Sanzioni sorprendenti per le violazioni delle regole di classe

Buenos Aires, 29 ottobre 2025 – Il Campionato del Mondo J/70 è ufficialmente partito a Buenos Aires, dove ieri si sono concluse le prime quattro regate, in programma dal 28 ottobre al 1° novembre. È la prima volta che la manifestazione sbarca in Sud America. In acqua ci sono 71 equipaggi provenienti da 16 Paesi diversi. Un debutto molto atteso, ma non privo di tensioni e qualche polemica.

Proteste e penalità mettono in subbuglio la classifica

Dalle prime due giornate, l’atmosfera ai pontili del Club Náutico Argentino si è fatta subito tesa. Diverse squadre sono finite sotto la lente della giuria internazionale per presunte violazioni delle Class Rule, le regole tecniche della classe J/70. In particolare, come hanno comunicato gli organizzatori, alcuni team di Argentina e Brasile sono stati penalizzati per aver usato attrezzature non consentite dal regolamento. “Abbiamo trovato irregolarità su alcuni componenti di bordo”, ha spiegato un membro del comitato proteste, senza entrare nei dettagli.

Il caso Usa: timoniere fuori regola

Ma il caso che ha fatto più rumore tra gli addetti ai lavori riguarda una delle barche statunitensi. La giuria ha ricostruito così i fatti: durante la prima regata, un video ha ripreso Jeremy Wilmot, velista professionista classificato come Group 3 secondo le norme World Sailing, al timone dell’imbarcazione. Qui sta il problema: il regolamento permette a un membro dell’equipaggio Group 1 (amatore) di sostituire il proprietario alla guida, ma solo per un massimo di cinque minuti a regata. Wilmot, invece – già timoniere vincitore dei Mondiali 2024 – avrebbe guidato la barca per più tempo, violando la norma.

“Abbiamo visto le immagini e ascoltato le testimonianze”, ha detto il presidente del comitato proteste. “La regola è chiara: il proprietario deve stare al timone, salvo brevi eccezioni per motivi tecnici o di sicurezza”. La sanzione è arrivata subito: penalità del 20% sul risultato della prima prova per la squadra Usa coinvolta.

Classifica corta, tensione alle stelle

Nonostante la penalità, dopo quattro regate il team statunitense guidato da Travis Odenbach resta in testa alla classifica generale, con un solo punto di vantaggio su Peter Duncan, un altro nome noto della vela americana. La sfida per il titolo è apertissima. “Siamo concentrati sulle prossime regate”, ha detto Odenbach ai microfoni locali, evitando però di commentare direttamente l’episodio che ha coinvolto i suoi connazionali.

Sui moli si percepisce una certa tensione. Alcuni equipaggi hanno chiesto chiarimenti sulle procedure di controllo e sui tempi delle decisioni. “È fondamentale che le regole vengano applicate allo stesso modo per tutti”, ha osservato un velista argentino, che ha preferito restare anonimo. L’impressione è che la posta in gioco – il primo titolo mondiale sudamericano della storia della classe – abbia innalzato il livello di attenzione e nervosismo tra i partecipanti.

Un mondiale sotto i riflettori

La presenza di tanti team internazionali – dalla Spagna all’Australia, passando per Italia e Germania – conferma la vitalità della classe J/70, ma mette anche in luce l’importanza di garantire trasparenza e rispetto delle regole. “Il nostro obiettivo è proteggere l’integrità della competizione”, ha ribadito il comitato organizzatore in una nota diffusa ieri sera.

Le regate ripartono oggi alle 12 locali (le 17 in Italia), con vento moderato da sud-ovest previsto. Tutti gli occhi sono puntati sulla giuria e sulle possibili nuove decisioni disciplinari. Solo allora – forse – si potrà parlare davvero solo di vela.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

PNFPB Install PWA using share icon

For IOS and IPAD browsers, Install PWA using add to home screen in ios safari browser or add to dock option in macos safari browser