Salviamo la costa dell’Arenella: una marcia per un mare libero e senza cemento

Siracusa, 24 novembre 2025 – Ieri mattina, centinaia di persone si sono radunate all’Arenella, a pochi chilometri dal cuore di Siracusa, per alzare la voce contro le speculazioni edilizie che stanno cambiando il volto della costa. La protesta, battezzata “Mare libero e basta cemento”, è stata organizzata dall’Associazione Love Arenella insieme al Partito Comunista Italiano. L’obiettivo? Portare sotto i riflettori i problemi che da anni segnano questa fetta di litorale.

Mare per tutti, no al cemento: la voce della gente

Il corteo si è snodato lungo la strada che porta alla spiaggia, tra cartelli vivaci, slogan gridati a gran voce e bandiere al vento. “Il mare è di tutti e deve restare accessibile tutto l’anno”, è stato il messaggio più ripetuto dagli organizzatori, dal piccolo palco vicino al parcheggio comunale. Il cuore della protesta? La richiesta di fermare il cemento sulle spiagge e ridurre le concessioni private che hanno reso difficile l’accesso libero a molte zone di arenile.

Tra i partecipanti, famiglie con bambini, giovani attivisti e residenti di lunga data. “Non possiamo più permettere che pezzi di costa spariscano dietro a nuovi cantieri e stabilimenti”, ha detto Giovanni Russo, portavoce di Love Arenella. “Negli ultimi due anni la situazione è peggiorata: ogni estate spuntano recinzioni e aree chiuse. Eppure la legge è chiara: il mare deve essere alla portata di tutti”.

Degrado e cemento: la dura accusa degli attivisti

Al centro della protesta c’è la denuncia contro il degrado ambientale e la continua speculazione edilizia che, dicono gli attivisti, stanno rovinando il paesaggio. “Abbiamo lanciato un segnale forte per difendere quello che vogliono portarci via”, ha spiegato Maria Grazia Lentini, una delle promotrici, parlando delle nuove costruzioni vicino alla battigia. Alcuni residenti hanno mostrato foto recenti: cumuli di cemento a due passi dal mare, barriere di ferro e rifiuti abbandonati tra le dune.

Il problema, sottolineano gli organizzatori, non riguarda solo l’Arenella, ma tutta la costa siracusana. “È una questione che tocca tutto il territorio”, ha ammesso Lentini. “Se non si interviene subito, rischiamo di perdere per sempre la bellezza naturale di questi luoghi”.

Appello alla Procura e alle istituzioni: ora basta

Non sono mancati richiami alle autorità. Gli organizzatori hanno rivolto un appello diretto alla Procura di Siracusa, chiedendo di fare luce sulle segnalazioni di cemento selvaggio all’Arenella. “Serve chiarezza su quello che sta succedendo”, ha detto Russo dal palco. “È urgente un intervento deciso per proteggere un tratto di costa sempre più fragile”.

Alla manifestazione erano presenti anche alcuni consiglieri comunali e rappresentanti di associazioni ambientaliste locali. “Il Comune deve fare la sua parte”, ha detto a titolo personale il consigliere Salvatore Greco. “Serve un piano serio per recuperare le spiagge libere e tenere sotto controllo le concessioni”.

Trasporto pubblico e accesso: le altre battaglie

Oltre a dire no al cemento, i manifestanti hanno chiesto un miglioramento del trasporto pubblico verso le spiagge. “Molti non hanno l’auto e in estate arrivare all’Arenella diventa una vera impresa”, ha raccontato una residente, Lucia Spadafora, indicando la fermata dell’autobus, spesso affollata nei mesi caldi. Secondo gli organizzatori, potenziare i collegamenti è fondamentale per garantire a tutti un accesso equo al mare, anche ai residenti dei comuni vicini.

La battaglia continua

La manifestazione si è chiusa intorno alle 13, tra applausi e nuove promesse di mobilitazione. Gli organizzatori hanno annunciato che continueranno a seguire la situazione e a raccogliere segnalazioni dai cittadini. “Non ci fermiamo qui”, ha garantito Lentini prima di lasciare il palco. “Difendere il mare vuol dire difendere il futuro della nostra comunità”.

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