Navigating the Storm: Challenges Ahead for SAU Consolidation Effort

Concord, 25 febbraio 2026 – La proposta di tagliare da 109 a 12 le School Administrative Units (SAU) del New Hampshire ha acceso un acceso dibattito martedì durante l’audizione pubblica a Concord. Insegnanti, dirigenti scolastici, membri dei consigli e rappresentanti delle contee hanno sollevato dubbi e preoccupazioni, temendo che la riforma possa rivoluzionare la gestione delle scuole pubbliche e caricare le contee di nuovi, complicati compiti amministrativi.

Il disegno di legge HB1804: meno SAU, più controllo?

Il deputato repubblicano Dan McGuire, di Epsom, ha presentato il disegno di legge HB1804 che punta a creare SAU separate solo per Manchester e Nashua, le due città più grandi dello Stato, e una per ciascuna delle dieci contee. I superintendenti verrebbero sostituiti da “chief school administrators” eletti ogni due anni, con il compito di assumere esperti in vari settori: dall’istruzione speciale ai trasporti, fino alla gestione dei fondi. Nel frattempo, i consigli scolastici e i dirigenti vedrebbero ampliate le loro responsabilità operative.

Davanti alla House Education Policy and Administration Committee, McGuire ha sottolineato che “il New Hampshire è lo Stato meno tassato a livello statale, ma tra i più tassati se si considerano le imposte locali”. Per lui, il vero problema è la spesa locale, che si concentra soprattutto sulle scuole. E ha aggiunto che, nel settore amministrativo scolastico, il New Hampshire è secondo solo al Vermont per spesa pro capite.

Le critiche non si fanno attendere

Le opposizioni arrivano da ogni parte. Rebecca Wilson, della New Hampshire School Boards Association, ha definito “offensivo” l’idea che i consigli scolastici non stiano lavorando per contenere i costi: “Siamo genitori, pensionati, imprenditori e contribuenti che mettono centinaia di ore a disposizione, spesso senza nemmeno un rimborso”, ha detto. Wilson ha anche evidenziato che “le centinaia di leggi approvate negli ultimi anni hanno aumentato i costi senza affrontare davvero la dipendenza dalle tasse sulla proprietà”.

Giana Gelsey, del consiglio scolastico di Madbury, ha parlato di “profonda incomprensione su come funzionano scuole e consigli”. “Le scuole non sono un mercato, sono un bene pubblico e vanno trattate come tali”, ha rimarcato. Critica anche l’idea di eleggere il chief administrator: “Si rischia di mettere alla guida persone senza le competenze giuste. E non è un ruolo che dovrebbe cambiare ogni due anni per ragioni politiche”.

Le contee in difficoltà: un sistema non pronto

Chris Coates, amministratore della contea di Cheshire, ha avvertito che “le contee non sono strutturate per gestire un sistema scolastico dalla materna alle superiori senza risorse o regole chiare”. Ha ricordato come la sua contea abbia gestito problemi complessi, dalla polizia all’ambulanza, solo con una pianificazione attenta e il coinvolgimento di tutti. “Questa legge rischia di creare solo confusione e giochi politici”, ha detto.

Anche il deputato Rick Ladd, presidente della House Education Funding Committee, pur favorevole a una riorganizzazione, ha espresso dubbi: “Non si può risolvere tutto con lo stesso metodo. Le differenze tra le aree sono troppe”. Ladd teme che la figura del chief administrator diventi troppo politicizzata e che i dirigenti scolastici finiscano per avere troppe responsabilità.

Chi spinge per la riforma: risparmiare è la parola d’ordine

Tra i pochi a sostenere la riforma ci sono McGuire e il deputato Ken Weyler, presidente della House Finance Committee. Weyler ha detto che “le tasse sulla proprietà sono fuori controllo perché la spesa è troppo alta”. Serve, secondo lui, qualcuno che metta ordine e faccia risparmiare: “Gli studenti diminuiscono, ma il personale aumenta. Non ha senso, in nessuna organizzazione”.

Altri Stati come esempio… ma non incoraggianti

Deb Howes, presidente dell’American Federation of Teachers NH, ha messo in guardia i legislatori guardando a Vermont e Maine: “Nessuno dei due ha visto i risparmi promessi con la riduzione delle SAU. Anzi, le comunità si sono sentite meno rappresentate”. Howes teme che la riforma porti “solo più complicazioni, costi e instabilità”, senza risolvere i problemi di fondo.

Al termine dell’audizione, la commissione non ha preso decisioni immediate. Il dibattito resta aperto, con chi punta a tagliare i costi e chi invece teme un indebolimento delle scuole pubbliche locali.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser