Bari, 2 marzo 2026 – Oltre 3mila ricci di mare sono stati sequestrati in Puglia nel solo mese di febbraio, durante una serie di controlli messi a punto dalla Guardia di Finanza lungo le coste regionali. Otto blitz tra nord e sud, dal Gargano al Salento, con l’obiettivo di fermare la pesca abusiva e difendere un ecosistema marino già fragile, messo sempre più sotto pressione da un prelievo fuori controllo.
Otto blitz in un mese: la Guardia di Finanza non molla la presa
A coordinare le operazioni è stato il Reparto Operativo Aeronavale di Bari, che ha schierato i militari della Stazione Navale del capoluogo per una vigilanza serrata sulle zone più a rischio. “Abbiamo aumentato i controlli proprio a febbraio – spiega un ufficiale della Guardia di Finanza – perché è il mese in cui i ricci maturano, e quindi cresce la caccia illegale”. Gli interventi, sparsi lungo tutta la costa, hanno portato al sequestro di oltre 3mila esemplari. Dopo i controlli, i ricci sono stati subito rimessi in mare per limitare i danni.
Un danno ambientale che fa paura
La pesca selvaggia del riccio di mare è un problema noto in Puglia. Da almeno tre anni la Regione ha avviato una campagna per fermare questo fenomeno, preoccupata dalla diminuzione della specie nelle acque locali. “Il rischio vero – avverte un biologo marino dell’Università di Bari – è che il riccio sparisca dalle nostre coste, con effetti imprevedibili sull’intero ecosistema”. La raccolta indiscriminata, spesso fatta senza rispettare leggi e norme sanitarie, mette a rischio non solo la specie ma anche la salute pubblica, visto che i ricci finiscono sul mercato senza controlli.
Multe e ricci rimessi in mare
Per chi è stato sorpreso a violare le regole, sono scattate sanzioni per un totale di 16.000 euro. “Non sono solo multe – avverte un rappresentante delle Fiamme Gialle – ma un segnale chiaro: il mare va protetto”. I ricci sequestrati sono stati affidati agli stessi militari per essere rimessi sui fondali, un gesto che può aiutare a tenere in vita la popolazione marina. Ma gli esperti avvertono: senza interventi seri, il rischio estinzione resta alto.
Febbraio, il mese più delicato per i ricci
Non è un caso che i controlli si concentrino proprio a febbraio. È il periodo in cui i ricci raggiungono la maturità e diventano preda facile per i pescatori abusivi. “La domanda sul mercato nero cresce – racconta un operatore del settore – e i prezzi salgono. C’è chi rischia multe salate pur di guadagnare qualche soldo in più”. Le forze dell’ordine però promettono di continuare a vigilare con controlli a terra e in mare nei prossimi mesi.
Un problema radicato e difficile da estirpare
Nonostante i sequestri e le multe, la pesca illegale del riccio di mare resta un fenomeno diffuso. Secondo gli investigatori, dietro ci sono piccoli gruppi organizzati che agiscono nelle ore più tranquille, sfruttando la conoscenza dei fondali e la complicità di alcuni commercianti. “Serve più consapevolezza tra i consumatori – sottolinea un ambientalista locale – perché chi compra ricci fuori dai canali ufficiali alimenta questo mercato nero”.
Nuove strategie e appelli per salvare i nostri mari
La Regione Puglia annuncia nuove misure per proteggere la specie. In arrivo campagne nelle scuole e controlli più stretti nei mercati ittici. “Solo così – conclude il biologo marino – potremo sperare di cambiare rotta e garantire un futuro ai nostri mari”. Nel frattempo, le Fiamme Gialle promettono tolleranza zero verso chi mette a rischio la biodiversità delle coste pugliesi.