Scopri ‘Club Med 2’: il superyacht a vela più grande del mondo e il primo hotel galleggiante

Nizza, 20 novembre 2025 – Sul ponte del Club Med 2, la più grande nave a vela del mondo, il Mediterraneo brilla sotto il vento fresco del mattino. Sono le 8.30 e nell’aria si mescolano il profumo del cappuccino e quello salmastro del mare. All’improvviso, una figura vestita di rosa sfreccia sull’acqua: è Adrien Gailhac, Chef de Village della nave, che porta la colazione agli ospiti con uno spettacolo di sci nautico, sfoggiando bermuda fucsia sgargianti. Una scena che a bordo non stupisce nessuno: Gailhac è il vero cuore pulsante dell’atmosfera, come confermano i tanti habitué dei resort Club Med anche a terra.

Club Med 2, la regina dei mari a vela

Con i suoi 187 metri di lunghezza (614 piedi), il Club Med 2 è la punta di diamante della collezione Exclusive Collection del marchio francese. Supera di quasi 60 metri il celebre yacht Koru di Jeff Bezos, detenendo questo primato dal 1992, anno del varo nei cantieri di Le Havre. Ma il record è destinato a cadere: nel 2026 è atteso l’Orient Express Corinthian, lungo 220 metri. “Non è una gara”, spiega Jean-Baptiste Coquinot, co-capitano della nave. “Noi navighiamo così da trent’anni e sappiamo come gestire le vele”.

Il primo hotel galleggiante

Prima che altri gruppi alberghieri portassero il loro stile in mare, il Club Med 2 solcava già Mediterraneo e Caraibi con la formula che ha reso famoso il marchio: animatori chiamati G.O. (Gentil Organiseurs) che mangiano con gli ospiti, balli di gruppo come i “Crazy Signs”, attenzione allo sport e al benessere. Oggi molte catene di lusso – Aman, Ritz-Carlton, Four Seasons – hanno seguito la scia, ma il Club Med 2 resta l’originale.

Vele da record e tecnologia all’avanguardia

La nave monta oltre 2.500 metri quadrati di vele su cinque alberi completamente automatici: basta premere un pulsante e in meno di due minuti le vele si aprono al vento. “All’epoca fu una vera rivoluzione”, ricorda Jean Louis Jegaden, ex responsabile del cantiere. “Tutti i sistemi informatici furono creati su misura per questa nave”.

Il primo beach club in mare aperto

A poppa, una piattaforma si apre come una bocca: è la marina della nave, attrezzata per sport acquatici come wakeboard, paddleboard, windsurf e kayak. L’idea nasce dall’esperienza con i traghetti – “eravamo abituati a navi con portelloni per le auto”, racconta Jegaden – ma qui è stata trasformata in un angolo di vacanza. E con una regola tutta francese: tra mezzogiorno e le due la marina chiude per la pausa pranzo degli istruttori.

Trent’anni di storia e un restyling da oltre 10 milioni

Per celebrare i trent’anni nel 2022, il Club Med ha investito 10,5 milioni di dollari in un restyling firmato dalla designer parigina Sophie Jacqmin. Gli interni si vestono di blu e giallo, con richiami alla Costa Azzurra e nomi evocativi come Cannes, Saint-Tropez, Monte-Carlo, Portofino. Le suite, come la Suite Armateur a prua, offrono spazi ampi e dettagli in legno lucido e pelle scura che ricordano i vecchi bauli da viaggio.

Un gigante che arriva dove gli altri non osano

Nonostante le dimensioni – quasi 15mila tonnellate di stazza lorda – il Club Med 2 ha un pescaggio ridotto a soli cinque metri. Così può raggiungere baie e ancoraggi vietati alle navi più grandi, come nelle Bahamas o nelle Isole Vergini Britanniche. Dopo l’estate nel Mediterraneo, fra itinerari settimanali e mini-crociere, ogni inverno attraversa l’Atlantico per la stagione caraibica.

Un angolo di Francia in mezzo al mare

A bordo si respira aria francese in ogni dettaglio: dal grande tricolore a poppa al “goûter” delle 16.30, fino alla cena che non comincia mai prima delle otto. Nei ristoranti si servono piatti tipici come la pissaladière o il magret de canard cucinato al momento. La lingua ufficiale è il francese (ma tutto è tradotto anche in inglese), così come lo stile conviviale che conquista anche chi non ha mai messo piede in un villaggio Club Med.

Un’eredità che non smette di navigare

Il Club Med 2 resta un simbolo della crociera all’europea: intima (solo 164 cabine), attenta al servizio e alla socialità. Mentre altre navi puntano su lusso e tecnologia spinta, qui si naviga ancora con lo spirito pionieristico degli anni ’90. “Abbiamo accolto migliaia di persone e visitato ogni angolo del mondo”, ricorda Coquinot. “Ma ogni viaggio è unico”. Forse è proprio questo il segreto della sua lunga fortuna.

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