambientale, il mondo dello shipping deve tagliare di molto le emissioni. Le aziende di Assarmatori hanno già messo in campo investimenti in carburanti alternativi e nuove tecnologie. “È un passo importante, ma non basta”, spiega Messina. Le navi più nuove sono equipaggiate con i migliori sistemi per abbattere le emissioni, e quelle più vecchie sono state aggiornate.

Però, per rispettare gli obiettivi europei, serve uno sforzo ancora più grande, soprattutto per rinnovare le flotte dei traghetti. Messina sottolinea l’importanza di destinare al settore i fondi ricavati dal sistema ETS sul trasporto marittimo: “Oggi il 50% di questi soldi va a coprire il debito pubblico, e al comparto arriva solo una piccola parte, insufficiente per fare interventi concreti”.

Burocrazia, tra rallentamenti e semplificazioni

Un altro tema caldo è la burocrazia. Per Messina, il problema non sono le nuove leggi, ma la loro mancanza. “In Parlamento ci sono tre disegni di legge su questo tema – dice – ma nessuno è stato approvato”. Anche proposte a costo zero vengono spesso bocciate.

Un esempio concreto è la possibilità, introdotta nel 2020 durante la pandemia, di far arruolare l’equipaggio direttamente dal comandante o dall’armatore, una misura rinnovata ogni anno per la sua utilità. “Qualche mese fa era stata tolta dal Decreto Milleproroghe, ma grazie all’intervento di alcuni parlamentari è stata confermata”, racconta Messina. Gli armatori chiedono procedure più snelle, tempi certi e digitalizzazione. Solo così si può competere con altri registri europei.

Salone Nautico: tra passione e realtà

Il Salone Nautico richiama un pubblico ampio e appassionato, spesso però lontano da quello che succede davvero nel cuore del sistema marittimo: navi, porti, lavoratori. Messina non ha illusioni: “Non credo che il Salone sia il posto giusto per mettere al centro questi temi”. Però ribadisce che “navi, porti e lavoratori sono la base per competere nel mondo”.

In conclusione, il messaggio di Assarmatori è chiaro: servono decisioni forti e investimenti mirati per fare in modo che il mare resti davvero un motore per l’Italia.

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