Ravenna in corsa per diventare la Capitale italiana del mare: il dossier svelato

Ravenna, 22 gennaio 2026 – Ravenna si candida ufficialmente a Capitale italiana del mare, puntando tutto su cittadinanza blu, risorse marine e sviluppo sostenibile. Il dossier, consegnato entro il 20 gennaio, nasce da un lavoro condiviso tra istituzioni, enti e associazioni locali. Il nome della città vincitrice sarà svelato il 1° febbraio: in palio, oltre al prestigio, un milione di euro di finanziamento statale e un calendario ricco di eventi a partire dal 2026.

Il Tavolo del mare: un patto per il territorio

Il primo risultato concreto del bando nazionale lanciato a fine 2025 dal Dipartimento Politiche del Mare è stato la nascita di un Tavolo del mare. Attorno a questo tavolo siedono sedici realtà: enti pubblici, università, associazioni e operatori economici. Tra loro l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico centro settentrionale, la Regione Emilia-Romagna, la Camera di commercio Ferrara Ravenna e l’Università di Bologna. “Era importante cogliere questa occasione per creare un legame più forte e trasversale tra chi lavora nel settore”, spiega il sindaco Alessandro Barattoni. Per lui, il vero valore della candidatura è proprio aver messo in piedi una rete stabile che continuerà a collaborare, qualunque sia l’esito.

I tre cardini della candidatura

Il progetto di Ravenna si basa su tre temi principali: cittadinanza blu e civiltà del mare, vivere e far vivere il mare, spinta alla crescita blu. “Sono i fili che tengono insieme tutte le nostre iniziative”, sottolinea Emanuela Medeghini, responsabile Politiche Europee del Comune. Il primo punto comprende progetti educativi, come quelli di Cestha e della Guardia Costiera per proteggere le spiagge, oltre a eventi legati all’Anno Teodoriciano e alla riqualificazione della Darsena. Il secondo riguarda attività sportive come beach volley e vela, insieme agli appuntamenti della stagione estiva. Il terzo punta sulla blue economy, con al centro “De portibus – Il Festival dei Porti che collegano il mondo”, in programma dal 21 al 23 maggio 2026.

Obiettivi chiari e ricadute sul territorio

L’obiettivo è far crescere la conoscenza della cultura italiana del mare, mettere Ravenna sotto i riflettori nazionali e internazionali, e migliorare infrastrutture digitali e materiali legate alla blue economy. Solo per il 2026, sono previsti 16 eventi settoriali, 24 appuntamenti culturali e divulgativi, 11 manifestazioni sportive (di cui quattro di livello nazionale), oltre a concerti, sagre e giornate dedicate al mare. “Sarebbe importante che questa iniziativa partisse dall’Europa, proprio da Ravenna”, confida Medeghini, ricordando che la città ha già ospitato nel 2022 l’European Maritime Day.

Come funziona la selezione

La scelta della città vincitrice spetta a una commissione di cinque esperti indipendenti. I criteri? Progetti coerenti, idee innovative, capacità di lavorare insieme tra enti e risultati concreti sul territorio. Ogni candidato deve presentare un piano di iniziative annuali, interventi per valorizzare il patrimonio marittimo, azioni sostenibili e obiettivi chiari. Il Comune scelto riceverà un finanziamento statale di un milione di euro per portare avanti il programma.

Una rete ampia e diversificata

Al Tavolo del mare partecipano anche l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, l’Istituto Tecnico Industriale Nullo Baldini, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, la Fondazione Parco Archeologico di Classe-RavennAntica, il Circolo Velico Ravennate, la Historical Diving Society Italia, il Propeller Club Port of Ravenna, la Ravenna Civitas Cruise Port e l’Osservatorio Nazionale Tutela del Mare. Un gruppo variegato che dimostra la voglia di costruire insieme una gestione condivisa delle politiche marine.

Aspettando il verdetto

Il 1° febbraio sarà finalmente svelata la città che si aggiudicherà il titolo di Capitale italiana del mare. Per Ravenna, comunque vada, resta il senso di aver avviato un percorso di collaborazione solido tra istituzioni e territorio. “Continueremo a investire per la nostra comunità”, promette Barattoni. Nel frattempo, in città si respira un’aria di attesa: tra le vie del centro storico e lungo la Darsena, cittadini e operatori turistici commentano con interesse le opportunità di questa nuova sfida.

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