Roma, 14 novembre 2025 – Il Ministero dell’Economia ha varato nuove regole sull’IMU che daranno ai Comuni più margine per applicare sconti ai proprietari di seconde case, sia al mare che in montagna, oltre che per le abitazioni dichiarate inagibili. Le modifiche, contenute in un allegato al decreto firmato dal viceministro Maurizio Leo e pubblicato in Gazzetta Ufficiale mercoledì, puntano a dare più libertà agli enti locali, pur con limiti ben precisi.
IMU, ecco cosa cambia per le seconde case
Il documento del Tesoro fissa una serie di regole entro cui i Comuni potranno muoversi per gestire l’Imposta Municipale Unica. In pratica, le amministrazioni potranno modulare l’aliquota IMU sulle case vacanza e sugli immobili “a disposizione” – cioè quelli che non vengono affittati, non dati in comodato e usati solo per una parte dell’anno dal proprietario. Ma non tutto è lasciato al caso: “Non potrà essere superata l’aliquota massima”, si legge nel testo ufficiale.
Fonti del Ministero spiegano che la novità più importante riguarda proprio la possibilità di differenziare la tassa in base all’uso reale dell’immobile. Si tratta di un cambiamento che interessa migliaia di proprietari di seconde case, soprattutto in località turistiche come Rimini, Cortina d’Ampezzo o Ischia, dove la questione della tassazione sugli immobili inutilizzati è da tempo al centro del dibattito.
Flessibilità sì, ma niente automatismi
La nuova norma non prevede riduzioni automatiche: saranno i sindaci, già dal prossimo anno, a decidere se applicare una tariffa ridotta per le seconde case o mantenere l’aliquota attuale. “Abbiamo voluto lasciare ai Comuni la possibilità di adattare la tassa alle esigenze del territorio”, ha spiegato un funzionario del Ministero dell’Economia. Ogni amministrazione valuterà caso per caso, considerando le caratteristiche locali e la situazione del mercato immobiliare.
Per i proprietari, questo significa che lo sconto sull’IMU non sarà garantito ovunque. A Viareggio, per esempio, il sindaco Giorgio Del Ghingaro ha già annunciato che “la questione sarà discussa in consiglio comunale nelle prossime settimane”. A Bormio, invece, la prima cittadina Silvia Cavazzi ha detto che “si valuterà con attenzione l’impatto sulle casse comunali prima di decidere”.
Immobili inagibili: aliquote più leggere o azzerate
Altro punto importante riguarda gli immobili inagibili, non solo quelli danneggiati da calamità naturali. Il decreto prevede che i Comuni possano applicare aliquote più basse o addirittura azzerare l’imposta per le abitazioni che non possono essere utilizzate. Questa misura riguarda soprattutto le zone colpite da terremoti o dissesti idrogeologici, ma anche chi deve affrontare lavori di ristrutturazione importanti.
Secondo le prime stime dell’Anci, l’associazione dei Comuni italiani, potrebbero riguardare circa 50mila abitazioni in tutto il Paese. “È un segnale importante per chi si trova in difficoltà”, ha commentato il presidente Antonio Decaro. Anche in questo caso, però, la decisione finale spetterà ai singoli enti locali.
Il Tesoro mette dei paletti, le reazioni dei cittadini
Il Ministero ha chiarito che questa nuova libertà non significa via libera totale: restano fermi gli standard nazionali e il tetto massimo dell’aliquota. Insomma, i Comuni potranno abbassare la tassa, ma non superare i limiti stabiliti dalla legge. Una scelta pensata per evitare squilibri tra territori e garantire un gettito minimo per le casse pubbliche.
Le reazioni tra i proprietari non si sono fatte attendere. A San Felice Circeo, una delle località più coinvolte dalla misura, molti cittadini hanno accolto con favore la possibilità di uno sconto sull’IMU. “Finalmente si riconosce che la casa al mare viene usata solo poche settimane all’anno”, ha raccontato Marco Rinaldi, 54 anni, proprietario di un appartamento sulla costa laziale.
Cosa succederà adesso e quando
Le nuove regole scatteranno dal 2026, ma già nei prossimi mesi i Comuni dovranno decidere se e come applicare le riduzioni. Il Ministero dell’Economia seguirà da vicino l’andamento della misura, controllando gli effetti sulle entrate locali e sul mercato immobiliare.
Per ora, resta da vedere quanti sindaci sceglieranno di approfittare della nuova flessibilità offerta dal governo. Nel frattempo, tra chi possiede seconde case e chi ha immobili inagibili l’attesa è alta. Solo allora si potrà capire se questa riforma renderà davvero più giusta la tassazione sugli immobili in Italia.